9  Gennaio  2005    Homepage - Approfondimenti sulla questione palestinese

 

 

 
Seggi aperti fino alle 21, affluenza discreta alle urne, Carter e Dahlan denunciano: Israele impedisce il regolare svolgimento

La commissione elettorale palestinese ha deciso che i seggi si chiuderanno alle ore 21.00 locali (e non alle 19.00) nei territori palestinesi. A quanto si appreso, la decisione è giunta dopo che è stato constatato che diverse difficoltà di voto erano state registrate in alcune località dei Territori, fra cui Rafah, nonchè a Gerusalemme est. Secondo i primi sondaggi, alle 14,30 - ora italiana – circa il 30% dei palestinesi aventi diritto si è recato alle urne per effettuare il proprio voto. L'ex presidente statunitense Jimmy Carter, che sta monitorando l'affluenza nel seggio principale di Gerusalemme Est dove si vota negli uffici postali, ha affermato che "le elezioni palestinesi non stanno procedendo bene". Secondo la rete televisiva Bbc, soldati israeliani starebbero impedendo a molti palestines si recarsi nelle urne a Gerusalemme Est, pur avendo i documenti in regola e la registrazione del comitato centrale elettorale palestinese. Stando a un osservatore indipendente, a oltre 500 palestinesi sarebbe stato impedito di votare.

Meno caotica, ma sempre problematica, pare essere invece la situazione nei territori, nonostante siano stati segnalati impedimenti nel voto a Tulkarem (Cisgiordania) e a Khan Yunis (Gaza) da Mohammed Dahlan, ex ministro per la sicurezze interna palestinese molto vicino al candidato presidenziale Abu Mazen.

Parlando ai giornalisti Ammar Duwaik, portavoce del comitato centrale elettorale palestinese, ha spiegato che "i checkpoint dell'esercito israeliano non sono stati rimossi e continua la presenza dei militari in Cisgiordania".

Exit poll e candidati

Un militare israeliano, due palestinesi uccisi  in 24 ore (8 gennaio)

Nel pomeriggio di ieri un soldato israeliano d'occupazione e' stato ucciso da colpi d'arma da fuoco in Cisgiordania, presso Nablus. L'attacco, a seguito del quale altri tre militari sono rimasti feriti e' stato rivendicato dal gruppo di resistenza delle Brigate dei Martiri dell'Aqsa. Poco prima, un giovane palestinese 23enne era stato ucciso dalle forze israeliane nei pressi dell'insediamento colonico di Netzarim, illegalmente costruito su terra palestinese occupata.

Stamani, a campagna elettorale ormai terminata, un 61enne palestinese e' stato ucciso ad un posto di blocco presso Khan Yunis. L'uomo era in una vettura ed attendeva l'apertura del checkpoint di Abu Holi quando e' stato mortalmente colpito dai militari.

24 ore alle elezioni in Cisgiordania

Mancano meno di 24 ore alle elezioni per scegliere il successore di Arafat alla presidenza dell'Autorità nazionale palestinese. Appare scontata la vittoria di Abu Mazen, che ieri ha chiuso la sua campagna ribadendo che Gerusalemme dovrà essere la capitale del futuro stato palestinese. Abu Mazen ha poi confermato che se sarà eletto, Abu Ala resterà premier.

Intanto, il movimento di resistenza Hamas, che le boicotta le lezioni dell'Anp di domani, ha lanciato un duro attacco personale al candidato di al-Fatah, Abu Mazen. "La sua candidatura alla presidenza è voluta dai sionisti e da forze internazionali" ha detto Mohammed Nazal, un membro dell'ufficio politico di Hamas.

