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Riesumata ufficialmente da
Israele la politica dell'assassinio
Israele ha ufficialmente riesumato
la politica degli assassini extra-giudiziari contro il gruppo del
Jihad Islami, confermando la denuncia palestinese di un attacco
missilistico nella striscia di Gaza, avvenuto ieri. "C'e' stato un
tentativo a Gaza di intercettare un attivista ieri. E' fallito", ha
dichiarato il ministro israeliano della sicurezza, Gideon Ezra, che
non ha reso noto il nome del combattente palestinese condannato a
morte da Israele. Ezra ha dichiarato che "si era presentata
un'opportunità" e che Israele aveva puntato all'assassinio proprio
mentre si incontravano Mahmud Abbas e Ariel Sharon a Gerusalemme,
nel tentativo - fallito - di ripristinare i negoziati. Sharon aveva
sospeso le eliminazioni extra-giudiziarie della resistenza
palestinese circa quattro mesi fa ma, secondo fonti israeliane, il
tentativo compiuto ieri a Gaza segna un ritorno in grande stile alla
politica dell'assassinio da parte del governo d'occupazione
israeliano.

"Contatti tra Hamas e EU", fonti
(17 giugno)
Il movimento di
resistenza palestinese Hamas ha rivelato giovedì 16 giugno
2005 che diversi diplomatici dell'Unione Europea hanno
intrattenuto colloqui con alcuni dei suoi membri, in
un'apparente inversione di marcia della politica europea che ha
generato le aspre accuse di Israele. Il portavoce di Hamas, Mushir
al-Masri, a sinistra nell'immagine, ha dichiarato che i sindaci
appartenenti ad Hamas eletti nelle ultime votazioni hanno discusso
con i diplomatici europei di assistenza internazionale e della
tregua con Israele. E' l'ultimo segno di un ammorbidimento del
boicottaggio diplomatico - imposto dalle pressioni israeliane
ed americane - dopo la prova di forza di Hamas nelle recenti
consultazioni elettorali palestinesi.

Nuovo impegno per la tregua (10
giugno)
Il presidente dell'Autorità
Palestinese Mahmud Abbas ha ottenuto l'impegno delle fazioni
palestinesi della resistenza a mantenere la tregua nella
Striscia di Gaza, nonostante l'escalation da parte dell'esercito
d'occupazione. Abbas ha raggiunto l'accordo durante un round di
discussioni con i leaders di 14 fazioni palestinesi, incluse Hamas e
Jihad Islami. I gruppi si sono impegnati ad osservare la tregua ma a
rispondere a qualsiasi attacco da parte di Israele. La tregua e'
stata ultimamente messa in pericolo da una serie di attacchi
israeliani e di controattacchi da parte della resistenza che si sono
succeduti per gran parte della settimana, culminati nell'assassinio
di un leader del Jihad Islami e di un poliziotto palestinese in
Cisgiordania, lo scorso martedi, e del successivo lancio di tre
razzi Qassam contro una colonia di Gaza, che avevano ucciso due
operai palestinesi ed un lavoratore cinese.
Durante i colloqui di ieri, diverse fazioni hanno lamentato lo
scarso impegno da parte del partito di Abbas, Fatah, a realizzare
riforme serie. In particolare Hamas ha aspramente criticato la
decisione di Abbas di rimandare le elezioni legislative palestinesi
programmate per il prossimo 17 luglio e con le quali avrebbe posto
una seria sfida al dominio di Fatah nel parlamento.

Ucciso leader del Jihad a
Qabatiya (7 giugno)
Il leader del Jihad islami in Cisgiordania è stato ucciso oggi nel corso di una sparatoria con le truppe israeliane nella città di Qabatiya, nella quale sono caduti due palestinesi e altri cinque, secondo le prime testimonianze, sono stati feriti. Ferito in modo lieve anche un soldato israeliano.
Morwah Kamil, 25 anni, era il capo riconosciuto dell'ala militare del Jihad a Jenin
Gli israeliani hanno circondato una casa e hanno ingaggiato scontri a fuoco con alcuni uomini che vi si erano asserragliati all'interno. La sparatoria si è intensificata quando altri palestinesi armati sono sopraggiunti per attaccare gli israeliani dai vicoli circostanti.
Anche la folla si e' ben presto unita alla battaglia, bersagliando i soldati con pietre. Una delle due vittime era un agente della polizia autonoma dell'Autorità' Nazionale Palestinese che, disarmato, era intervenuto per cercare di disperdere i dimostranti: è stato però colpito dal fuoco israeliano. Altri due palestinesi che partecipavano alla sassaiola sono rimasti feriti.

