UN PAESE PERICOLOSO
Storia non romanzata degli Stati Uniti d’America
di John Kleeves
Società Editrice Barbarossa (orionseb@tin.it), Cusano Milanino (MI) 1999, pp. 382 • Lire 36.000 - Euro 18 cod. S07
"Kleeves parte da un presupposto abbastanza sorprendente: degli Stati Uniti si crede di sapere tutto ma in realtà si sa assai poco. Ci? è dovuto sostanzialmente a due motivi. Il primo è che si tratta di un paese singolare, con una forte specificità, le cui affinità con le culture di altre aree del mondo, compresa quell’Europa da cui provengono, sono più apparenti che reali. Il secondo motivo è che gli Usa dispiegano una forza propagandistica enorme per essere percepiti come vogliono essere percepiti ma come in realtà non sono. In America esiste una United States Information Agency (Usia), con un budget di tre miliardi di dollari e 50 mila funzionari sparsi in tutto il mondo, il suo scopo statutario è di "influenzare le opinioni e le attitudini del pubblico estero in modo da favorire le politiche degli Stati Uniti d’America". (...) Cos? gli americani hanno potuto presentarsi come i vessilliferi dei buoni sentimenti e della pace, il che è abbastanza straordinario per un paese che dalla sua nascita ha compiuto più di 200 interventi armati in tutte le aree del mondo, il cui schiavismo ha provocato 40 milioni di morti, autore di uno dei più spietati e cinici genocidi della storia, quello dei Pellerossa, infine l’unico ad aver usato, senza troppi scrupoli, la bomba atomica.
Kleeves, che fa largo uso della ricerca motivazionale, utilizzata in psicologia, individua l’origine del "modo di essere americano, di quella che è una vera e propria teologia, nel protestantesimo declinato nella sua versione più radicale ed estrema, il puritanesimo. Ci? dà all’americano medio la certezza di essere dalla parte degli Eletti, dei Buoni, dei Giusti e agli Stati Uniti la caratteristica di paese straordinariamente aggressivo, convinto di avere il diritto, anzi il dovere, di portare il proprio modello ovunque. Il presidente Roosevelt lo disse esplicitamente: "L’americanizzazione del mondo è il nostro destino"".
Su questo sentimento (...) si inseriscono gli interessi economici di quell’oligarchia mercantile che rappresenta il 5% della popolazione, detiene la metà della ricchezza nazionale e il cui interesse non è quello di esportare i Buoni Sentimenti ma di omologare l’intero pianeta al proprio modello per potervi vendere i propri prodotti e sacrificare cos? a quello che gli stessi americani chiamano Almighty Dollar, Il Dollaro Onnipotente. Per ottenere questo scopo sono disposti a distruggere culture, habitat, diversità, tradizioni, economie".
(Massimo Fini, "Avvenire", 10 luglio 1999)
segnalatoci da Enrico Galoppini
CAPIRE GLI STATI UNITI
di John Kleeves
Noi non viviamo
in un tempo come un altro, in cui ognuno puo' prendersi il lusso
di dedicarsi soltanto alle sue cose personali, al suo lavoro e ai
suoi interessi particolari, perché tanto " il mondo va
avanti lo stesso ". Il mondo ora sta correndo un pericolo e
se nessuno fa niente non dico che finirà, ma certamente non andrà
più avanti come prima. Il pericolo si chiama Stati Uniti d’America
: tale federazione - in realtà un Paese unico e monolitico - è
sul punto di ottenere il dominio planetario e questo è un
pericolo perché gli USA non vogliono comandare il mondo allo
scopo di governarlo, ma allo scopo di sfruttarlo. Gli USA non
sono una riedizione dell’Impero Romano, come pure vogliono fare
credere con la falsa modestia d’obbligo. Lo fossero qualcuno li
potrebbe anche accettare, ma non lo sono : i Romani
assoggettarono si' il mondo con la forza ma poi lo governarono,
gli diedero cioè qualcosa in cambio, una amministrazione, degli
ordinamenti, delle città edificate, delle infrastrutture ( ad
esempio 85.000 chilometri di strade, quasi tutte in contrade che
non le avevano mai viste prima ) ; agli Americani invece gli
altri popoli interessano solo come fornitori di materie prime e
di manodopera, come schiavi. Eventualmente come consumatori.
Il problema è che la gente non si rende conto del pericolo. Non
se ne rende conto perché gli USA sono un Paese singolare, di un
tipo unico nel suo genere e che non si era mai visto prima ; non
se ne rende conto perché gli USA, nonostante la notorietà e l’abbondanza
delle informazioni, della cronaca e anche dei contatti diretti,
sono in verità degli sconosciuti. C’è quindi un compito
impellente in questi tempi per gli uomini all’altezza e di
buona volontà : contribuire a colmare questa lacuna, informare
la gente sulla vera natura degli Stati Uniti.
Gli USA non sono un argomento semplice. Del resto lo fosse stato
non saremmo qui a parlarne ora. Gli USA innanzitutto sono un
sistema, dove tutte le sue manifestazioni sono collegate e
interdipendenti : non si puo' veramente capirne un solo aspetto
se non si è capito il tutto. Il fatto poi che questi aspetti
siano tutti negativi, alcuni addirittura micidiali ( le vittime
delle guerre e delle repressioni per procura, che sono decine di
milioni ), aggrava l’inconveniente perché la gente stenta a
credere a una negatività cosi' completa : sembra pregiudizio.
Quindi gli USA presentano una difficoltà davvero singolare : la
costante dicotomia fra cio' che dicono di essere e di fare e cio'
che invece effettivamente sono e fanno. Sono un Paese che sembra
preda di una ipocrisia congenita e profondissima, si direbbe
patologica, dove i fatti contraddicono costantemente le parole e
dove la pratica sconfessa sistematicamente la teoria. Le nobili
parole della Dichiarazione di Indipendenza nascondevano la
ribellione dei grandi mercanti Puritani del New England nei
confronti della Corona inglese che li aveva tagliati fuori dal
mercato della Cina per favorire la East India Company di Londra.
La Costituzione del 1787 cominciava con le parole WE THE PEOPLE
cosi' in maiuscolo ma stabiliva un sistema oligarchico basato sul
danaro cosi' ferreo da essere arrivato da allora sino ad oggi
assolutamente inalterato. La libertà di stampa e di espressione
cosi' decantata e vantata dagli americani è cosa campata per
aria, sterile : si puo' stampare e dire cio' che si vuole a patto
che cio' non arrivi davvero al pubblico. Come con gli oppositori
: anche se pacifici, possono esistere se non mettono in pericolo
davvero il sistema, altrimenti sono incarcerati con pretesti,
perseguitati nella vita o anche uccisi dall’FBI per strada.
Teoricamente ci possono essere tutti i partiti politici, e
difatti ce ne sono attualmente 29 negli USA, compreso un
Communist Party USA, ma di fatto per il meccanismo dei
finanziamenti e delle liste se ne possono affermare solo due,
quelli infatti sulla ribalta da sempre, il Democratico e il
Repubblicano, che oltretutto sono un partito solo, o le due facce
della medesima medaglia. La politica estera americana è sempre
stata un campionario di belle intenzioni e di roboanti slogan
dietro cui stavano costantemente obiettivi addirittura sordidi.
Si potrebbe continuare per pagine.
Gli USA sono dunque un argomento complesso e difficile. Ma se si
vuole fare qualcosa per il mondo, questa è una occasione. Il
tempo e le energie che si dedicano alla diffusione della
comprensione degli USA non sono buttati via.
Novembre 2001 John Kleeves