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Manifestazioni per la Giornata
della Terra
Migliaia di palestinesi
e di attivisti internazionali hanno marciato in Israele per
commemorare la "Giornata della Terra", mentre altre migliaia hanno
manifestato in tutta la Cisgiordania. Il Giorno della Terra ricorda
gli scontri che scoppiarono nel marzo 1976, quando gli arabi
israeliani (i palestinesi non espulsi dalla Palestina durante la
conquista israeliana del 1948) iniziarono una serrata protesta contro
la confisca di migliaia di acri di terra palestinese da parte del
governo israeliano. Sei cittadini arabi furono uccisi dalla polizia in
quell'occasione. Le commemorazioni di quest'anno vuole ricordare il
triste fato dei beduini del Negev, le cui aree mancano dei servizi
basilari e che sono minacciati di confisca e demolizioni.

La folla palestinese contro la
polizia di Abu Mazen
A Tulkarem la folla
inferocita di primo mattino ha preso d'assalto e dato alle fiamme
alcune tende utilizzate dalla polizia palestinese come uffici, poco
dopo che agenti di quest'ultima avevano ferito tre uomini a colpi di
arma da fuoco. Lo hanno riferito testimoni oculari, e l'accaduto e'
stato poi confermato da fonti delle forze di sicurezza. I tre, a bordo
di un'auto, avevano violato un posto di blocco alle periferia della
città palestinese, e avevano quindi tentato di darsi alla fuga; i
poliziotti dell'Anp li avevano inseguiti, alla fine raggiungendoli e
sparando contro il veicolo: tutti i passeggeri erano stati colpiti, e
uno di essi versa adesso in condizioni critiche.

Commemorato l'assassinio di Sheikh
Ahmad Yassin (26 marzo)
Migliaia di palestinesi
hanno manifestato ad un anno dall'uccisione a Gaza del leader
spirituale di Hamas, sheikh Ahmad Yassin. L'anziano leader paraplegico
fu ucciso da un attacco missilistico israeliano lo scorso 21 marzo,
mentre veniva spinto a casa sulla sua sedia a rotelle. Ricordiamo
l'orrendo crimine con le parole di un giornalista israeliano, Ran
HaCohen, che si riferì all'uccisione di Yassin come ad un "ennesimo
atto di barbarie": "L'assassinio
di Yassin e' un crimine a differenti livelli. Uccidere una persona
disarmata e' un crimine. Uccidere una persona anziana ed indifesa su
una sedia a rotelle e' un crimine spregevole. Ma l'assassinio di
Yassin (ucciso insieme ad altri otto palestinesi innocenti) non e'
solo l'assassinio di un vecchio sulla sedia a rotelle. Tali crimini di
guerra, commessi dall'occupante contro le persone occupate "protette"
- l'assassinio casuale di vecchi, bambini, donne, invalidi, disabili
mentali e tutti i generi di civili "protetti" disarmati, innocenti,
indifesi ed inoffensivi - sono il pane quotidiano dei palestinesi da
anni. Ma l'assassinio di Yassin, l'assassinio di un leader politico e
religioso, e' un crimine di un genere molto speciale.
Yassin era un
leader religioso, senza essere un asceta. Aveva resistito
all'occupazione, che era un suo diritto fondamentale. D'altra parte,
aveva supportato il cessate il fuoco e, solo poche settimane fa, aveva
offerto ad Israele di tenere fuori i civili dalla spirale di violenza,
un'offerta rifiutata dal governo Sharon. Può aver istigato alla
violenza, può essere stato responsabile degli attacchi in Israele: ma
se questo era il caso, avrebbe potuto e dovuto essere processato. Si
e' innocenti fino a che un tribunale non stabilisca altrimenti.
Uccidere una persona senza processo - non una persona con in mano una
bomba, non una persona armata durante un combattimento - e'
terrorismo, e' barbarie". (Ran HaCohen, Ritorno alla barbarie)