Israele vuole
demolire altre 88 abitazioni palestinesi a Gerusalemme
Le abitazioni si trovano
nel sobborgo arabo di Silwan, all'esterno delle mura della Città
Santa, e le autorità d'occupazione intendono demolirle "per fare
spazio ad un parco archeologico che connetta le numerose enclavi
coloniche ebraiche che circondano Silwan alla "Città di Davide", un
sito di scavi archeologici. Le autorità occupanti hanno dichiarato che
"le costruzioni sono state costruite abusivamente", mentre i
proprietari ribadiscono che le loro abitazioni sono state costruite
ben prima del 1967, anno in cui Israele illegalmente occupò
Gerusalemme est.

Nuovi raid in
Cisgiordania, un altro palestinese ucciso a Gaza. La presunta tregua
nel dettaglio (20 maggio)
Un membro di Hamas e' stato ucciso
dalle forze d'occupazione israeliane presso l'insediamento colonico
illegale di Kfar Darom, nella striscia di Gaza. L'esercito israeliano
ha dichiarato che tre uomini armati hanno ingaggiato una breve
battaglia con le truppe d'occupazione e che almeno uno dei combattenti
e' stato ucciso.
In Cisgiordania, intanto, l'esercito israeliano ha lanciato
un'operazione militare nel villaggio di Saida, a nord di Tulkarem,
dove ha arrestato quattro palestinesi. Nel campo profughi di Balata,
ad est di Nablus, tre palestinesi sono stati feriti dal fuoco
israeliano ed altri sette sono stati arrestati. Gli ultimi avvenimenti
scuotono ulteriormente la tregua di tre mesi onorata dalla sole
fazioni palestinesi e seguono di un giorno l'ordine del ministro della
Difesa israeliano Shaul Mofaz all'esercito di "agire con mano libera"
nella striscia di Gaza contro la resistenza palestinese.
Le violazioni israeliane della tregua
concordata con Mahmud Abbas nel vertice di Sharm al-Shaikh sono state
5.150, hanno causato la morte di 32 palestinesi, il ferimento di 366 e
la detenzione di 840 persone in tre mesi e mezzo di presunto cessate
il fuoco. La "Quds Press", che monitora le violazioni israeliane, ha
dichiarato che, durante questo periodo, Israele ha sparato contro i
palestinesi più di 915 volte ed ha colpito quartieri residenziali in
più di 1500 occasioni. Gli assalti dei coloni ebrei contro palestinesi
disarmati ammontano a 167 mentre le autorità di occupazione hanno
confiscato oltre 32.000 dunum di terra palestinese ed hanno consegnato
notifiche per il sequestro di 10.000 altri. Inoltre, le truppe
d'occupazione hanno violato dozzine di case palestinesi, bloccato i
viaggiatori ai valichi internazionali e proseguito nella costruzione
dell'illegale Muro di apartheid.

Dopo l'uccisione di un membro di
Hamas, Israele lancia un missile su alcuni palestinesi a Khan Yunis
(18 maggio)
Le forze d'occupazione israeliane
hanno assassinato un palestinese e ne hanno ferito un altro in maniera
gravissima mediante un attacco missilistico nella striscia di Gaza,
infliggendo un altro duro colpo alla fragile tregua osservata dalle
fazioni della resistenza palestinese.
Una fonte militare israeliana ha dichiarato che un missile ha colpito
un gruppo di attivisti del gruppo Hamas nell'area di Khan Yunis "pochi
minuti prima che venissero lanciati colpi di mortaio contro un vicino
insediamento israeliano", secondo fonti dell'occupazione.
Fonti mediche palestinesi hanno confermato che il 24enne Ahmad Shahwan
ha perso entrambe le gambe ed un braccio nell'attacco. Le Brigate
Ezzedin al-Qassam, braccio militare di Hamas, hanno confermato che
sono stati sparati cinque colpi di mortaio contro le colonie illegali
di Morag e di Neve Dekalim per vendicare l'assassinio di uno dei suoi
membri da parte di Israele nella giornata di ieri. L'uomo era stato
ucciso dalle truppe d'occupazione in periferia del campo profughi di
Rafah, a sud della striscia di Gaza. Dopo l'uccisione di ieri, Hamas
aveva emanato un comunicato, in cui ammoniva il premier israeliano
Sharon che "la sicurezza di cui state godendo in questi giorni non
durerà ancora per molto se continueranno le aggressioni contro il
nostro popolo".
Dopo il raid aereo di oggi, il portavoce di Hamas a Gaza, Sami Abu
Zuhri, ha dichiarato che "il popolo palestinese non resterà quieto di
fronte alle criminali escalation di Israele". Evitando di dichiarare
terminata la tregua, Abu Zuhri ha semplicemente detto che "il nostro
popolo sa come difendersi".

Fatti che meritano di essere
citati

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