Uccisi
due ragazzini palestinesi nel giorno della festa
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Un giovanissimo palestinese
e' stato ucciso dal fuoco israeliano nel villaggio di Tubas,
nel nord della Cisgiordania. Il bambino, Salah Eddin Daraghmeh,
12 anni, e' stato ucciso da pallottole che lo hanno colpito
nella parte superiore del corpo. Un altro adolescente, Salah
Abu el-Eish, 13 anni, e' stato colpito ed ucciso a Rafah, nel
sud della striscia di Gaza. |
Operazione
kamikaze a Gaza: ucciso un militare (18 gennaio)
Un combattente palestinese si
e' fatto esplodere nei pressi dell'insediamento colonico di
Gush Katif, nel centro della striscia di Gaza, uccidendo un
militare e ferendone altri sette. I feriti sono stati tutti
evacuati per mezzo di elicotteri. L'ala militare del gruppo
della resistenza Hamas, Ezzedin al-Qassam, ha
rivendicato l'attacco, avvenuto nell'intersezione
dell'autostrada che conduce al blocco di insediamenti di Gush
Katif. In un comunicato, il gruppo ha dichiarato che
l'operazione e' stata condotta da Omar Suleiman Tabash, del
villaggio di Absan, presso Khan Yunis. Secondo la legge
internazionale - che considera illegale l'occupazione delle
terre palestinesi da parte di Israele - la costruzione di
insediamenti colonici in territorio occupato costituisce una
grave violazione della stessa legge. La legge internazionale
garantisce inoltre ai popoli sotto occupazione il
diritto a resistere con ogni mezzo - compresa la lotta armata
- contro eserciti e coloni che ne occupano la terra.

La
resistenza: Abbas non può chiederci di smettere di difenderci
I tre principali gruppi della
resistenza palestinese, Hamas, Fatah e Jihad Islami, hanno
respinto la richiesta del presidente dell'AP, Mahmud Abbas, di
mettere fine agli attacchi contro militari e coloni
d'occupazione. Un portavoce delle Brigate dei Martiri dell'Aqsa,
ala militare dello stesso partito di Abbas, Fatah, ha a sua
volta respinto l'ipotesi di potersi inglobare nei servizi di
sicurezza palestinesi, come auspicato da Abbas. "Abbas
dovrebbe prima chiedere a Sharon di fermare la sua assassina
aggressione contro il nostro popolo e le nostre città. Se
Abbas insiste nel dare la responsabilità alla resistenza,
ignorando al contempo i crimini sionisti, allora dovrebbe
dimettersi immediatamente", ha dichiarato un portavoce
del gruppo. Allo stesso modo, un dirigente di Hamas, Mushir
al-Masri, ha messo in guardia Abbas dal colpire la resistenza,
dichiarando che i gruppi palestinesi agiscono per auto-difesa.
"La resistenza e' una sorta di linea rossa. Stiamo solo
difendendo noi stessi ed i nostri figli. Chiedere di smettere
di difenderci e' semplicemente inaccettabile. Che smettano gli
aggressori, poi potremmo discuterne".
Abbas e' atteso mercoledì a
Gaza, dove intratterrà colloqui con i leaders della
resistenza per implementare un cessate il fuoco.
Intanto, il ministro palestinese Ureikat e' al Cairo per una
visita che coincide con l'arrivo del consigliere diplomatico
del ministro degli esteri israeliano, Yaki Dayan, che intende
accordarsi con il suo omologo egiziano circa il ritiro da Gaza.
L'Egitto ha già fatto sapere che rifiuterà qualsiasi
proposta e qualsiasi offerta finanziaria da parte di Israele
volta a "collocare i profughi palestinesi nel deserto
egiziano di Hurghada, presso il Mar Rosso".
Rispondendo poi alla
dichiarazione del premier israeliano Sharon, che ha
accordato all'esercito d'Israele carta bianca per
schiacciare ogni forma di resistenza a Gaza, Saib Ureikat,
ministro palestinese per i negoziati, ha dichiarato ad
al-Jazeera che l'offerta di pace fatta da Mahmud Abbas sottintende
una base ugualitaria e reciproca di attinenza agli obblighi
della road-map. "Ciò che invece Sharon ha risposto e'
una politica di aggressione continua, un tentativo di
rioccupazione totale che porterà al disastro
umanitario".
Ureikat ha ribadito che nulla
giustifica le punizioni collettive imposte all'intero popolo
palestinese. Riferendosi al fotogramma televisivo che mostra
l'uccisione di un bambino palestinese da parte di un cecchino
israeliano, Ureikat ha aggiunto: "Le scelte militari non
sono mai una soluzione. Esse servono solo ad intensificare il
ciclo di violenza, caos ed estremismo".