Prosegue la
colonizzazione delle terre palestinesi
Israele prosegue nella sua attività di espansione coloniale in
Cisgiordania. Lo ha confermato oggi alla France Presse un alto
funzionario della presidenza del Consiglio in condizione di anonimato.
"Stiamo continuando a costruire a Maale Adoumin, a Gush Etzion e ad
Ariel, perché questi settori non saranno mai trasferiti all'Autorità
palestinese", ha affermato il funzionario. I tre insediamenti si
trovano rispettivamente a est e a sud di Gerusalemme e nel nord della
Cisgiordania.
Al momento solo quattro colonie in Cisgiordania saranno evacuate
nell'ambito del piano di ritiro israeliano dai territori palestinesi
voluto da Ariel Sharon.
Ieri il ministro della Difesa Shaul Mofaz ha approvato la costruzione
di oltre 3.500 alloggi supplementari a Malee Adumin, nei pressi di
Gerusalemme est. L'obiettivo è quello di unire l'insediamento a
Gerusalemme Est, occupata da Israele nel 1967, seguendo un piano
elaborato alcuni anni fa e recentemente approvato da una commissione
militare.
Malee Adumin conta oltre 28mila abitanti e rappresenta una delle
principali colonie israeliane in Cisgiordania. Gli Stati Uniti hanno
chiesto a più riprese la sospensione del programma di colonizzazione
israeliana nei territori palestinesi. In base al diritto
internazionale, tutti gli insediamenti dello Stato ebraico nei
territori palestinesi sono considerati illegali.

Non dimenticheremo. (16 Marzo)
Un gruppo di pacifisti internazionali
si e' radunato nella città palestinese di Jenin, martedì 15 marzo
2005, per commemorare il secondo anniversario della morte di Rachel
Corrie. Rachel fu uccisa sabato 16 marzo 2003, quando fu schiacciata
da un bulldozer israeliano mentre cercava di impedire la demolizione
di una casa civile palestinese da parte delle truppe d'occupazione
israeliane a Rafah, striscia di Gaza. Morta da palestinese, viva nei
nostri cuori!

Sepolto vivo a Jenin un attivista di
Jihad Islami (10 marzo)
Mohamed Abu
Hazneh, un attivista 28enne dell'organizzazione di resistenza del
Jihad Islami, ha trovato una morte atroce questa mattina per mano
dell'esercito israeliano d'occupazione. Dopo un breve assedio del
villaggio di Nazlat al-Wusta, presso Jenin, Cisgiordania
occupata, un bulldozer dell'esercito ha demolito la casa in cui si
trovava il giovane, seppellendolo vivo tra le macerie. L'uccisione di
Hazneh ha suscitato la reazione del movimento del Jihad, che, per
bocca del suo leader Nafez Azzam, ha condannato la nuova aggressione
israeliana, ed ha promesso una risposta che metterà fine alla fragile
tregua unilaterale onorata dai gruppi palestinesi dopo l'impegno
assunto con Mahmud Abbas, leader dell'Autorità Palestinese.

Uno strano attentato a Tel Aviv, e
Israele tenta di catturare due piccioni con una fava (26 febbraio)
Almeno quattro israeliani sono rimasti
uccisi e circa 25 feriti nella notte tra venerdì e sabato, a causa di
un'esplosione che ha colpito l'esterno di un pub di Tel Aviv.
La polizia israeliana ha parlato di un attacco kamikaze condotto,
secondo le fonti "da un palestinese di Nablus". In seguito, a poche
ore di distanza dall'accaduto, al presunto kamikaze e' stata data
un'identità. Secondo gli israeliani, si tratterebbe dello studente
universitario 21enne Abdallah Badran, di cui sono già stati arrestati
i fratelli, precedentemente avvertiti del coinvolgimento del congiunto
nell'attentato.
Molto sospette le circostanze
dell'attentato. Innanzitutto, nessun gruppo palestinese ha rivendicato
l'attacco, anzi, sia le Brigate dei Martiri dell'Aqsa sia Hamas e sia
Jihad Islami, nella persona del portavoce Mohammed Hindi, si sono
dissociati dall'accadimento, reiterando invece la sofferta
continuazione della tregua concordata con l'Autorità Palestinese. La
rivendicazione e' stata invece telefonica ed anonima, da parte di un
uomo che ha dichiarato di parlare per conto delle Brigate di
al-Quds, braccio militare del Jihad Islami. L'attacco, che e' stato
condotto con l'ausilio di 8-10 kg di esplosivo, difficilmente può
essere stato condotto da una sola persona. Ancora più peculiare
l'attribuzione della responsabilità dell'attacco da parte dei
dirigenti di Israele: dopo aver addossato la responsabilità morale
alla solita Autorità Palestinese, il portavoce di Sharon ha dichiarato
il coinvolgimento "pesante e decisivo" della guerriglia libanese degli
Hezbollah, mai tirata in ballo prima per attacchi avvenuti all'interno
del territorio palestinese.
Ovvio il tentativo di addossare
all'Autorità palestinese la responsabilità di una tregua che, da parte
di Israele non c'e' mai stata, e di continuare a soffiare sul fuoco
della propaganda anti-libanese delle ultime settimane.

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