9  Dicembre  2004    Homepage - Approfondimenti sulla questione palestinese

 

 

 

Cinque palestinesi uccisi a Gaza. Picchiato Mustafa al-Barghuthi ad un checkpoint

I militari israeliani d'occupazione hanno ucciso cinque palestinesi lungo il confine tra Striscia di Gaza ed Egitto in due differenti incidenti. Fonti militari hanno riferito che le truppe israeliane hanno aperto il fuoco contro un gruppo di uomini "non identificati" a ridosso del campo profughi di Rafah. Fonti palestinesi hanno identificato quattro delle vittime in Abdel Muti abu Siban, 22 anni, Walid al-Tarabin, 24, Rashad abu Sanima, 23, Eyad Ayyadh, 20. Un altro palestinese, sempre nell'area, e' stato ucciso da un proiettile di carro.

Intanto, il candidato alla presidenza ed attivista per i diritti umani, dottor Mustafa al-Barghuthi, e' stato attaccato e picchiato dalle truppe israeliane non lontano dall'insediamento illegale di Shavi Shamron, presso Nablus, Cisgiordania occupata. "Venivamo da Jenin e ci dirigevamo a Ramallah quando militari israeliani hanno fermato la nostra auto al checkpoint di Sanur e ci hanno costretti a scendere", ha dichiarato il medico palestinese ad al-Jazeera. "Ho detto che sono un candidato alla presidenza, ed i soldati hanno preso ad ingiuriarci e spintonarci. Hanno picchiato col calcio del fucile due miei collaboratori, uno al volto, l'altro allo stomaco. Poi hanno spinto il mio amico, dottor Allam Jarrar a terra, malmenandomi mentre cercavo di soccorrerlo". Mustafa al-Barghuthi ha definito l'attacco "brutale e criminale". "Ci hanno impedito di contattare alcuno e ci hanno costretti a stare per un'ora ed un quarto in piedi, al freddo. Quest'azione non e' solo un assalto, e' una tortura. E' l'esempio delle pratiche riservate al nostro popolo in ogni angolo della nostra terra occupata".

Bet'selem denuncia l'assassinio a sangue freddo di un palestinese (7 dicembre)

L'organizzazione israeliana per la difesa dei diritti umani, Bet'selem, ha accusato l'esercito israeliano di aver assassinato a sangue freddo un palestinese delle resistenza disarmato e ferito, definendo l'assassinio "un'esecuzione extra-giudiziaria". Lo scorso 3 dicembre (vedi), l'esercito d'occupazione arrestò Mahmud Abd al-Rahman Khalil nel villaggio di Raba, presso Jenin, e lo uccise in circostanze controverse. L'esercito d'occupazione emanò il consueto comunicato stampa nel quale dichiarava che il giovane era stato ucciso mentre tentava la fuga dalla casa nella quale si nascondeva. Un'investigazione di Bet'selem ha invece per l'ennesima volta smentito le mendaci versioni degli occupanti: sulla base delle testimonianze raccolte, Khalil era stato inizialmente ferito ma era cosciente quando i soldati israeliani assaltarono la casa nella quale si rifugiava. Essi forzarono, armi in pugno, altri due palestinesi a consegnar loro l'uomo ferito. Secondo il rapporto di Bet'selem, i due uomini parlarono con Khalil, il quale rivelò il suo nome e chiese di essere medicato. I due uomini portarono ai soldati la pistola che Khalil aveva con sè, e questi ordinarono agli uomini di andare via. Mentre uscivano, udirono alcuni colpi di arma da fuoco. Un soldato ordinò ad uno di essi di recuperare il portafogli di Khalil. Quando lo fece, l'uomo si accorse che il combattente era stato ripetutamente sparato in testa ed ucciso.
Immediata la reazione dell'esercito alle accuse di Bet'selem: un portavoce militare ha riconosciuto che "nell'operazione sono stati commessi degli errori", ed ha promesso che "verrà investigato sull'incidente". Secca la replica del ministro palestinese dell'informazione, Yaqub Shahin: "Per ogni assassinio rivelato, ve ne sono altri cento che restano segreti non esposti. I militari israeliani vengono eventualmente puniti non per aver ucciso dei palestinesi, ma per non aver coperto adeguatamente le loro azioni".

