Al di là dei muri e
della propaganda
di Ramzy Baroud
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Difficilmente può sfuggire l'eco di trionfo nelle parole del portavoce personale di Ariel Sharon, Ranaan Gissin alcuni giorni fa. Commentando un attacco kamikaze che aveva ucciso 10 israeliani a Gerusalemme, Gissin esortò: "Questo attacco terroristico e' la migliore motivazione che possiamo usare per difendere il sacro diritto di Israele ad esercitare l'auto-difesa". Il piuttosto eloquente portavoce del primo ministro israeliano usò il cruento attacco a Gerusalemme per dare inizio ad una massiccia campagna di propaganda, che aveva come obiettivo l'Europa e gli Stati Uniti.
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La campagna mira a difendere l'azione unilaterale di Israele di costruzione di un muro che penetra profondamente entro i Territori Occupati, annettendo gran parte di quello che i palestinesi speravano potesse essere parte del loro futuro stato. Temendo un decreto potenzialmente imbarazzante da parte della Corte Internazionale di Giustizia sulla legalità del muro israeliano, il Gabinetto israeliano ha dichiarato solennemente di sfidare la stessa competenza "legale" della corte di decretare su tale soggetto. |
La sfida e' stata seguita dalla promessa di iniziare una "ramificata campagna informativa che verrà condotta parallelamente al procedimento legale".
Ed ora, quindi, "l'attacco nel pullman giustifica la barriera in Cisgiordania", ha scritto l'AFP, citando Gissin. Non c'e' bisogno di rimarcare che gli attacchi kamikaze sono funzionali agli interessi di Israele, in parte grazie alla sbilanciata e decontestualizzata copertura da parte dei media negli Stati Uniti e, un po' meno, in Europa. Sembra che solo i palestinesi colpiscano i civili "nel cuore delle loro città". Il numero molto più alto di palestinesi occupati ed oppressi uccisi da Israele e' giustificato sventolando la bandiera dell' "auto-difesa".
Proprio il giorno prima dell'attacco a Gerusalemme, le forze d'occupazione israeliane avevano ucciso 13 palestinesi, la maggior parte dei quali civili disarmati. Molti dei 13 assassinati di Gaza furono sparati da distanza ravvicinata, secondo le testimonianze dei medici. Tra i feriti, vi era un bambino di 11 anni, con l'occhio sinistro completamente spappolato dal proiettile di un cecchino. Le casualità palestinesi, diversamente da quanto avviene per quelle israeliane, furono immediatamente divise per categorie dai media, una trovata che viene usata spesso per attenuare la repulsione verso le trasgressioni israeliane.
Alcune delle vittime palestinesi erano "militanti" appartenenti al "Jihad Islami", un "gruppo radicale palestinese" che persegue "la distruzione di Israele" e così via. L'aggressione israeliana viene in questo modo oscurata, per diventare semplicemente una necessità immanente, non una scelta. Molto raramente gli attacchi kamikaze palestinesi vengono razionalizzati mediante il fatto che essi, quasi sempre, rappresentano una risposta alle molto più calcolate aggressioni condotte da Israele, come il raid a Gaza. Solo Israele può giustificare la sua disumanità, i suoi crimini ed i suoi assassini. E quando il vento non soffia come Israele vorrebbe, vi e' subito un incontro di Gabinetto, una dichiarazione alla stampa e la decisione di lanciare "una campagna informativa" in occidente. Tutto ciò che a Israele serve per mantenere in vita - nella mente del pubblico - la sua "superiorità morale" sui palestinesi.
Ma cos'altro Israele non e' riuscito a mettere fuori nel difendere la sua barriera di separazione? Il muro non e', naturalmente, eretto lungo le frontiere del 1967, né e' stato concepito per difendere il confine di Israele. Il suo tracciato fraudolento e circolare fagocita una significativa percentuale della Cisgiordania, molte città e villaggi e migliaia di persone. Se l'idea era quella di proteggere Israele, perché derubare i palestinesi della loro terra, nel processo? Se l'obiettivo era difendere gli israeliani, perché collocarli nel cuore della Cisgiordania e di Gaza, rendendoli "coloni" della terra rubata ai palestinesi, la cui oppressione e violenza genera spesso una risposta? Un onesto sguardo alla situazione conferma che Israele sta semplicemente sfruttando la disperata resistenza palestinese per realizzare i suoi obiettivi territoriali nei Territori Occupati, annettendo lentamente la gran parte della Cisgiordania, di Gerusalemme e di Gaza.
Nel contempo, manca un fronte arabo unitario che possa o sia in grado di esercitare eguali pressioni sugli USA per il loro supporto di Israele.
Il futuro resta dunque deprimente, con una realtà sul terreno che resta immutata: una Autorità palestinese incompetente e, francamente, irrilevante, le solite azioni manipolative di Israele e un governo americano totalmente sbilanciato, il cui unico obiettivo sembra essere quello di marginalizzare ulteriormente i palestinesi e appoggiare la politica di Sharon. L'attacco kamikaze di Gerusalemme e' stata una tragedia, provocata dall'ugualmente tragica carneficina di Gaza. La tragedia maggiore, tuttavia, e' quella di sfruttare il bagno di sangue per ragioni politiche, come opportunità per auto-giustificarsi e per condurre un altro round di propaganda invece che per comprendere che l'oppressione e la violenza genera sempre una risposta violenta, non importa quanto gigantesco sia il muro di separazione israeliano e quanto ramificata la sua campagna di propaganda possa essere.
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traduzione
a cura di www.arabcomint.com
da "Palestine Chronicle"