SIVIGLIA, FIORE D'ANDALUSIA

 

Dopo la conquista araba, Siviglia fu sede dei governatori fin quando fu eclissata da Cordova, ma, a partire dal 1031, torno' ad essere il centro piu' importante dell'Andalusia. La fertile campagna circostante produceva olio d'oliva, fichi, ortaggi e miele e la citta' era famosa per la tessitura della seta proveniente da Canton e per la produzione del raffinato tessuto tiraz di seta a strisce, le vesti da cerimonia ed i broccati. Siviglia era famosa anche per la lavorazione del metallo come testimonia il bronzo cesellato e inciso dei battenti della Puerta del Perdon (ora cattedrale), realizzata dagli Almohadi. La citta' fu sempre minacciata dalle inondazioni naturali che furono particolarmente gravi nel XIII secolo, quasi si fossero alleate con gli eserciti cristiani, le cui incursioni si conclusero con un assedio di 17 mesi e la caduta della citta', che si arrese a Ferdinando III.

L'Alcazar

Costruito nel 712, le sue mura vennero erette dall'emiro Abd al-Rahman II nel IX secolo, mentre il portale esterno in pietra squadrata fu aggiunto un secolo piu' tardi. I muri sono ricoperti di stucco dipinto e piastrelle smaltate, per mascherare la rozzezza delle superfici. Furono utilizzate colonne e capitelli islamici, alcuni dei quali acquistati a Madinat al-Zahra, presso Cordova. La Puerta del Leon immette nel Patio de la Monteria, dal cortile pavimentato con ciottoli disposti in modo da formare disegni rustici. La facciata e' sovrastata da una torre. Ogni ala presenta una maestosa arcata centrale fiancheggiata da tre archi minori, con iscrizioni islamiche in bianco e blu e ornamenti in rilievo degli architravi. Il visitatore, entrando, svolta bruscamente. Questo tipo di ingresso cieco, usato a scopo difensivo, offre oggi visioni repentine, inattese. Il Patio delle Donzelle e' il centro del palazzo e si apre sul Salone dei re Mori, con raffinati lavori d'intarsio in stile mudejar. Il Patio delle bambole sarebbe decisamente islamico se non fosse per il pavimento, aggiunto nel 1843. Il Salone centrale rappresenta il momento culminante della visita: ad esso si accede tramite la Porta dei Pavoni, capolavoro degli stuccatori di Toledo, che firmarono l'opera collettivamente, in arabo. Questa vista prepara ad un adeguato ingresso nel Salone degli Ambasciatori, dagli ornamenti cosi' sontuosi da produrre nel visitatore le vertigini.

La cupola e' ornata da una decorazione che raffigura la volta celeste e da muqarnas che imprigionano e riflettono la luce. I pannelli di piastrelle riproducono tutti i tipici motivi islamici. I principi Banu Abad Taifa, che per poco tempo godettero la ricchezza di Siviglia abitando all'Alcazar costruirono il Patio del Yeso, luogo idilliaco che fu in seguito modificato dal governatore almohade Yusuf ibn Tashfin, tra il 1171 e il 1176. Il cortile presenta   grate intrecciate sopra archi acuti dentellati, posti su sottili colonne. Al di la' si estendono i giardini, ornati di un'enorma vasca dai bordi piastrellati. Sotto un elegante portico cieco si puo' godere la vista del giardino islamico, in cui sono visibili le vestigia di un aranceto nel quale si diceva non penetrasse mai il sole e che fosse il luogo piu' tranquillo di Spagna.Nel cosiddetto hammam (bagno) la volta in pietra di stile gotico offre una superba visione di luci e ombre riflesse sull'acqua immota.

 

La Giralda

La seconda grande moschea di Siviglia fu trasformata in chiesa cattolica nel 1248. Dell' antico edificio islamico rimangono il minareto ed il Patio degli aranci. La Puerta del Perdon, realizzata dagli Almohadi, presenta ancora battenti decorati con pannelli in bronzo che recano iscrizioni arabe del XII secolo e battacchi sontuosamente traforati. Il cortile e' di una bellezza triste dovuta alle perfette proporzioni e agli alberi di arancio, I cui frutti brillano "in una notte verde". Il piu' grandioso dei minareti, la Giralda, e' paragonabile solo alla Kutubiyya di Marrakesh. L'alta torre domina tuttora il centro di Siviglia, ma il visitatore dovrebbe trascurare la parte superiore, aggiunta nel 1568. La costruzione della Giralda fu iniziata nel 1184 dall'architetto Ahmad ibn Baso su profonde fondazioni di pietra squadrata, mentre la struttura in elevazione e' in calcestruzzo e mattoni. L'opera fu terminata nel 1198 da 'Ali da Gomara. Non ha scale, ma solo leggeri pendii. All'esterno ogni lato e' diviso in tre settori che formano una serie di grandi pannelli decorati geometricamente in bassorilievo, con archi ciechi incornicianti finestre divise da una slanciata colonnina. Le proporzioni dei pannelli rispetto alla nuda muratura creano un notevole effetto di armonia ed equilibrio.

 

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