ARABCOMINT e'
un portale che si occupa prevalentemente d'informazione dal mondo
arabo-islamico, con riferimento particolare all'area del Vicino Oriente.
Nostro obiettivo e' cercare di correggere in parte la disinformazione che
circonda argomenti quali Islam, mondo arabo, Palestina, con l'ausilio delle
più grandi ed obiettive firme del giornalismo internazionale.
Un libro-documento di
Paolo Barnard sull' "altro terrorismo", quello di stato
IL MURO
Bambini della
polvere
Israele sta
distruggendo ogni concetto di Stato della Palestina e gli si
permette di imprigionare una nazione intera. Lo si vede
dagli ultimi attacchi nella striscia di Gaza, le cui
sofferenze sono diventate la
metafora di una tragedia imposta ai popoli del Medio Oriente
ed oltre.
Questi attacchi, riferiti da "Channel 4 News" erano "mirati
a figure chiave tra le milizie di Hamas" e ad
"infrastrutture di Hamas". La BBC ha descritto uno "scontro"
tra le suddette milizie e un caccia F-16 israeliano.
[continua]
Sotto i vostri occhi
Il peggio viene la notte.
Prima dell'alba, con il favore delle tenebre, mentre la gente
cade nel sonno perché sono cessati i rombi degli elicotteri e le
raffiche di
mitragliatrice, accade che i cingolati e i soldati del glorioso
Tsahal
occupino villaggi e prendano gente dalle case, casa per casa.
E' così che hanno sequestrato Nasser Addin Ash-Shaer, ministro
della Pubblica Istruzione palestinese, l'ex ministro dei Lavori
Pubblici Abdur-Rahman Zeidan, oltre a 33 deputati e sindaci
eletti, politici e attivisti di Hamas.
[continua]
Gli Stati Uniti e la guerra in
Iraq: la raccolta del consenso
Nel 1973, Huynh Cong Út vinse il
premio Pulitzer con una
foto
che sarebbe stata destinata ad imprimersi nella memoria
collettiva come un'icona della guerra e delle sue efferatezze. È
la foto di una bambina vietnamita, Kim Phuc, che corre nuda per
la strada, terrorizzata e disperata dopo un attacco con bombe al
napalm sul suo villaggio. La foto fece il giro del mondo e
riportò alla coscienza dell'opinione pubblica la crudeltà di una
guerra che (soprattutto a partire dal 1968) diventava via via
sempre più impopolare. [continua]
Le idee non si possono
uccidere
Alcuni giorni fa,
analizzando le spese riguardanti la costruzione di tre
sottomarini della serie Astute, dissi che con quel denaro
"potevano essere addestrati 75.000 medici per assistere 150
milioni di persone, partendo dal presupposto che il costo per
l'addestramento di un medico sarebbe stato un terzo di quello
che costa negli Stati Uniti". Ora, lungo le linee degli stessi
calcoli, mi chiedo: quanti medici potrebbero laurearsi con i
cento miliardi di dollari sui quali Bush mette le mani in
solamente un anno per continuare a spargere dolore nelle case
irachene ed americane. Risposta: 999.990 medici che potrebbero
assistere 2 miliardi di persone che oggi non ricevono alcuna
assistenza medica. [continua]
Cerco ideali e sono disposto a
tutto
Vorrei essere un afgano, un iracheno, un ceceno che si batte
per la libertà del proprio Paese dall’occupante, arrogante e
stupido. Avrei voluto essere un bolscevico, un fascista, un
nazista che credeva in quello che faceva. O un ebreo che,
nel lager, lottava con tutte le sue forze interiori per
rimanere un uomo. Vorrei far parte dei “boat people” che
vengono ad approdare e spesso a morire sulle nostre coste.
Perché sono spinti almeno da una speranza.