7 Febbraio  2005    Homepage - Approfondimenti sulla questione palestinese

 

 

 
Due mesi per l'assassino di Iman

Una corte militare israeliana ha ordinato il rilascio del comandante dell'esercito responsabile dell'uccisione della piccola palestinese Iman al-Hams. Il corpo della bambina - che si recava a scuola in compagnia di sue coetanee - fu crivellato da 17 colpi sparati a distanza ravvicinata dal comandante, presso una postazione militare israeliana di Rafah. L'assassino ha scontato due mesi di "carcere" in una base militare israeliana.

Fatah rinnova l'appello alla tregua

Il partito del presidente dell'AP, Fatah, ha rinnovato l'appello per un cessate il fuoco reciproco con Israele. "Siamo pronti per un cessate il fuoco totale nei territori occupati ed in Israele, in linea con la road-map", il consiglio rivoluzionario ha deliberato in un comunicato. Tuttavia Fatah ha sottolineato il "diritto dei palestinesi a difendersi contro gli attacchi dell'esercito israeliano" ed il loro "diritto a resistere all'occupazione, agli insediamenti ed alla costruzione del Muro di Apartheid" in Cisgiordania.

Mubarak invitato a Tel Aviv, mentre Hamas mette in guardia l'AP sull'imminente vertice

Fonti diplomatiche hanno asserito che Mubarak accetterà l'invito di Ariel Sharon a visitare Israele in quella  che sarà la prima visita del leader egiziano in 24 anni di presidenza. L'invito sarà presumibilmente rivolto a Mubarak durante il vertice di domani a Sharm al-Sheikh.
A proposito dell'imminente vertice, uno dei più importanti leaders di Hamas in Cisgiordania, Hassan Yusef, ha dichiarato che il suo movimento non darà giudizi preventivi sul vertice prima di averne conosciuto i risultati. Yusef ha ribadito che il vertice dovrebbe focalizzarsi sui diritti dei palestinesi, che dovrebbero essere rivendicati dall'Ap in quanto rappresentante del popolo nella sua interezza. "Noi di Hamas non nutriamo grosse speranze nel vertice", ha dichiarato Yusef, "in quanto sappiamo esattamente, per esperienza, che i piani sionisti contraddicono i diritti dei palestinesi". Yusef ha messo in guardia l'AP dal non cadere nella trappola israeliana, che mira a fare del vertice una sorta di "cooperazione tra la sicurezza israeliana e palestinese con il coordinamento di quella americana" per schiacciare la resistenza palestinese all'occupazione.

Uccisa una bambina palestinese a Gaza (31 gennaio)

Il fuoco di truppe d'occupazione a Gaza ha ucciso una bambina palestinese di 10 anni mentre era nel cortile della sua scuola a Rafah, striscia di Gaza. Testimoni oculari hanno riferito che Nuran Did era allinea con le sue compagne di classe nel cortile della scuola, in attesa di entrare in aula, quando e' stata colpita da una pattuglia israeliana dall'avamposto di Termit, a circa 900 metri di distanza. Colpita alla testa, la bambina si e' accasciata, mentre le scolare, in preda al panico, cercavano rifugio all'interno della struttura. Come rappresaglia, il gruppo palestinese di resistenza Hamas ha sparato cinque colpi di mortaio contro l'insediamento ebraico illegale di Neve Dekalim, danneggiando un'abitazione.

Intanto si aggravano le condizioni di salute di Jamal abul Hajja, un leader di Hamas della Cisgiordania tenuto in isolamento nel centro di detenzione di Beir al-Saba. La mano destra si abu-Hajja e' stata amputata a causa delle ferite subite durante un raid israeliano nel campo profughi di Jenin.

Hamas trionfa a Gaza (28 gennaio)

Il gruppo di resistenza  islamica  Hamas ha stravinto le  elezioni municipali organizzate nella Striscia di Gaza, e che hanno visto la partecipazione di quasi centomila votanti. .Lo ha annunciato oggi la commissione elettorale centrale palestinese. Secondo lo spoglio dei voti, Hamas ha ottenuto 12 seggi su 13 a Bait Hanun; 11 su 13 a Zawaida; 14 su 15 a Deir el balah; 8 su 11 a Khuzaa (Khan Yunis);

10 su 13 a Bani Suheila (Khan Yunis); 10 su 11 a Shukaa (Rafah) e 9 su 9 a M'fader (Deir Balah). 

