Yousef  Aššaieğ

 

di  F. Aljaramneh

 

 

Poeta irakeno, nato il 1923 nella a Mossul, cresciuto in una famiglia osservante dei precetti della fede islamica ed impegnata in politica e letteratura. Lavorò nel campo dell’insegnamento per 25 anni,   ricoprendo tra l’altro l’incarico di direttore del Circolo Cinema – Teatro del suo paese, pur occupandosi di giornalismo già da diversi anni. Fu membro dell’Unione dei letterati e scrittori iracheni, della Lega degli artisti, del sindacato degli artigiani e del Consiglio Supremo del festival di  Babilonia.  Pubblicò molti studi su periodici arabi e diverse raccolte poetiche tra le quali ricordiamo : “Poesie non idonee alla pubblicazione”  1957, “Le confessioni di Malik ben Robaib” 1972, “La padrona delle quattro mele” 1976, “Ammissioni”  1978, “Il maestro” 1985 e, infine, “Le poesie di Yousef  Aššaieğ” un opera completa di tutti i suoi lavori  pubblicata nel 1993. Invece “La partita” 1972  e  Il percorso”  1974, sono due fra le principali produzioni nel campo della narrativa  mentre, per quello che concerne la commedia, ricordiamo “Il cancello” 1986 e “Il Ritorno”  1987. Altre importanti pubblicazioni sono “La poesia libera in Iraq”, una dissertazione dotta, e “L’ultima confessione”, la sua autobiografia. Recentemente ha ottenuto un premio per il miglior testo teatrale al festival di Cartagine.

 

 .    

 

Capodanno

 

Anni trascorsero, ma ancora

ricordo la notte di quel  “Capodanno”.n

Era il millenovecentonovanta

avevo acquistato due biglietti

ed andavamo io e l’amata alla cerimonia …….

 

Ricordo …. che vedemmo presso il cancello

il millenovecentonovanta 

seduto sopra le proprie valigie

fumava l’ultima sigaretta ed

                                 intorno … la gente danzava …. svagata ….

 

Ricordi ?  Danzammo anche noi

con passione … battemmo i piedi per terra

e trascinammo i nostri sogni.

Gli sguardi erano volti verso il cancello

ad attendere quell’attimo di mezzanotte

quando il Capodanno sarebbe spuntato

dal cuore dell’ignoto.    

 

 

Quanto eri meravigliosa …..

ma …improvvisamente,

la festa soffocò le sue luci splendenti

e mezzanotte …..

abbandonò il suo appuntamento

con una automobile frettolosa

e tutto divenne profonda oscurità

 

Alle  quattro mi svegliai …

vidi la mia amata sul letto

tutta bagnata di lacrime

e il capodanno giaceva fra noi …

interamente  sommerso dal sangue.

 

 

 

 

E’ questo, quindi,

        tutto ciò che resta … ?

 

Quando arriva mezzanotte

tutto diventa oscurità fitta ….

notte senza luna o stelle … ed allora,

la rugiada sarà misteriosa nel suo giardino.

 

La mia signora, verrà come sempre,

attraverserà questo fosco viottolo,

passeggerà scalza sul prato e in un attimo

vedrò il suo volto da qui, dovunque,  

davanti alla mia finestra  ….

dove si rifrange la luce e la fantasia.

 

Due occhi  smarriti … capelli d’ebano

verdeggianti per l’umidità della notte

e un ricciolo che diviene brillante…sulla fronte.

 

Senza una parola …con il silenzio degli amanti

stenderà le sue dita … mostrando un anulare

da cui fu rimosso l’anello dell’amore ….

lasciando un segno bianco …  come una vecchia ferita.

 

 

Cosi mi sorrise per un istante … e poi svanì

lasciando sulla foschia del cristallo

un’insolita passione ardente … un curioso tormento

simile ai baci è il mio struggimento.

 

Cercherò un capello penzolante sul cuscino

una boccia di profumo … coperta di polvere,

una camicia con la fragranza di donna .

 

E’ questo, quindi, tutto ciò che resta dell’amore .