Dall'inizio dell'anno, uccisi
40 palestinesi
Il numero di
palestinesi uccisi dall'esercito d'occupazione nei primi 18
giorni dell'anno e' salito a 40, 22 dei quali uccisi dopo
l'elezione di Mahmud Abbas a leader dell'AP. Lo ha rivelato
una statistica riportata dalla Al-Quds Press Agency. Il numero
include dieci palestinesi con meno di 18 anni d'età.

Uccisi sette palestinesi a
Gaza, tra cui un bambino (15 gennaio)
Operazione
della resistenza a Gaza, uccisi sei soldati (14 gennaio)
Tre combattenti della
resistenza palestinese e almeno sei militari israeliani sono
morti a Gaza a seguito di un attacco con granate a mano
contro una base dell'esercito d'occupazione, al valico di
al-Mintar (Karni). Altri quattro militari israeliani sono
rimasti feriti, tre dei quali in maniera grave. L'operazione
e' stata rivendicata dalle ali militari di Hamas, Fatah e le
Brigate di Resistenza Popolare. Secondo fonti israeliane, i
combattenti palestinesi hanno utilizzato 120 chilogrammi di
esplosivo per aprire una breccia nella grata di separazione
del valico, dopodiché hanno ingaggiato una battaglia con i
militari d'occupazione.
Dopo l'attacco, l'esercito
israeliano ha lanciato un raid punitivo colpendo, con
elicotteri da guerra, il centro medico di Deir al-Balah,
gestito da un'associazione umanitaria islamica.
Ucciso
un giovane palestinese, accompagnava sua moglie a partorire
Un palestinese, Ala'a
Hassouna, 23 anni, e' stato ucciso questa mattina
dall'esercito israeliano nei pressi di Beit Lahya, striscia di
Gaza. Il giovane stava accompagnando in ospedale sua moglie,
incinta. La donna e' stata ferita ad una mano, mentre un altro
passeggero della vettura e' stato colpito di striscio ad una
gamba. L'esercito israeliano ha dichiarato che probabilmente
l'uomo era morto "in seguito allo schianto della sua
auto, colpita dai proiettili dei militari", ma il
personale medico dell'ospedale di Beit Lahya ha smentito la
versione, dichiarando che l'uomo e' morto istantaneamente a
causa di una pallottola che, entrata dall'occhio destro,
gli ha trapassato il cervello.

Militare
israeliano ucciso in un attacco della resistenza (12 gennaio)
Un
soldato israeliano e' stato ucciso ed altri tre feriti in
seguito ad un'esplosione presso l'insediamento colonico
illegale di Morag, costruito nella striscia di Gaza occupata.
Testimoni oculari e fonti militari hanno dichiarato che
l'esplosione ha investito un avamposto militare posto
all'entrata della colonia, situata al confine tra Gaza e
l'Egitto. L'operazione e' stata rivendicata dal gruppo della
resistenza Jihad Islami, che, in un comunicato, ha specificato
che l'esplosione e' stata causata da una bomba piantata sotto
un veicolo militare israeliano. Il gruppo ha dichiarato
inoltre che almeno uno dei due combattenti e' morto durante
l'operazione. I militari feriti sono stati evacuati a bordo di
un elicottero. L'operazione della resistenza e' giunta mentre
imperversa l'incursione israeliana in vasti settori di Gaza.

