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Dopo l'aggressione di qualche
settimana fa, l'arresto per Mustafa Barghuthi
Qualche ora dopo aver
rilasciato 159 prigionieri palestinesi, la polizia israeliana
ha arrestato ieri Mustafa Barghuthi, candidato indipendente
alle elezioni presidenziali palestinesi, mentre attraversava
la città vecchia di Gerusalemme. Allam Jarrar, portavoce del
comitato elettorale per Barghuthi, ha denunciato l'arresto
come "una grave violazione dei suoi diritti di candidato
e degli accordi tra Israele e l'Autorità Palestinese di
garantire elezioni libere nei territori occupati". Un
sondaggio pubblicato ieri ha mostrato che il 23,3% dei
palestinesi pensa di votare per Barghuthi il prossimo 9
gennaio, contro il 48,6% favorevole al candidato di Fatah, Abu
Mazen, l'unico candidato "gradito ad Israele" e che
abbia la possibilità di condurre liberamente la sua campagna
elettorale. Un portavoce delle autorità d'occupazione
israeliane ha dichiarato che l'arresto del dottor Barghuthi
non ha nulla a che vedere con le elezioni. "E' stato
arrestato perché aveva il permesso di attraversare
Gerusalemme, non di sostarvi".

11 palestinesi uccisi a Gaza
(18 dicembre)
Un
attacco missilistico israeliano ha distrutto due costruzioni a
Gaza, nel proseguimento del raid che ha visto la morte di
almeno 11 palestinesi - uccisi dalle forze d'occupazione - e
la demolizione di numerose case nei campi profughi di Rafah e
Khan Yunis, sud della striscia di Gaza.
Testimoni oculari hanno riferito che almeno 25 carri armati
hanno preso parte al sanguinoso attacco. L'invasione era
iniziata alle prime luci dell'alba di ieri, con un assalto da
parte di elicotteri da guerra sul campo profughi di Khan Yunis;
un combattente palestinese della resistenza, Rami abu Sa'ada,
era stato ucciso ed altri quattro palestinesi feriti. Con il
passare delle ore il bilancio si e' aggravato, con almeno nove
palestinesi uccisi da ferite alla testa o al collo e con
almeno 30 feriti, tra cui giovanissimi e donne.
Almeno
600 profughi sono rimasti senza tetto, costretti a scappare
dalle case demolite nel gelo dell'alba. Alcuni hanno ricevuto
ospitalità in scuole gestite dalle Nazioni Unite.
Ucciso
un palestinese a Gaza (15 dicembre)
Un
civile palestinese è stato ucciso da un tank israeliano, che
lo ha colpito mentre si trovava a bordo di un taxi nei pressi
di un insediamento ebraico illegale della Striscia di Gaza. Lo
ha riferito la sorella, Amina, che si trovava accanto a lui.
L'uomo aveva 33 anni e si chiamava Mustafa al Sawarka. Sempre
nella Striscia di Gaza, un colpo di mortaio e un missile
Qassam sono stati sparati presso la colonia illegale di Gush
katif. Non vi sono stati vittime o danni.
Intanto a
Hebron, in Cisgiordania, le truppe d'occupazione israeliane
hanno distrutto l'abitazione di un militante di Hamas, Iyad
Abu Shakhidas.
Razzi
israeliani su Gaza, ucciso un membro di Hamas a Nablus (13
dicembre)
Non si e' fatta attendere la
risposta delle forze d'occupazione all'attacco di ieri a Gaza,
che ha ucciso diversi militari d'occupazione. Come al solito,
i razzi israeliani sono caduti sule case di Khan Yunis,
causando un morto ed alcuni feriti tra la popolazione civile. Un
dirigente del movimento di resistenza palestinese Hamas
è stato ucciso in uno scontro a fuoco con i soldati
israeliani mentre tre di questi sono rimasti feriti alle prime
luci dell'alba a Nablus, nel nord della Cisgiordania. L'uomo
ucciso e' il 27enne Hassan Shwaime.

