L'attacco all'Iraq:
Un
altro capitolo del terrorismo occidentale
di John Pilger

L'invasione dell'Iraq e' stata "organizzata mediante bugie", dice il nuovo primo ministro spagnolo. Ci sono ancora dubbi su ciò? Eppure queste bugie già ampiamente dimostrate dominano ancora in Australia. Un giorno dopo l'altro, i suoi perpetratori cercano di offuscare la verità e di giustificare un attacco illegale e non provocato che ha ucciso almeno 10.000 civili, una cifra confermata la scorsa settimana da Amnesty International.
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Paragoniamo questa carneficina all'atrocità di Madrid. Nonostante si sia trattato di un terribile atto di terrorismo, esso e' una minuzia se paragonato al terrorismo inflitto dalla "coalizione" guidata dagli USA. Sì, terrorismo. Anche se sembra strano questo termine se applicato alle azioni dei "nostri" governi. Siamo così saturi, noi in occidente, della diabolicità dei tiranni del Terzo Mondo (la maggior parte dei quali sono il prodotto dell'imperialismo occidentale) da aver perso il senso dell'enormità del crimine commesso nel nostro nome. Non si tratta di retorica. Nel 1946, i giudici che processarono la leadership tedesca a Norimberga definirono l'invasione non provocata di un paese sovrano "il crimine di guerra supremo". Questo principio ha guidato oltre mezzo secolo di legge internazionale, fino a che non e' stato rivoltato da Bush, Blair e Howard, i quali hanno coperto di bugie la loo azione. A Washington, uno dei più anziani analisti della CIA ed amico di George Bush padre, Ray MacGovern, mi ha detto: "Si trattava di una sciarada al 95%. E lo sapevano tutti: Bush, Blair ed Howard". |
Le vere motivazioni di tutto ciò vengono soppresse in Australi, mentre le ultime bugie sono trasmesse ed amplificate da giornalisti che ostentano un "dibattito" nazionale simulato. Non mi riferisco alle consuete dichiarazioni parrocchiali dell'estrema destra, ma a quei giornalisti televisivi che credono sinceramente di essere obiettivi. Quando ad una voce dissidente come la mia, che rappresenta l'opinione della maggioranza degli australiani, e' consentita una fugace apparizione sulla ABC TV, le ridicole proteste scatenate il giorno dopo dal ministro degli esteri, dal vice primo ministro e dalla loro corte di media asserviti, sottolineano la rarità di un dibattito genuino sui media australiani. Qualsiasi opinione espressa in TV perpetua l'ortodossia secondo cui l'invasione dell'Iraq era necessaria. Chiudendo il dibattito nazionale entro i limiti ed i cliché del mendace potere, i giornalisti si dimostrano ampiamente collusi con esso, praticando una censura per omissione.
Hanno mai espresso la considerazione che la stessa nozione di "guerra al terrorismo" e' assurda dal momento che il potere di Washington che dichiara di combattere il terrorismo ha governato un impero di terrorismo, dall'Indonesia al Vietnam, alla Cambogia, al Laos, al Cile, al Salvador, Nicaragua ed ora nuovamente Haiti? Al confronto, al-Qaida e' una mosca letale. Il vero pericolo mondiale consiste nella rampante superpotenza e dove essa colpirà tra breve: Corea, Siria, Iran, Cuba, Venezuela o Cina?
Mentre i prigionieri cominciano ad arrivare a casa dal campo di concentramento USA di Guantanamo, la grandezza del crimine emerge. Ora sappiamo che il comando militare britannico si rifiutò virtualmente di inviare truppe in Iraq fino a che Blair non garantì loro che non sarebbero stati processati dalla Corte Criminale Internazionale appena costituita. La garanzia di Blair non ha valore. E ciò spaventa sia l'establishment britannico che quello australiano. A differenza degli USA, i due paesi sono firmatari della CCI.
I tempi stanno cambiando; i processi-farsa dei dittatori del Terzo Mondo, manipolati da Washington, stanno lasciando il posto alle promesse, per quanto tenui, di giustizia universale; e il banco degli imputati aspetta quegli occidentali che hanno inflitto terrorismo di massa a paesi lontani, per poi stare a guardare mentre esso ci esplode in faccia. Come "al-Qaida", non dovrebbero farla franca.
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traduzione a cura di www.arabcomint.com
da SMH.com