Otto palestinesi uccisi a Gaza (4 gennaio)

Otto palestinesi sono stati uccisi questa mattina a Beit Lahya, striscia di Gaza, da tre  colpi sparati da un tank israeliano. Poco prima due colpi di mortaio erano stati sparati da combattenti palestinesi contro l'insediamento colonico di Nissanit, illegalmente costruito - secondo la legge internazionale - su territorio palestinese occupato. 
I proiettili di carro armato hanno colpito un'area agricola presso Beit Lahya, uccidendo otto palestinesi, tutti giovanissimi, quattro dei quali appartenenti ad una sola famiglia. Sei persone sono rimaste ferite, quattro delle quali in maniera grave. Tra le vittime, anche alcuni bambini, come confermato da Mahmud al-Asali, direttore dell'ospedale Kamal Edwane.

Nella giornata di ieri, Israele aveva assassinato un 22enne palestinese appartenente al gruppo di resistenza delle Brigate di Ezzedin al-Qassam, braccio militare di Hamas. Durante l'operazione, avvenuta nel campo profughi di al-Shabura, presso Rafah, e' stata gravemente ferita una ragazza. 
Nell'ultima incursione israeliana a Gaza, circa 20 palestinesi sono stati uccisi nel corso di una settimana. Le ultime uccisioni portano a 3624 il numero di vittime palestinesi dall'inizio dell'intifada. 

Hassan Yusef risponde alla richiesta di tregua fatta da Abu Mazen

Il movimento di resistenza palestinese Hamas ha rifiutato di mettere fine al lancio di razzi artigianali contro obiettivi israeliani a Gaza, dichiarando che i palestinesi si difendono solo dalla politica di occupazione israeliana. 
Hamas ha risposto così all'appello lanciato ai movimenti di resistenza da Abu Mazen, secondo cui il lancio dei rudimentali razzi invita Israele a rappresaglie sempre più massicce. Abbas aveva dichiarato che i razzi sono inutili e che, in ritorno, le escalation israeliane sono sempre più pericolose per il popolo palestinese.
Hassan Yussef, leader del movimento in Cisgiordania, ha criticato le parole di Abu Mazen, dichiarando da Ramallah: "Non credo che Abu Mazen abbia preso nota dei continui crimini israeliani contro il popolo palestinese. La vera causa della violenza non e' la resistenza palestinese, ma l'occupazione israeliana. Non dovremmo convogliare al mondo un'immagine differente, rafforzando la versione israeliana secondo cui chi resiste e' l'aggressore". E, alla richiesta di Abu Mazen di un cessate il fuoco con Israele per poter riesumare i "negoziati di pace", Yussef ha risposto che la pace potrà essere raggiunta solo quando Israele cesserà la sua illegale occupazione delle terre palestinesi. "Se terminasse l'occupazione israeliana, i detenuti fossero rilasciati ed i diritti del popolo palestinese restaurati, allora la resistenza cesserebbe. Non ci sarebbe alcun motivo di resistere". Ed ha continuato: "Abbiamo chiesto da lungo tempo alla leadership palestinese di formare un fronte unificato con cui affrontare tutte le questioni riguardanti il nostro caso ed, allo stesso tempo, abbiamo offerto numerose tregue e le abbiamo rispettate, ma Israele ha sempre proseguito con la sua politica di assassinio ed aggressione. Il popolo palestinese viene aggredito di continuo con bulldozer, carri armati ed elicotteri, ed e' costretto a reagire ed a resistere adottando metodi creativi contro l'escalation militare israeliana. Tutte le nazioni al mondo hanno il diritto di difendersi allorché debbano affrontare l'aggressione e l'occupazione della loro terra".

 

 

 

 

 

 

 

L'Egitto chiede ad Israele il ritiro da Gaza sulle postazioni occupate prima del settembre 2000 - Un cameraman palestinese e' stato ferito ieri dal fuoco israeliano a Beit Hanun, striscia di Gaza
 

ABU AMMAR: LA VITA, LA MORTE

Sogni della patria
Disegni dall'esilio dei bambini palestinesi

Coloni: civili o combattenti?
Le immagini delle orde che terrorizzano i contadini in
Palestina
 

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Lista e dettagli delle vittime
a cura di Palestine-monitor

 

 

 

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