Marwan Barghuthi rinuncia alla
candidatura (12 dicembre)
Marwan Barghuthi, il leader
dell'Intifada detenuto da due anni in un carcere israeliano,
ha deciso di abbandonare la corsa per le elezioni
presidenziali palestinesi, ed ha offerto il suo supporto ed il
suo sostegno al candidato di Fatah, Abu Mazen. In un
comunicato stampo, letto da sua moglie Fadwa, il leader
palestinese augura ad Abu Mazen "ogni successo sulla via
dell'indipendenza, della libertà, della democrazia nazionale
e del ritorno (dei profughi)", sottolineando che il
candidato di Fatah e' il più qualificato ad assumere la
carica di presidente.

Attacco della resistenza a
Gaza: uccisi almeno 5 soldati (12 dicembre)
Almeno cinque militari
d'occupazione sono stati uccisi e sei feriti durante un
attacco della resistenza palestinese ad un avamposto militare
nel sud della striscia di Gaza. L'attacco e' iniziato domenica
pomeriggio con una grossa esplosione avvenuta in un tunnel
pieno d'esplosivo lungo la linea di frontiera tra Rafah ed
Egitto. Dopo l'esplosione, si sono uditi spari di armi
automatiche. Almeno un combattente palestinese e' rimasto a
sua volta ucciso.
L'azione di guerriglia e' stata rivendicata congiuntamente da
Hamas e da una nuova formazione, che si e' definita
"Falchi di Fatah". In particolare, quest'ultima
formazione ha dichiarato che l'operazione e' stata
"condotta nel nome di Yasser Arafat, ucciso a Parigi lo
scorso 11 novembre". UN dirigente di Hamas ha rivelato
che lo scoppio e' stato causato da 1.5 tonnellate di
esplosivo.
Poche ore prima, sette scolari palestinesi erano stati feriti
dal fuoco di un carro armato israeliano nel campo profughi di
Khan Yunis. Gli studenti, di età compresa tra gli 8 e i 12
anni, sono stati moderatamente feriti allorché uno dei tre
proiettili sparati contro il campo profughi ha raggiunto il
cortile della scuola.
Uccisa
una bambina palestinese (10 dicembre)
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Una bambina palestinese e'
stata uccisa dal fuoco delle forze d'occupazione a Khan Yunis,
a sud della striscia di Gaza, hanno riferito fonti
ospedaliere. Rania Siam, 7 anni, e' stata colpita alla testa
da schegge di proiettile di carro mentre era seduta
all'interno della sua casa. Due altri membri della famiglia
sono stati colpiti di striscio e feriti in maniera lieve. |
Al-Jazeera ha riportato che l'assassinio ha avuto luogo mentre
le forze israeliane sparavano a caso contro le abitazioni del
campo profughi palestinese. Fonti militari israeliane hanno
specificato invece che l'attacco e' stato una
"rappresaglia" per il lancio di un colpo di mortaio,
rivendicato da Hamas, contro l'insediamento illegale di Gush
Katif, che ha causato quattro feriti tra i coloni.
L'ultimo episodio di violenza
segue di un giorno il tentativo di assassinio
extra-giudiziario, da parte di Israele, di un leader dei
Comitati Popolari di Resistenza nel sud della striscia di
Gaza, il primo ad essere tentato da Israele dalla morte di
Yasser Arafat.
"Campagna
elettorale" sotto occupazione
Abu Mazen
è l'unico dei principali candidati palestinesi alle elezioni
presidenziali che può muoversi liberamente, senza
restrizioni, senza subire abusi da parte delle forze di
occupazione. Dopo l'aggressione a Mustafa Barghuthi ed ai suoi
collaboratori, picchiati e ingiuriati dai soldati israewliani
ad un checkpoint presso Ramallah, la polizia
israeliana ha fermato e ammanettato (e rilasciato solo su
cauzione) Bassam Salhi, candidato al voto del 9 gennaio e
segretario generale di Hibz A-Shaab (Partito del popolo), al
posto di blocco di Ram, in attesa di entrare a Gerusalemme,
perché «sprovvisto» del permesso per recarsi nel settore
arabo (est) della città che per le risoluzioni internazionali
è un territorio occupato.

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