| Due
mesi per l'assassino di Iman
Una corte militare israeliana
ha ordinato il rilascio del comandante dell'esercito
responsabile dell'uccisione della piccola palestinese Iman
al-Hams. Il corpo della bambina - che si recava a scuola in
compagnia di sue coetanee - fu crivellato da 17 colpi sparati
a distanza ravvicinata dal comandante, presso una postazione
militare israeliana di Rafah. L'assassino ha scontato due mesi
di "carcere" in una base militare israeliana.

Fatah rinnova l'appello
alla tregua
Il partito del presidente
dell'AP, Fatah, ha rinnovato l'appello per un cessate il fuoco
reciproco con Israele. "Siamo pronti per un cessate il
fuoco totale nei territori occupati ed in Israele, in linea
con la road-map", il consiglio rivoluzionario ha
deliberato in un comunicato. Tuttavia Fatah ha sottolineato il
"diritto dei palestinesi a difendersi contro gli attacchi
dell'esercito israeliano" ed il loro "diritto a
resistere all'occupazione, agli insediamenti ed alla
costruzione del Muro di Apartheid" in Cisgiordania.

Mubarak invitato a Tel
Aviv, mentre Hamas mette in guardia l'AP sull'imminente
vertice
Fonti diplomatiche hanno
asserito che Mubarak accetterà l'invito di Ariel Sharon a
visitare Israele in quella che sarà la prima visita del
leader egiziano in 24 anni di presidenza. L'invito sarà
presumibilmente rivolto a Mubarak durante il vertice di domani
a Sharm al-Sheikh.
A proposito dell'imminente vertice, uno dei più importanti
leaders di Hamas in Cisgiordania, Hassan Yusef, ha dichiarato
che il suo movimento non darà giudizi preventivi sul vertice
prima di averne conosciuto i risultati. Yusef ha ribadito che
il vertice dovrebbe focalizzarsi sui diritti dei palestinesi,
che dovrebbero essere rivendicati dall'Ap in quanto
rappresentante del popolo nella sua interezza. "Noi di
Hamas non nutriamo grosse speranze nel vertice", ha
dichiarato Yusef, "in quanto sappiamo esattamente, per
esperienza, che i piani sionisti contraddicono i diritti dei
palestinesi". Yusef ha messo in guardia l'AP dal non
cadere nella trappola israeliana, che mira a fare del vertice
una sorta di "cooperazione tra la sicurezza israeliana e
palestinese con il coordinamento di quella americana" per
schiacciare la resistenza palestinese all'occupazione.

