La Citta' Islamica

 

L'Islam è cultura e civilta' eminentemente urbana, che ha avuto come simboli la prima citta' modellata dal Profeta, Medina, e La Mecca, antichissima meta di pellegrinaggi. Come il sistema delle stelle, idealmente unite a formare le figure dello zodiaco, le citta' islamiche punteggiano l'immenso territorio aperto.

"Le citta' dell'Islam sorsero assumendo strutture e morfologie insediative adattate ai siti piu'diversi, talvolta difficili ed inospitali, dandosi ordinamenti economico-produttivi rispondenti ai piu' svariati contesti ambientali, popolandosi di complessi crogiuoli di genti delle piu' disparate matrici linguistiche, talvolta con importanti minoranze riconosciute di altre confessioni (cristiani e israeliti nell'area mediterranea, animasti e cristiani nell'Africa sub-sahariana, zoroastriani, giainisti, induisti e buddisti in Asia). Quasi sempre le diverse componenti, originariamente insediate in quartieri loro propri e non mescolate tra loro (secondo una consuetudine che ne consentiva il controllo garantendo al tempo stesso la conservazione delle identita' nazionali), conferivano alla vita urbana un rilevante carattere plurietnico o cosmopolita, portatore di sincretismi culturali e artistici, e di consuetudini alla tolleranza, alla convivenza pacifica e alla reciproca comprensione delle singole specificita', secondo I principi di fratellanza universale (…). La compresenza di componenti diverse resta tuttora uno dei caratteri peculiari delle citta' storiche del mondo musulmano". (Paolo Cuneo, Storia dell'urbanistica, il mondo islamico).
Quali caratteristiche distinguono la citta' islamica da una qualsiasi altra citta' del mondo? Innanzitutto la presenza della moschea congregazionale , detta moschea grande, o del venerdi, che svetta, con i suoi minareti, al di sopra dell'abitato, aggregando attorno a se' un'intera comunita' con tutte le funzioni del vivere quotidiano. La moschea serviva come agora', per discussioni ed incontri culturali, per l'amministrazione della giustizia, per la comunicazione di editti, l'acclamazione del califfo, l'insegnamento e lo studio. In adiacenza alla grande moschea sorgeva di norma un istituto appositamente creato per l'insegnamento religioso superiore, la madrasa ; questa aveva sede in una corte interna ed era dotata di quattro sezioni distinte per le quattro scuole giuridiche dell'Islam ortodosso e di alloggi per gli studenti fuorisede. In alcune metropoli e citta' di cultura come il Cairo, Baghdad, Medina, Fez, Shiraz e Cordova, essa era affiancata da un vero e proprio centro di ricerca e insegnamento universitario, spesso di fama internazionale. Nei pressi si trovava un altro edificio tipico, per lo piu' coperto a cupole, il bagno pubblico o hammam , servizio ritenuto indispensabile al decoro della vita cittadina, che oltre a provvedere all'igiene personale e alla cura del corpo, costituiva, sia per gli uomini che per le donne, luogo di incontro sociale.

Collegato al centro cittadino era il cuore del sistema commerciale, il suq, in arabo, o bazar , in persiano. Negozi e botteghe si dispongono per gruppi omogenei o affini, preferibilmente nella stessa area o in aree adiacenti, secondo un'organizzazione cooperativistica che ha origine nelle antiche associazioni dei mestieri.