Due combattenti palestinesi ed un militare israeliano uccisi a Gaza

Un elicottero israeliano ha sparato un missile contro un gruppo di palestinesi nel centro della striscia di Gaza, uccidendo un membro del Jihad Islami. Precedentemente, un soldato israeliano era rimasto ucciso dallo scoppio di una bomba a nord-ovest del valico di Karni, nella striscia di Gaza. Quattro soldati d'occupazione sono stati feriti nella successiva battaglia divampata tra i militari israeliani ed i combattenti palestinesi della resistenza, uno dei quali e' morto durante lo scambio di fuoco.

Ucciso un combattente palestinese in Cisgiordania (3 dicembre)

I militari israeliani d'occupazione hanno ucciso stamani un membro dell'ala militare del gruppo di resistenza palestinese del Jihad Islami nel villaggio di Raba, presso Jenin, Cisgiordania occupata.
Secondo fonti giornalistiche, Mahmud Khalil, 28 anni, membro delle Brigate al-Quds, e' stato freddato dalle truppe israeliane durante un raid nella casa in cui risiedeva. I militari, giunti a bordo di 20 jeep, hanno aperto il fuoco contro di lui nonostante l'uomo fosse disarmato e pronto a consegnarsi ai militari d'occupazione, ha dichiarato il corrispondente di al-Jazeera. L'esercito israeliano ha seccamente smentito la versione di al-Jazeera, dichiarando che Khalil e' stato ucciso mentre tentava di scappare, armato di pistola.

 

 

Jihad Islami si unisce ad Hamas nel boicottaggio delle elezioni (2 dicembre)

Il movimento di resistenza del Jihad Islami ha invitato i suoi sostenitori a non partecipare alle prossime elezioni palestinesi, unendosi all'analoga richiesta fatta ieri dal movimento Hamas. Mohammed al-Hindi, leader del movimento a Gaza, ha dichiarato di non aver alcun candidato da proporre e di non appoggiare alcun candidato indipendente. Al-Hindi ha invitato i supporters di Jihad Islami ed i palestinesi in genere a non partecipare alle consultazioni elettorali, perché esse non potranno essere realmente libere. "Il popolo palestinese che vive sotto occupazione vuole delle vere elezioni, delle elezioni libere e giuste in una terra libera ed indipendente. Non possiamo dire che le prossime elezioni saranno così", ha dichiarato al-Hindi.

Intanto, la decisione di Marwan Barghuthi di candidarsi ha generato una serie di aspre polemiche in seno a Fatah, che teme lo spaccamento del movimento. Particolarmente dura la presa di posizione del governo egiziano, che ha definito "irresponsabile" la decisione di Barghuthi. Sarcastici i commenti dei carcerieri di Barghuthi, gli israeliani, che, nella persona di Tzahi Hanegbi, hanno dichiarato che a Barghuthi "restano da scontare altri 100 anni di carcere, purché dia prova di buona condotta".

 

Marwan al-Barghuthi si candiderà alle elezioni (1 dicembre)

Dopo aver acconsentito ad uscire di scena dalla corsa per la presidenza dell'AP, Marwan Barghuthi, il più popolare leader palestinese, arrestato dalle autorità d'occupazione oltre due anni fa, ha cambiato idea ed ha incaricato sua moglie Fadwa di registrarlo come candidato nelle elezioni del prossimo 6 gennaio. La decisione di Barghuthi di correre come indipendente pone una drammatica sfida all'attuale "favorito", abu Mazen, il quale gode di scarso supporto popolare.

Ucciso leader degli studenti di Nablus. Hamas chiede il boicottaggio del voto per la presidenza

Il leader degli studenti dell'università al Quds di Nablus, Naser Badawi, è stato ucciso da uomini mascherati che hanno aperto il fuoco da un taxi con targa palestinese. Bedawi, 27 anni, liberato alcuni mesi fa da un carcere israeliano, è poi morto questa mattina nell'ospedale di Nablus. Il braccio armato di Fatah ha accusato Israele dell'assassinio. Il gruppo di resistenza islamica Hamas ha intanto chiesto ai suoi sostenitori di boicottare le elezioni presidenziali palestinesi programmate per il prossimo 6 gennaio. Ismail Haniye, leader del movimento a Gaza, nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato che Hamas non supporta alcun candidato ed ha invitato i simpatizzanti del gruppo ad astenersi dal voto.

