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Scudo umano contro le minacce di assalto
all'Aqsa
Migliaia di palestinesi si sono
radunati entro e fuori il compound della Moschea dell'Aqsa, nella
Gerusalemme occupata, dopo che ebrei estremisti avevano minacciato di
occupare il luogo santo palestinese.
Nonostante le strettissime misure di sicurezza imposte dall'esercito
israeliano, i palestinesi hanno giurato di difendere il cuore della
Gerusalemme musulmana dalle minacce del gruppo estremista di estrema
destra Revava. Durante gli scontri tra centinaia di manifestanti
palestinesi e truppe d'occupazione, 11 palestinesi sono rimasti
feriti. Israele aveva limitato l'accesso alla spianata delle Moschee
ai palestinesi oltre i 50 anni d'età. Nella giornata di ieri, Hamas e
L'Associazione al-Aqsa per la Costruzione dei Luoghi Santi avevano
indetto una manifestazione di protesta attorno alla moschea, con la
partecipazione di palestinesi provenienti da tutti i territori
occupati.
Il governo palestinese ha ammonito che "l'assalto all'Aqsa provocherà
una reazione esplosiva in tutto il mondo islamico" ed ha chiesto alla
comunità internazionale di rompere il suo "silenzio tombale" sulle
violazioni dei diritti umani nei Territori occupati da Israele.
Diversi gruppi estremistici religiosi ebraici, tra cui il fuorilegge
Kach, Gush Emunim, Kahana Chai e Betar, progettano da anni la
distruzione della Spianata delle Moschee di Gerusalemme per edificarvi
il Terzo Tempio di Salomone, costruzione che, secondo il mito - mai
confermato né da storici né supportato da evidenze archeologiche,
nonostante decenni di scavi israeliani nell'area - sorgeva nel luogo.

Sharon congela la liberazione di
centinaia di detenuti palestinesi
Infliggendo un nuovo, duro colpo ai
vacillanti accordi isrealo-palestinesi, Sharon ha deciso di congelare
a tempo indeterminato il rilascio di circa 400 prigionieri
palestinesi, suscitando le aspre critiche di Egitto e Autorità
Palestinese. I 400 detenuti avrebbero dovuto essere liberati come
parte di un accordo siglato tre mesi fa a Sharm el-Sheikh da Mahmud
Abbas e Ariel Sharon. Un portavoce del governo di Tel Aviv ha
specificato che la decisione e' stata presa perché "Abbas non ha fatto
la sua parte nel decapitare i movimenti armati palestinesi".

Hamas cresce in tutti i centri
metropolitani (7 maggio)
I risultati non ufficiali delle
elezioni municipali tenute in Cisgiordania e Striscia di Gaza lo
scorso giovedì hanno mostrato che Fatah, il partito dell'Autorità
palestinese, ha vinto nei piccoli villaggi, mentre Hamas, il movimento
di resistenza islamico, ha vinto nelle grandi città e nei centri più
densamente popolati. Secondo i risultati iniziali, in termine di
numero di voti, Fatah ed Hamas hanno un numero sostanzialmente
equivalente, mentre in termine di seggi Fatah mostra un certo
vantaggio su Hamas. Entrambi gli schieramenti riconoscono tuttavia la
grossa crescita di consensi registrata da Hamas, che nella sola
striscia di Gaza, si e' aggiudicato quasi il 70% dei suffragi,
stravincendo in municipalità quali Rafah. Il portavoce di Hamas da
Gaza, Mahmud al-Zahar, ha sottolineato che, in tutto, Hamas ha vinto
in 34 su 68 distretti in Cisgiordania, confermandosi primo partito a
Qalqilya, Sa'ir, Sammou e Betlemme.
Si ridimensionano quindi le prime voci che vedevano una vittoria
schiacciante da parte di Fatah, il partito del presidente Mahmud Abbas.
Alcuni analisti politici ritengono anzi che il partito di governo
abbia deliberatamente rimandato a data ancora da stabilirsi le
elezioni in grossi centri abitati, come Nablus, Hebron, Ramallah,
Jenin e Gaza City, per timore di una schiacciante affermazione di
Hamas in questi grossi centri abitati.
Nella città di Betlemme, Hamas si e'
aggiudicato sei su sette dei seggi a disposizione dei musulmani. Il
settimo e' andato al Jihad Islami. La maggioranza cristiana controlla
il consiglio municipale con otto seggi.
I risultati finali delle consultazioni saranno resi pubblici comunque
domenica 8 maggio.
La prossima sfida elettorale tra le
due fazioni e' prevista per il prossimo 17 luglio, quando i
palestinesi saranno chiamati ad eleggere il nuovo parlamento. Hamas
parteciperà per la prima volta a questo genere di consultazioni, dopo
la decisione del movimento di unirsi al processo politico lo scorso
dicembre.

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