31  Marzo  2005    Homepage - Approfondimenti sulla questione palestinese

 

 

Manifestazioni per la Giornata della Terra

Migliaia di palestinesi e di attivisti internazionali hanno marciato in Israele per commemorare la "Giornata della Terra", mentre altre migliaia hanno manifestato in tutta la Cisgiordania. Il Giorno della Terra ricorda gli scontri che scoppiarono nel marzo 1976, quando gli arabi israeliani (i palestinesi non espulsi dalla Palestina durante la conquista israeliana del 1948) iniziarono una serrata protesta contro la confisca di migliaia di acri di terra palestinese da parte del governo israeliano. Sei cittadini arabi furono uccisi dalla polizia in quell'occasione. Le commemorazioni di quest'anno vuole ricordare il triste fato dei beduini del Negev, le cui aree mancano dei servizi basilari e che sono minacciati di confisca e demolizioni.

La folla palestinese contro la polizia di Abu Mazen

A Tulkarem la folla inferocita di primo mattino ha preso d'assalto e dato alle fiamme alcune tende utilizzate dalla polizia palestinese come uffici, poco dopo che agenti di quest'ultima avevano ferito tre uomini a colpi di arma da fuoco. Lo hanno riferito testimoni oculari, e l'accaduto e' stato poi confermato da fonti delle forze di sicurezza. I tre, a bordo di un'auto, avevano violato un posto di blocco alle periferia della città palestinese, e avevano quindi tentato di darsi alla fuga; i poliziotti dell'Anp li avevano inseguiti, alla fine raggiungendoli e sparando contro il veicolo: tutti i passeggeri erano stati colpiti, e uno di essi versa adesso in condizioni critiche.

Commemorato l'assassinio di Sheikh Ahmad Yassin (26 marzo)

Migliaia di palestinesi hanno manifestato ad un anno dall'uccisione a Gaza del leader spirituale di Hamas, sheikh Ahmad Yassin. L'anziano leader paraplegico fu ucciso da un attacco missilistico israeliano lo scorso 21 marzo, mentre veniva spinto a casa sulla sua sedia a rotelle. Ricordiamo l'orrendo crimine con le parole di un giornalista israeliano, Ran HaCohen, che si riferì all'uccisione di Yassin come ad un "ennesimo atto di barbarie": "L'assassinio di Yassin e' un crimine a differenti livelli. Uccidere una persona disarmata e' un crimine. Uccidere una persona anziana ed indifesa su una sedia a rotelle e' un crimine spregevole. Ma l'assassinio di Yassin (ucciso insieme ad altri otto palestinesi innocenti) non e' solo l'assassinio di un vecchio sulla sedia a rotelle. Tali crimini di guerra, commessi dall'occupante contro le persone occupate "protette" - l'assassinio casuale di vecchi, bambini, donne, invalidi, disabili mentali e tutti i generi di civili "protetti" disarmati, innocenti, indifesi ed inoffensivi - sono il pane quotidiano dei palestinesi da anni. Ma l'assassinio di Yassin, l'assassinio di un leader politico e religioso, e' un crimine di un genere molto speciale.

Yassin era un leader religioso, senza essere un asceta. Aveva resistito all'occupazione, che era un suo diritto fondamentale. D'altra parte, aveva supportato il cessate il fuoco e, solo poche settimane fa, aveva offerto ad Israele di tenere fuori i civili dalla spirale di violenza, un'offerta rifiutata dal governo Sharon. Può aver istigato alla violenza, può essere stato responsabile degli attacchi in Israele: ma se questo era il caso, avrebbe potuto e dovuto essere processato. Si e' innocenti fino a che un tribunale non stabilisca altrimenti. Uccidere una persona senza processo - non una persona con in mano una bomba, non una persona armata durante un combattimento - e' terrorismo, e' barbarie". (Ran HaCohen, Ritorno alla barbarie)

Prosegue la colonizzazione delle terre palestinesi

Israele prosegue nella sua attività di espansione coloniale in Cisgiordania. Lo ha confermato oggi alla France Presse un alto funzionario della presidenza del Consiglio in condizione di anonimato.
 
"Stiamo continuando a costruire a Maale Adoumin, a Gush Etzion e ad Ariel, perché questi settori non saranno mai trasferiti all'Autorità palestinese", ha affermato il funzionario. I tre insediamenti si trovano rispettivamente a est e a sud di Gerusalemme e nel nord della Cisgiordania.
 
Al momento solo quattro colonie in Cisgiordania saranno evacuate nell'ambito del piano di ritiro israeliano dai territori palestinesi voluto da Ariel Sharon.
 