Uccisi due palestinesi, tra cui un medico (29 novembre)

Samir Hijazi, un medico palestinese di 38 anni, è stato ucciso oggi da un colpo d'arma da fuoco sparato da soldati israeliani mentre era nella sua abitazione a Rafah, nella Striscia di Gaza. Fonti mediche parlano anche di un secondo palestinese ucciso nella stessa zona.

Dopo Marwan Barghuthi, anche le Brigate dell'Aqsa dichiarano il loro supporto per Abu Mazen

Le Brigate dei Martiri dell'Aqsa, ala militare di Fatah, hanno annunciato che sosterranno la candidatura di Abu Mazen nelle elezioni per il nuovo presidente dell'AP. "Annunciamo il nostro impegno ed il completo supporto verso il fratello Abu Mazen, che si e' impegnato a rispettare la volontà del popolo palestinese", dichiara un comunicato delle Brigate rilasciato all'AFP. Il comunicato reitera la necessità di unità del popolo palestinese  in questo momento cruciale e auspica l'implementazione di riforme, specie all'interno di Fatah. "Ci appelliamo all'unità nazionale e alla continuazione degli sforzi di organizzare la casa palestinese allo scopo di deragliare i tentativi del nemico, il cui obiettivo e' creare un conflitto civile", dichiara il comunicato.

Uccisi due adolescenti palestinesi (20 novembre)

Due ragazzi palestinesi di 15 anni sono stati colpiti ed uccisi dal fuoco israeliano mentre lanciavano pietre contro pattuglie dell'esercito d'occupazione a Nablus, Cisgiordania occupata. Le due vittime sono state identificate in Montaser Hararah ed Amer Binat.
In un raid nella città di Tulkarem, le truppe israeliane hanno arrestato 10 palestinesi, incluso cinque fratelli, accusati di "attività di resistenza" contro gli occupanti.

Liberato Hassan Yusef dopo 28 mesi (19 novembre)

Hassan Yusef, uno dei più rappresentativi membri di Hamas, e' stato liberato da un carcere israeliano, dopo aver scontato una detenzione di circa 28 mesi. Hassan Yusef era detenuto nel carcere di Ofer, ad ovest di Rammalah. Il suo primo gesto e' stato quello di recarsi in visita alla tomba di Yasser Arafat, per offrire i suoi rispetti al defunto leader palestinese. Ai microfoni della rete satellitare al-Jazeera, Yusef h dichiarato di fare ancora parte di Hamas e di avere intenzione di restare nell'organizzazione fino a quando i palestinesi non avranno ottenuto i loro diritti. "Ho affrontato ciò che ogni detenuto palestinese e' costretto ad affrontare: minacce, investigazioni, torture, isolamento. Mi appello al popolo palestinese, all'Autorità ed a tutte le fazioni e forze: i detenuti sono responsabilità di tutti". Il 49enne leader ha dichiarato che non potrà esservi vera pace o tregua fino a che tutti i palestinesi illegalmente detenuti nelle carceri dell'occupazione non siano stati rilasciati.

Yusef era stato arrestato da Israele per la sua affiliazione al ramo politico di Hamas, particolarmente quello che si occupa di distribuire aiuti e donazioni alle famiglie più indigenti. Secondo il quotidiano Ha'aretz, il servizio di sicurezza israeliano dello Shin Bet non e' riuscito a trovare alcuna connessione tra Hassan Yusef e gli attentati kamikaze anti-israeliani.

Chiesto il referto medico sulle cause della morte di Arafat (15 novembre)

Il premier palestinese Abu Ala ha chiesto formalmente alle autorità francesi di ricevere il referto della morte del presidente Yasser Arafat. Lo afferma il sito online del quotidiano Yediot Ahronot per il quale quel referto è necessario a verificare se Arafat sia stato avvelenato.

Annunciata la morte di Yasser Arafat (11 novembre)

E' stato il ministro palestinese Saeb Erekat ad annunciare ufficialmente all'Associated Press che Yasser Arafat è morto oggi poco prima delle 5 italiane, all'età di 75 anni, nell'ospedale parigino di Percy dove era da giorni ricoverato. Israele ha immediatamente adottato le misure di sicurezza previste da giorni, chiudendo gli accessi alla Cisgiordania.