Uccisa
una bambina palestinese a Gaza (31 gennaio)
Il
fuoco di truppe d'occupazione a Gaza ha ucciso una bambina
palestinese di 10 anni mentre era nel cortile della sua scuola
a Rafah, striscia di Gaza. Testimoni oculari hanno riferito
che Nuran Did era allinea con le sue compagne di classe nel
cortile della scuola, in attesa di entrare in aula, quando e'
stata colpita da una pattuglia israeliana dall'avamposto di
Termit, a circa 900 metri di distanza. Colpita alla testa, la
bambina si e' accasciata, mentre le scolare, in preda al
panico, cercavano rifugio all'interno della struttura. Come
rappresaglia, il gruppo palestinese di resistenza Hamas ha
sparato cinque colpi di mortaio contro l'insediamento ebraico
illegale di Neve Dekalim, danneggiando un'abitazione.
Intanto
si aggravano le condizioni di salute di Jamal abul Hajja, un
leader di Hamas della Cisgiordania tenuto in isolamento nel
centro di detenzione di Beir al-Saba. La mano destra si
abu-Hajja e' stata amputata a causa delle ferite subite
durante un raid israeliano nel campo profughi di Jenin.
Hamas
trionfa a Gaza (28 gennaio)
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Il gruppo di
resistenza islamica Hamas ha stravinto
le elezioni municipali organizzate nella Striscia
di Gaza, e che hanno visto la partecipazione di quasi
centomila votanti. .Lo ha annunciato oggi la commissione
elettorale centrale palestinese. Secondo lo spoglio dei
voti, Hamas ha ottenuto 12 seggi su 13 a Bait Hanun; 11
su 13 a Zawaida; 14 su 15 a Deir el balah; 8 su 11 a
Khuzaa (Khan Yunis); |
10 su 13 a Bani Suheila (Khan
Yunis); 10 su 11 a Shukaa (Rafah) e 9 su 9 a M'fader (Deir
Balah).
Su 118 seggi, ne ha ottenuti
77, contro i 26 di Fatah. E' la prima volta che Hamas
partecipa ad una competizione elettorale, e la sua vittoria e'
il segno del supporto di cui gode nei Territori Palestinesi.
Oltre che movimento dotato di un'ala politica e di una
militare, Hamas ha conquistato il rispetto dei palestinesi per
l'assoluta onestà che contraddistingue i suoi membri e per le
sue attività sociali e umanitarie nei territori occupati. Il
portavoce di Hamas a Gaza, Mushir al Masri, ai microfoni
dell'AP, ha espresso soddisfazione per i risultati elettorali,
specificando che la vittoria di Hamas "non soltanto
rappresenta un riconoscimento per la dedizione dei suoi membri
alla lotta contro l'occupazione, ma anche il segno che il
popolo palestinese rifiuta la corruzione". "E' la
vittoria della democrazia", ha concluso Masri.
La
tregua secondo Israele: uccisa una bambina di tre anni (26
gennaio)
Mentre le fazioni palestinesi
si sono accordate per una tregua condizionata al rispetto
della stessa da parte di Israele, l'esercito israeliano ha
ripreso stamani le sue letali attività nella striscia di
Gaza. Una bambina palestinese di tre anni, Rahma abu Shamas,
e' stata uccisa questa mattina nell'area di Deir al-Balah, al
centro della striscia di Gaza, mentre altri tre civili sono
stati feriti. La bambina era all'interno della sua abitazione
quando e' stata colpita alla testa da una pallottola ed e'
morta all'istante. Testimoni oculari hanno riferito che i
militari di guardia all'insediamento colonico illegale di Kfar
Darom hanno sparato a casaccio contro alcune case di Deir
al-Balah allo spuntare dell'alba. Tutto ciò a dispetto delle
dichiarazioni ufficiali delle autorità d'occupazione, che
avevano annunciato di "non portare più a termine
assassini extra-giudiziari nelle aree in cui la polizia
palestinese possa assicurare calma e sicurezza".
La
resistenza: nessuna tregua "gratis", ma Israele e'
già pronto a minare gli sforzi di Abbas (24 gennaio)
Sia i leaders della
resistenza palestinese, sia Mahmud Abbas, hanno descritto i
colloqui intrattenuti negli ultimi giorni come "positivi
e costruttivi". Abbas, in particolare, ha dichiarato alla
TV palestinese che il margine di differenza tra le due parti
si e' notevolmente "assottigliato". "C'e' stato
un grande senso di responsabilità da parte di tutti, e posso
dire di essere molto vicini al raggiungimento di un accordo su
tutte le questioni discusse".
Abbas ha dichiarato che tutte le fazioni palestinesi hanno
compreso la natura cruciale dell'attuale situazione,
riferendosi ai suoi sforzi per raggiungere un cessate il fuoco
generale che metta fine a quattro anni di resistenza
palestinese e di aggressione israeliana ai danni del popolo e
delle proprietà palestinesi.
Il portavoce di Hamas a Gaza, Sami abu Zuhri, ha dichiarato
che i gruppi islamici della resistenza non si oppongono alla
tregua in linea di principio. "Non abbiamo nessuna
obiezione contro il raggiungimento di una tregua, ma essa
dovrà essere reciproca e dovrà implicare la completa
cessazione delle aggressioni, assassini, demolizioni di case
ed incursioni israeliane. Chiediamo inoltre la liberazione dei
prigionieri politici. Se Israele si impegnerà a rispettare
gli accordi, onoreremo la tregua, come abbiamo sempre
fatto".
Abbas si e' detto d'accordo
con queste condizioni poste dalla resistenza ma Israele ha
già fatto sapere che la tregua, tuttavia, non sarà
reciproca. Il quotidiano Ha'aretz ha citato il ministro delle
finanze Benjamin Netanyahu, il quale ha dichiarato che
"Israele non darà ad Abbas nulla in cambio di una
tregua".

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