Uccisi due palestinesi a
Ramallah, incursione a Gaza
Due palestinesi sono stati
assassinati da Israele in Cisgiordania, a poche ore di
distanza dall'inizio di un raid dell'esercito d'occupazione
nella striscia di Gaza. I due palestinesi sono stati uccisi a
Ramallah durante uno scambio di fuoco con le truppe
d'occupazione.
Intanto, a Gaza, e' in corso una massiccia incursione
israeliana con carri armati ed elicotteri da guerra, i quali
hanno sparato due missili nel distretto di Sheikh Ajlin.
L'incursione, che ha causato la reazione di alcuni combattenti
della resistenza palestinese, ha avuto lo scopo di sequestrare
alcuni uomini - un anziano palestinese ed i suoi quattro figli
- la cui abitazione e' nelle vicinanze della colonia illegale
israeliana di Netzarim. Demoliti con i bulldozers alcuni
terreni agricoli e danneggiata l'autostrada costiera che
congiunge Gaza City con il sud della striscia. Si tratta delle
prime azioni con cui l'esercito israeliano inaugura il mandato
di Abu Mazen.

Elezioni
palestinesi, la posizione di Hamas:
parla al-Zahar (11 gennaio)
La posizione assunta dal
movimento di resistenza palestinese Hamas verso le elezioni
palestinesi ha contribuito al successo delle stesse, ha
dichiarato uno dei leaders del gruppo, il medico di Gaza
Mahmud al-Zahar. "Hamas ha lavorato affinché le elezioni
fossero un successo in modo da utilizzare l'esperienza nelle
prossime elezioni municipali". Il presidente della
Commissione dell'esecutivo dell'OLP, Mahmud Abbas (Abu Mazen)
e' stato formalmente dichiarato il nuovo presidente
dell'Autorità Palestinese ieri, 10 gennaio.
"Se avessimo voluto minare le possibilità di Abu Mazen,
avremmo partecipato alle elezioni con un nostro candidato, in
modo da assicurarci una significativa porzione dei voti",
ha continuato al-Zahar. "Abbiamo invece solo boicottato
le elezioni, senza chiedere al popolo di astenersi dal
voto". Hamas aveva boicottato il voto dichiarando che era
illegale tenere elezioni presidenziali sotto l'ombrello degli
accordi di Oslo. Inoltre il gruppo aveva dichiarato di non
supportare alcuno dei sei candidati che hanno sfidato Abbas.
Al-Zahar, tuttavia, ha respinto l'ipotesi che la vittoria di
Abu Mazen significhi che egli abbia il mandato, da parte del
popolo palestinese, per smilitarizzare l'intifada. "Se
Abu Mazen vuole un'autorizzazione, deve chiedere a tutti i
profughi palestinesi nel mondo. Egli ha detto che si tratta
solo di un'elezione interna, dunque non può ritenere di avere
l'autorizzazione del popolo palestinese". Al-Zahar ha
continuato dicendo che il vincitore "e' solo il
presidente dell'Autorità Palestinese. Non si tratta di
elezioni presidenziali, ma dell'elezione di colui che dovrà
gestire gli affari interni dell'AP".
Immediatamente dopo
l'elezione di Abu Mazen a leader dell'AP, Israele e Stati
Uniti si sono precipitati a chiedere al nuovo presidente
"l'eliminazione dei gruppi terroristici
palestinesi", ossia dei gruppi di resistenza che
combattono l'occupazione ultratrentennale delle terre
palestinesi da parte di Israele.
La questione dell'aspetto
militare dell'intifada ha recentemente assunto una posizione
centrale nelle discussioni di esperti ed analisti politici
palestinesi, i quali sono stati d'accordo che la decisione
ultima di smilitarizzare l'intifada spetta solo al popolo
palestinese costretto a sostenere l'impatto delle quotidiane
aggressioni israeliane.
Alla domanda su quale potrebbe essere la reazione di Hamas
alla possibile richiesta da parte di Abu Mazen di deporre le
armi, al-Zahar ha risposto: "La questione e' semplice.
Gli chiederemmo a nostra volta: chi proteggerà il popolo
palestinese contro le pratiche israeliane? Se ha una risposta,
di certo lo seguiremmo in ogni sua decisione. Ma la decisione
tocca solo ai palestinesi. Noi usiamo le armi solo per
difesa".
Sulla possibilità che Hamas
partecipi al prossimo governo palestinese, al-Zahar non lo ha
escluso, dichiarando però che tutto dipenderà dall'agenda
del governo stesso.
Fotogiornale
sulle elezioni palestinesi

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