Ieri il ministro della Difesa  Shaul Mofaz ha approvato la costruzione di oltre 3.500 alloggi supplementari a Malee Adumin, nei pressi di Gerusalemme est. L'obiettivo è quello di unire l'insediamento a Gerusalemme Est, occupata da Israele nel 1967, seguendo un piano elaborato alcuni anni fa e recentemente approvato da una commissione militare.
 
Malee Adumin conta oltre 28mila abitanti e rappresenta una delle principali colonie israeliane in Cisgiordania. Gli Stati Uniti hanno chiesto a più riprese la sospensione del programma di colonizzazione israeliana nei territori palestinesi. In base al diritto internazionale, tutti gli insediamenti dello Stato ebraico nei territori palestinesi sono considerati illegali.

Non  dimenticheremo. (16 Marzo)

Un gruppo di pacifisti internazionali si e' radunato nella città palestinese di Jenin, martedì 15 marzo 2005, per commemorare il secondo anniversario della morte di Rachel Corrie. Rachel fu uccisa sabato 16 marzo 2003, quando fu schiacciata da un bulldozer israeliano mentre cercava di impedire la demolizione di una casa civile palestinese da parte delle truppe d'occupazione israeliane a Rafah, striscia di Gaza. Morta da palestinese, viva nei nostri cuori!

Sepolto vivo a Jenin un attivista di Jihad Islami (10 marzo)

Mohamed Abu Hazneh, un attivista 28enne dell'organizzazione di resistenza del Jihad Islami, ha trovato una morte atroce questa mattina per mano dell'esercito israeliano d'occupazione. Dopo un breve assedio del villaggio di Nazlat al-Wusta, presso Jenin,  Cisgiordania occupata, un bulldozer dell'esercito ha demolito la casa in cui si trovava il giovane, seppellendolo vivo tra le macerie. L'uccisione di Hazneh ha suscitato la reazione del movimento del Jihad, che, per bocca del suo leader Nafez Azzam, ha condannato la nuova aggressione israeliana, ed ha promesso una risposta che metterà fine alla fragile tregua unilaterale onorata dai gruppi palestinesi dopo l'impegno assunto con Mahmud Abbas, leader dell'Autorità Palestinese.

 

Uno strano attentato a Tel Aviv, e Israele tenta di catturare due piccioni con una fava (26 febbraio)

Almeno quattro israeliani sono rimasti uccisi e circa 25 feriti nella notte tra venerdì e sabato, a causa di un'esplosione che ha colpito l'esterno di un pub di Tel Aviv.
La polizia israeliana ha parlato di un attacco kamikaze condotto, secondo le fonti "da un palestinese di Nablus". In seguito, a poche ore di distanza dall'accaduto, al presunto kamikaze e' stata data un'identità. Secondo gli israeliani, si tratterebbe dello studente universitario 21enne Abdallah Badran, di cui sono già stati arrestati i fratelli, precedentemente avvertiti del coinvolgimento del congiunto nell'attentato.

Molto sospette le circostanze dell'attentato. Innanzitutto, nessun gruppo palestinese ha rivendicato l'attacco, anzi, sia le Brigate dei Martiri dell'Aqsa sia Hamas e sia Jihad Islami, nella persona del portavoce Mohammed Hindi, si sono dissociati dall'accadimento, reiterando invece la sofferta continuazione della tregua concordata con l'Autorità Palestinese. La rivendicazione e' stata invece telefonica ed anonima, da parte di un uomo che ha dichiarato di parlare  per conto delle Brigate di al-Quds, braccio militare del Jihad Islami. L'attacco, che e' stato condotto con l'ausilio di 8-10 kg di esplosivo, difficilmente può essere stato condotto da una sola persona. Ancora più peculiare l'attribuzione della responsabilità dell'attacco da parte dei dirigenti di Israele: dopo aver addossato la responsabilità morale alla solita Autorità Palestinese, il portavoce di Sharon ha dichiarato il coinvolgimento "pesante e decisivo" della guerriglia libanese degli Hezbollah, mai tirata in ballo prima per attacchi avvenuti all'interno del territorio palestinese.

Ovvio il tentativo di addossare all'Autorità palestinese la responsabilità di una tregua che, da parte di Israele non c'e' mai stata, e di continuare a soffiare sul fuoco della propaganda anti-libanese delle ultime settimane.

 

 

 

 

 

 

 

L'Egitto chiede ad Israele il ritiro da Gaza sulle postazioni occupate prima del settembre 2000 - Un cameraman palestinese e' stato ferito ieri dal fuoco israeliano a Beit Hanun, striscia di Gaza
 

ABU AMMAR: LA VITA, LA MORTE

Storia della Palestina
in 12 parti
 di A. Ricciardi.
 Terza parte

Coloni: civili o combattenti?
Le immagini delle orde che terrorizzano i contadini in
Palestina
 

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Lista e dettagli delle vittime
a cura di Palestine-monitor

 

 

 

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