Lungo le strade principali sono distribuite in buon numero le fontane pubbliche, bacini quieti o zampillanti sempre presenti nel dar- al- islam, nelle corti di ciascun edificio pubblico, e di ogni abitazione privata, ricca o povera. Raramente l'acqua e' stata cosi' sfruttata - per le sue qualita' visive e sonore - come nell'architettura islamica. La corte interna rappresenta il centro degli edifici sia pubblici che privati, a cui assicura illuminazione ed aerazione. L'interno della casa e' a sua volta diviso in un'area di ricezione maschile aperta agli ospiti, a diretto contatto con l'ingresso, ed in una interna, riservata alla famiglia ed alle donne. Nelle residenze piu' ricche a ciascun settore della casa corrisponde una propria corte, o patio. I patii piu' ampi sono veri e propri giardini, con alberi da frutto, fiori e cespugli, mentre le essenze preferite sono gelsomini, aranci e limoni.
Nell' abitazione lo spazio e' sfruttato in maniera polivalente, come avviene per la moschea. Lo stesso ambiente, organizzato con l'ausilio di pochi arredi come tappeti, cuscini, tavoli bassi, puo' essere utilizzato per mangiare, lavorare, dormire, soggiornare. Tavoli e sedie d'altra parte risultano superflui per l'abitudine di sedere sul pavimento coperto di tappeti, stuoie e cuscini, a gambe incrociate, posizione peraltro ortopedicamente piu' corretta del sedere su una normale sedia. L'igiene del pavimento e il rispetto per l'ambiente domestico sono garantiti dalla consuetudine di lasciare le scarpe all'ingresso di casa, com'e' in uso nelle moschee. Gli armadi sono normalmente ricavati da nicchie nelle pareti. Spesso queste ultime sono fittamente decorate a motivi ornamentali ricorrenti, di preferenza geometrici, calligrafici e arabescati separati o intrecciati a formare creazioni originalissime. Stucchi, marmi, maioliche, legno, sono la vasta gamma di materiali usati assieme a preziosi mosaici policromi in vetro e marmo. I motivi scolpiti o dipinti entrano nelle stanze in linee sinuose, a formare strisce di fine merletto che corrono lungo le pareti, o ricadono in cascate di stalattiti dalle volte dei soffitti.

Elemento caratteristico delle moschee e' la cupola, che in area iranica si smaterializza in sfavillanti faenze verdi-azzurre, quasi a volersi confondere col cielo, fitta di arabeschi, che richiama   la volta celeste e cattura lo sguardo affascinato dell'osservatore. Vagando nell'intricato labirinto di strade che costituisce il centro, e' facile addentrarsi nella Cittadella, circondata da mura turrite e spesso posta in posizione soprelevata. Qui viveva il califfo o il suo rappresentante, in un universo avulso dalla vita della citta'.

Spostiamoci ora verso l'esterno, intorno alla cerchia muraria che protegge il nucleo urbano. E' la zona dei cimiteri , oasi di tranquillita' per il poeta francese Flaubert, che cosi' scriveva: "il cimitero e' una delle cose piu' belle d'Oriente. Non ha il carattere profondamente sgradevole che questo luogo ha da noi, non mura, fossati, separazioni o recinti. D'improvviso, dovunque, senza soluzione di continuita', lo trovi in campagna o in citta', come e' della morte stessa, accanto alla vita e senza che vi si faccia caso. Si attraversa un cimitero come si attraversa un mercato. Tutte le tombe sono eguali, differendo solo per l'antichita'. A mano a mano che invecchiano, sprofondano e scompaiono, cosi' come e' del ricordo dei morti. I cipressi piantati in questi luoghi sono giganteschi e questo da' un tono verde di tranquillita'".

Lungo il tracciato delle antiche vie carovaniere, le fondazioni pie assicuravano il ristoro dei viandanti, pellegrini e commercianti, mediante la costruzione di giganteschi alberghi, i caravanserragli, rimasti in uso fino all'inizio del secolo scorso. Essi erano posti a circa trenta chilometri gli uni dagli altri, distanza media coperta in un giorno da una carovana. Queste cittadelle fortificate garantivano gli elementi base della vita civile: sicurezza, acqua, alloggio per le persone e ricovero per gli animali, magazzini per le merci e, cosa piu'importante, bagno e moschea. Talvolta I caravanserragli erano di una magnificenza estrema, con cortili interni rassomiglianti a quelli delle universita' e porticati di pietra, dimora gratuita per gli artigiani piu' poveri.

 

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