Su 118 seggi, ne ha ottenuti 77, contro i 26 di Fatah. E' la prima volta che Hamas partecipa ad una competizione elettorale, e la sua vittoria e' il segno del supporto di cui gode nei Territori Palestinesi. Oltre che movimento dotato di un'ala politica e di una militare, Hamas ha conquistato il rispetto dei palestinesi per l'assoluta onestà che contraddistingue i suoi membri e per le sue attività sociali e umanitarie nei territori occupati. Il portavoce di Hamas a Gaza, Mushir al Masri, ai microfoni dell'AP, ha espresso soddisfazione per i risultati elettorali, specificando che la vittoria di Hamas "non soltanto rappresenta un riconoscimento per la dedizione dei suoi membri alla lotta contro l'occupazione, ma anche il segno che il popolo palestinese rifiuta la corruzione". "E' la vittoria della democrazia", ha concluso Masri.

La tregua secondo Israele: uccisa una bambina di tre anni (26 gennaio)

Mentre le fazioni palestinesi si sono accordate per una tregua condizionata al rispetto della stessa da parte di Israele, l'esercito israeliano ha ripreso stamani le sue letali attività nella striscia di Gaza. Una bambina palestinese di tre anni, Rahma abu Shamas,  e' stata uccisa questa mattina nell'area di Deir al-Balah, al centro della striscia di Gaza, mentre altri tre civili sono stati feriti. La bambina era all'interno della sua abitazione quando e' stata colpita alla testa da una pallottola ed e' morta all'istante. Testimoni oculari hanno riferito che i militari di guardia all'insediamento colonico illegale di Kfar Darom hanno sparato a casaccio contro alcune case di Deir al-Balah allo spuntare dell'alba. Tutto ciò a dispetto delle dichiarazioni ufficiali delle autorità d'occupazione, che avevano annunciato di "non portare più a termine assassini extra-giudiziari nelle aree in cui la polizia palestinese possa assicurare calma e sicurezza".

La resistenza: nessuna tregua "gratis", ma Israele e' già pronto a minare gli sforzi di Abbas (24 gennaio)

Sia i leaders della resistenza palestinese, sia Mahmud Abbas, hanno descritto i colloqui intrattenuti negli ultimi giorni come "positivi e costruttivi". Abbas, in particolare, ha dichiarato alla TV palestinese che il margine di differenza tra le due parti si e' notevolmente "assottigliato". "C'e' stato un grande senso di responsabilità da parte di tutti, e posso dire di essere molto vicini al raggiungimento di un accordo su tutte le questioni discusse". 
Abbas ha dichiarato che tutte le fazioni palestinesi hanno compreso la natura cruciale dell'attuale situazione, riferendosi ai suoi sforzi per raggiungere un cessate il fuoco generale che metta fine a quattro anni di resistenza palestinese e di aggressione israeliana ai danni del popolo e delle proprietà palestinesi.
Il portavoce di Hamas a Gaza, Sami abu Zuhri, ha dichiarato che i gruppi islamici della resistenza non si oppongono alla tregua in linea di principio. "Non abbiamo nessuna obiezione contro il raggiungimento di una tregua, ma essa dovrà essere reciproca e dovrà implicare la completa cessazione delle aggressioni, assassini, demolizioni di case ed incursioni israeliane. Chiediamo inoltre la liberazione dei prigionieri politici. Se Israele si impegnerà a rispettare gli accordi, onoreremo la tregua, come abbiamo sempre fatto".

Abbas si e' detto d'accordo con queste condizioni poste dalla resistenza ma Israele ha già fatto sapere che la tregua, tuttavia, non sarà reciproca. Il quotidiano Ha'aretz ha citato il ministro delle finanze Benjamin Netanyahu, il quale ha dichiarato che "Israele non darà ad Abbas  nulla in cambio di una tregua".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Egitto chiede ad Israele il ritiro da Gaza sulle postazioni occupate prima del settembre 2000 - Un cameraman palestinese e' stato ferito ieri dal fuoco israeliano a Beit Hanun, striscia di Gaza
 

ABU AMMAR: LA VITA, LA MORTE

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Disegni dall'esilio dei bambini palestinesi

Coloni: civili o combattenti?
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