La notizia, subito diffusa da al Jazeera, è stata confermata dal nipote del presidente palestinese Nasser al Kidwa. Il presidente americano George W. Bush ha espresso cordoglio per la scomparsa di Arafat in un messaggio inviato ai vertici dell'Anp.

Il presidente francese Jacques Chirac, ha annunciato l'Eliseo, questa mattina sarà a Clamart "per rendere un ultimo omaggio" al presidente palestinese.

"Con lui scompare un uomo coraggioso e deciso, che per 40 anni ha incarnato la lotta palestinese per il riconoscimento dei propri diritti nazionali" ha detto Chirac in un comunicato. "Alla gente palestinese voglio esprimere in questo momento di lutto l'amicizia della Francia e del popolo francese. Possa la perdita che hanno appena sofferto unire tutti i palestinesi".

La salma di Arafat sarà prima trasferita al Cairo, dove una cerimonia ufficiale si svolgerà domani, e poi a Ramallah dove, sempre domani, il rais sarà sepolto alla Muqata, il diroccato palazzo presidenziale di Ramallah nel quale ha vissuto confinato negli ultimi tre anni.

In Cisgiordania come nella Striscia di Gaza, migliaia di palestinesi sono scesi in strada all'annuncio della morte di Yasser Arafat per esprimere la loro tristezza e inneggiare al leader scomparso. 

Funerali blindati al Cairo 
I funerali ufficiali, in presenza dei capi di Stato arabi e di rappresentanti dei governi di tutto il mondo, si terranno domani al Cairo, al riparo da cortei e manifestazioni per motivi di sicurezza.  Arafat sara' sostituito nella gestione del potere in un primo tempo da un triumvirato formato dal nuovo capo dell'Olp, l'ex-premier riformista Abu Mazen, dal premier Abu Ala e dal presidente del parlamento Ruhwi Fattuh.

Palestina in lutto 
Con l'annuncio ufficiale della sua morte, la televisione palestinese ha immediatamente sospeso le normali trasmissioni: sugli schermi è apparsa una immagine di Arafat, su sfondo nero, accompagnata dal versetto coranico: 'Da Dio veniamo, a Dio torniamo'. Le moschee hanno aperto i battenti e dai minareti sono stati diffusi versetti coranici. Un lutto ufficiale di 40 giorni è stato proclamato dall'Anp.

 
Le Brigate Al Aqsa hanno accusato in un comunicato il governo di Gerusalemme di essere responsabile della morte di Arafat e hanno affermato di volere colpire Israele "ovunque". Nel documento il gruppo armato vicino al movimento al Fatah di Arafat ha detto di considerare "il nemico sionista e il governo Sharon totalmente responsabili dell'assassinio" di Yasser Arafat "per averlo assediato" per tre anni nel palazzo presidenziale della Muqata, a Ramallah. Il gruppo di resistenza islamico Hamas da parte sua ha affermato che la morte di Arafat accentua il suo impegno a "continuare la lotta contro il nemico sionista fino alla vittoria ed alla liberazione".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hamas ha sollecitato il rilascio dei due giornalisti francesi sequestrati in Iraq, ricordando il rifiuto della Francia di partecipare all'aggressione all'Iraq ed il ruolo positivo svolto dalla Francia nel conflitto in Palestina
 

ABU AMMAR: LA VITA, LA MORTE

Sogni della patria
Disegni dall'esilio dei bambini palestinesi

Coloni: civili o combattenti?
Le immagini delle orde che terrorizzano i contadini in
Palestina
 

ARCHIVIO DELLE NOTIZIE

 


Lista e dettagli delle vittime
a cura di Palestine-monitor

 

 

 

Institute of Jerusalem Studies

Birzeit Society
Nazareth Arab Institute
Nablus Municipality
Palestine Planning Center
Qalqilya
Ramallah and Al Bireh Governorates
Palestinian Red Crescent Society
Palestinian Working Woman Society
Bethlehem 2000
Il giudaismo per i diritti umani

 
 
 

www.arabcomint.com

info@arabcomint.com

all rights reserved - Copyright 2001