| Seggi
aperti fino alle 21, affluenza discreta alle urne, Carter e
Dahlan denunciano: Israele impedisce il regolare svolgimento
La
commissione elettorale palestinese ha deciso che i seggi si
chiuderanno alle ore 21.00 locali (e non alle 19.00) nei
territori palestinesi. A quanto si appreso, la decisione è
giunta dopo che è stato constatato che diverse difficoltà di
voto erano state registrate in alcune località dei Territori,
fra cui Rafah, nonchè a Gerusalemme est. Secondo i primi
sondaggi, alle 14,30 - ora italiana – circa il 30% dei
palestinesi aventi diritto si è recato alle urne per
effettuare il proprio voto. L'ex presidente statunitense Jimmy
Carter, che sta monitorando l'affluenza nel seggio principale
di Gerusalemme Est dove si vota negli uffici postali, ha
affermato che "le elezioni palestinesi non stanno
procedendo bene". Secondo la rete televisiva Bbc, soldati
israeliani starebbero impedendo a molti palestines si recarsi
nelle urne a Gerusalemme Est, pur avendo i documenti in regola
e la registrazione del comitato centrale elettorale
palestinese. Stando a un osservatore indipendente, a oltre 500
palestinesi sarebbe stato impedito di votare.
Meno
caotica, ma sempre problematica, pare essere invece la
situazione nei territori, nonostante siano stati segnalati
impedimenti nel voto a Tulkarem (Cisgiordania) e a Khan Yunis
(Gaza) da Mohammed Dahlan, ex ministro per la sicurezze
interna palestinese molto vicino al candidato presidenziale
Abu Mazen.
Parlando
ai giornalisti Ammar Duwaik, portavoce del comitato centrale
elettorale palestinese, ha spiegato che "i checkpoint
dell'esercito israeliano non sono stati rimossi e continua la
presenza dei militari in Cisgiordania".
Exit
poll e candidati

Un
militare israeliano, due palestinesi uccisi in 24 ore (8
gennaio)
Nel pomeriggio di ieri un
soldato israeliano d'occupazione e' stato ucciso da colpi
d'arma da fuoco in Cisgiordania, presso Nablus. L'attacco, a
seguito del quale altri tre militari sono rimasti feriti e'
stato rivendicato dal gruppo di resistenza delle Brigate dei Martiri
dell'Aqsa. Poco prima, un giovane palestinese 23enne era stato
ucciso dalle forze israeliane nei pressi dell'insediamento
colonico di Netzarim, illegalmente costruito su terra
palestinese occupata.
Stamani, a campagna
elettorale ormai terminata, un 61enne palestinese e' stato
ucciso ad un posto di blocco presso Khan Yunis. L'uomo era in
una vettura ed attendeva l'apertura del checkpoint di Abu Holi
quando e' stato mortalmente colpito dai militari.
24 ore alle elezioni in
Cisgiordania
Mancano
meno di 24 ore alle elezioni per scegliere il successore di
Arafat alla presidenza dell'Autorità nazionale palestinese.
Appare scontata la vittoria di Abu Mazen, che ieri ha chiuso
la sua campagna ribadendo che Gerusalemme dovrà essere la
capitale del futuro stato palestinese. Abu Mazen ha poi
confermato che se sarà eletto, Abu Ala resterà premier.
Intanto,
il movimento di resistenza Hamas, che le boicotta le lezioni
dell'Anp di domani, ha lanciato un duro attacco personale al
candidato di al-Fatah, Abu Mazen. "La sua candidatura
alla presidenza è voluta dai sionisti e da forze
internazionali" ha detto Mohammed Nazal, un membro
dell'ufficio politico di Hamas.

Otto
palestinesi uccisi a Gaza (4 gennaio)
Otto palestinesi sono stati
uccisi questa mattina a Beit Lahya, striscia di Gaza, da
tre colpi sparati da un tank israeliano. Poco prima due
colpi di mortaio erano stati sparati da combattenti
palestinesi contro l'insediamento colonico di Nissanit,
illegalmente costruito - secondo la legge internazionale - su
territorio palestinese occupato.
I proiettili di carro armato hanno colpito un'area agricola
presso Beit Lahya, uccidendo otto palestinesi, tutti
giovanissimi, quattro dei quali appartenenti ad una sola
famiglia. Sei persone sono rimaste ferite, quattro delle quali
in maniera grave. Tra le vittime, anche alcuni bambini, come
confermato da Mahmud al-Asali, direttore dell'ospedale Kamal
Edwane.
Nella giornata di ieri,
Israele aveva assassinato un 22enne palestinese appartenente
al gruppo di resistenza delle Brigate di Ezzedin al-Qassam,
braccio militare di Hamas. Durante l'operazione, avvenuta nel
campo profughi di al-Shabura, presso Rafah, e' stata
gravemente ferita una ragazza.
Nell'ultima incursione israeliana a Gaza, circa 20 palestinesi
sono stati uccisi nel corso di una settimana. Le ultime
uccisioni portano a 3624 il numero di vittime palestinesi
dall'inizio dell'intifada.

Hassan
Yusef risponde alla richiesta di tregua fatta da Abu Mazen
Il movimento di resistenza
palestinese Hamas ha rifiutato di mettere fine al lancio di
razzi artigianali contro obiettivi israeliani a Gaza,
dichiarando che i palestinesi si difendono solo dalla politica
di occupazione israeliana.
Hamas ha risposto così all'appello lanciato ai movimenti di
resistenza da Abu Mazen, secondo cui il lancio dei rudimentali
razzi invita Israele a rappresaglie sempre più massicce.
Abbas aveva dichiarato che i razzi sono inutili e che, in
ritorno, le escalation israeliane sono sempre più pericolose
per il popolo palestinese.
Hassan Yussef, leader del movimento in Cisgiordania, ha
criticato le parole di Abu Mazen, dichiarando da Ramallah:
"Non credo che Abu Mazen abbia preso nota dei continui
crimini israeliani contro il popolo palestinese. La vera causa
della violenza non e' la resistenza palestinese, ma
l'occupazione israeliana. Non dovremmo convogliare al mondo
un'immagine differente, rafforzando la versione israeliana
secondo cui chi resiste e' l'aggressore". E, alla
richiesta di Abu Mazen di un cessate il fuoco con Israele per
poter riesumare i "negoziati di pace", Yussef ha
risposto che la pace potrà essere raggiunta solo quando
Israele cesserà la sua illegale occupazione delle terre
palestinesi. "Se terminasse l'occupazione israeliana, i
detenuti fossero rilasciati ed i diritti del popolo
palestinese restaurati, allora la resistenza cesserebbe. Non
ci sarebbe alcun motivo di resistere". Ed ha continuato:
"Abbiamo chiesto da lungo tempo alla leadership
palestinese di formare un fronte unificato con cui affrontare
tutte le questioni riguardanti il nostro caso ed, allo stesso
tempo, abbiamo offerto numerose tregue e le abbiamo
rispettate, ma Israele ha sempre proseguito con la sua
politica di assassinio ed aggressione. Il popolo palestinese
viene aggredito di continuo con bulldozer, carri armati ed
elicotteri, ed e' costretto a reagire ed a resistere adottando
metodi creativi contro l'escalation militare israeliana. Tutte
le nazioni al mondo hanno il diritto di difendersi allorché
debbano affrontare l'aggressione e l'occupazione della loro
terra".

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