Anatomia di un oltraggio
di Ramzy Baroud
The Palestine Chronicle

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Possiamo solo immaginare il terrificante oltraggio
che avrebbero manifestato i leaders mondiali ed i media se una serie di
attentati palestinesi avesse colpito una città israeliana ed in meno di
quattro giorni avesse ucciso 60 persone e ferito centinaia, la maggior parte
dei quali civili innocenti.
Neppure il più aperto degli esperti dei media si sarebbe sognato di giustificare il crimine, neppure il più lucido dei funzionari di governo avrebbe osato razionalizzare l'orgia di carne e sangue fatta di corpi smembrati, alcuni così orribilmente da farti desiderare la loro morte per il loro bene.
Che repulsione, che insensibilità se la Fox News avesse deciso di inondare i suoi incolpevoli spettatori di "esperti di terrorismo" compiaciuti di sé, che avessero descritto le "procedure chirurgiche" seguite dagli attentatori palestinesi, il cui intento era quello puro e semplice di colpire alcuni ufficiali dell'esercito israeliano accusati di minacciare la vita dei civili palestinesi.
Immaginate l'orrore sui visi impolverati, mentre i pompieri si ammassano in uno stretto viottolo di Tel Aviv per spegnere l'incendio di case, negozi ed auto scoperchiate, mentre i medici, troppo occupati a mettere insieme i corpi a pezzi, sperano freneticamente di riscattare i pochi sopravvissuti.
Chi oserebbe, in un momento come questo, tentare di contestualizzare il massacro: "I palestinesi stanno rispondendo all'uso dei missili israeliani che avevano ucciso due membri della resistenza il giorno prima". E, mentre gli israeliani combattono con le lacrime e con una rabbia crescente, con gli occhi fissi al sanguinoso spettacolo mostrato dagli schermi TV, sentono che la Casa Bianca si e' rifiutata di condannare l'atrocità. Ugualmente oltraggioso, no?
A sua volta, il Dipartimento di Stato si mostra comprensivo verso le premesse di base dei combattenti di Hamas, ma li invita a "prendere ogni misura per assicurarsi che sia utilizzata solo una forza proporzionata a contrastare la minaccia da essi affrontata".
Per sfuggire
alla disumanità ed alla insensibilità dei dirigenti americani, cambiano canale
e questa volta il segretario generale dell'ONU Kofi Annan a leggere la sua
dichiarazione sul massacro.
E Annan chiede meramente ai perpetratori - che continuano a minacciare di
non finirla - di fare il possibile per evitare vittime civili, ricordando loro i
rischi che le loro azioni possono avere sul "processo di pace".
Persino i tradizionali amici di Israele in occidente sembrano non curarsene. Al contrario, i loro media si mostrano simpatetici solo alle ragioni di Hamas, permettendo ai suoi dirigenti di usufruire di ampi spazi di propaganda e per continuare ad inviare minacce e messaggi di ammonimento agli sfortunati israeliani: "Se non vi pentite, abbiamo ancora molto altro in serbo per voi".
In effetti, Hamas ha dato alla sua operazione il nome in codice "Giorni del Pentimento": I media occidentali ripetono pappagallescamente il nome in codice, con malcelato compiacimento.
E quando due israeliani trovano il modo per infiltrarsi lungo la frontiera di Gaza per distrarre l'attenzione di Hamas dal massacro in corso, ciò diventa l'occasione d'oro che i media allineati a quelli degli USA attendevano per giustificare il massacro in retrospettiva : "Questo e' esattamente il tipo di minaccia che Hamas sta cercando di contrastare", tuonano alcuni cosiddetti "esperti di terrorismo di stato" in tono auto-vendicativo.
Per assicurarsi che l'americano medio non si ponga domande morali sul perché stiano colpendo in maniera così dura, i palestinesi hanno scatenato i loro apologeti e lobbisti in tutta Washington DC, facendo pressioni ancora maggiori sul già fin troppo accondiscendente governo USA. Infatti questa accozzaglia di persone sono già riuscite ad indurre il presidente a riconoscere "il diritto di Hamas a difendersi". Circolano voci che il presidente stia mettendo a tacere la sua coscienza ancor più in questi giorni di campagna elettorale, per timore di perdere i finanziamenti da parte di Hamas.
Invece di mettere immediatamente fine all'aggressione di Hamas, l'Autorità palestinese decide invece di approfittare del caos e di approvare un piano volto a spostare il confine di Gaza nove miglia entro il territorio israeliano, così da creare una zona cuscinetto.
E cosa accadrebbe se l' "esercito palestinese" non fosse mai incriminato per crimini di guerra ed i suoi membri conducessero vite e carriere comode, senza essere considerati responsabili, senza essere condannati, neppure verbalmente? Ancora di più, cosa accadrebbe se essi venissero giudicati eroi da premiare con medaglie per la loro condotta?
Naturalmente non e' accaduto nulla di tutto ciò. In effetti e' accaduto l'antitesi. In un piccolo campo profughi chiamato Jabalia, il potente esercito israeliano ha commesso uno dei suoi peggiori crimini di guerra durante i quattro anni di rivolta palestinese, con la speranza di espandere di qualche miglio i suoi confini a sud, spingendo il milione di abitanti di Gaza in una prigione-ghetto virtuale. Ma immaginate solo se l'immagine fosse rovesciata. La nostra umanità ci permetterebbe ancora di essere oltraggiati in uguale maniera, di chiedere ed aspettare giustizia? La risposta tocca a voi darla.
Per quanto mi riguarda, sono un palestinese, cresciuto nel ghetto di Gaza e non ho bisogno di invertire l'immagine per capire. L'oltraggio fa parte della mia anatomia.
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a cura di www.arabcomint.com