Arabi, attenti: il cavallo di Troia e' tra voi
di Raff Ellis -YellowTimes

 

 

Si potrebbe pensare che gli arabi, rammentando gli ultimi 100 anni di storia, siano leggermente prudenti rispetto alle intenzioni occidentali, mentre si fanno coinvolgere nella "guerra al terrorismo". In quella che appare come una reincarnazione da brivido del vecchio Impero britannico, gli USA stanno stabilendo una presenza militare in terre in cui precedentemente non ve n'era. Dal 1990, sono state costituite basi militari a Gibuti, Yemen, Oman, Qatar, United Arab Emirates, Kuwait, Bahrain e Arabia Saudita. Un'impresa notevole, considerato il rampante anti-americanismo che si suppone sia presente nel mondo arabo.

Indubbiamente, sono state fatte delle promesse, dal momento che, nel mondo geo-politico d'oggi, tutto ha un costo, di certo anche le basi per azioni militari. Gli arabi dovrebbero ricordare che molti trattati e promesse fatte dagli occidentali non sono stati onorati, per i mediorientali come per i pellerossa. Inoltre, mantenere la parola data non e' un punto di forza ne' degli USA ne' del loro alleato, la Gran Bretagna. Non c'e' bisogno di molte spiegazioni per dimostrare questo punto.

Intorno al 1916, i britannici, promettendo l'indipendenza agli arabi, li persuaderono alla rivolta contro i turchi ottomani. Ma, ancora prima che la lotta fosse cominciata, Inghilterra e Francia si incontrarono segretamente per spartirsi l'area come bottino di guerra. La ricompensa degli arabi per aver assistito le Grandi Potenze nella lotta vittoriosa contro l'impero Ottomano furono 30 anni di dominio coloniale da parte di Francia e Gran Bretagna. Gli interessi delle potenze coloniali determinarono confini e permisero l'installazione e la rimozione di governi fantoccio, selezionati sulla base dell'obbedienza servile, specie nei paesi del Golfo. Il nazionalismo arabo avrebbe dovuto aspettare, poiche' la democrazia sbandierata dai conquistatori non si applicava ai loro alleati in tempo di guerra.

Durante il periodo tra le due guerre, l'Impero britannico comincio' a declinare. Cio' fu largamente dovuto alle aspirazioni nazionaliste scoppiate nei paesi mandatari, alle disparita' economiche ed alle discriminazioni operate dagli occupanti e dagli stenditori di tappeti che li seguivano. Ironicamente, l'Iraq fu la prima nazione mediorientale sotto mandato britannico ad ottenere l'indipendenza, nel 1932. Dico "ironicamente" perche', con l'attuale schema delle cose, potrebbe essere la prima a perdere quella certa indipendenza guadagnata allora.

Nel periodo seguente l'indipendenza dell'Iraq, furono fatte concessioni ad altri paesi che culminarono con l'abbandono della Palestina al suo destino, nel 1948, che segno' l'ultimo atto della lunga tragi-commedia del Governo Britannico.

Uno dei paralleli piu' interessanti tra ieri ed oggi e' la richiesta di assistenza araba in una guerra che e' totalmente condotta per gli interessi occidentali. Bisogna chiedersi cosa e' stato promesso agli arabi, stavolta. Dal momento che nessuna delle parti coinvolte ne parla, possiamo fare delle ipotesi attendibili su quali possano essere state le richieste. Considerando cio' che ognuno dei paesi coinvlti potrebbe volere, si arrivera' ad una giusta supposizione degli obiettivi.

Nel caso di Gibuti e Yemen, e' facile comprendere che gli aiuti economici sono una facile esca per dei paesi poverissimi. Stare in fila ad aspettare gli aiuti esteri lanciati dagli USA e' sempre stato irresistibile per i paesi poveri, e l'America puo' ottenere molto dalle nazioni impoverite a cui mostri un po' di banconote.

Per gli altri, cioe' i paesi relativamente prosperi del Golfo, c'e' un'unica preoccupazione costante - la sopravvivenza dei loro governanti. Dall'11 settembre, molti regimi mediorientali sono stati ampiamente criticati sulle pagine della stampa americana, accusati di "sponsorizzare il terrorismo": Arabia Saudita, Siria, Egitto ed Iraq furono presi di mira dalla lobby israeliana con numerosi articoli negativi sulla natura autocratica dei loro regimi. Regimi che devono la loro nascita e la loro sopravvivenza alle potenze occidentali.

Sebbene alcuni "pundits" desidererebbero vedere la fine di questi governi, le teste pensanti sanno che questo non e' possibile, per adesso. Dunque, e' certo che gli USA hanno garantito a questi regimi assistenza nel reprimere qualsiasi rivolta interna, almeno fino a quando non siano stati realizzati gli obiettivi prefissati. Senza dubbio e' stato loro assicurato che le truppe americane sul suolo patrio servono proprio per questo tipo di intervento.

Ma serviranno davvero? L'Arabia Saudita ha gia' promesso che non importa come Israele trattera' i palestinesi: essa non ripetera' l'avventura del boicottaggio petrolifero del 1973. Credo che gli sia stato detto che un'azione del genere avrebbe conseguenze pericolose: e' stata forse la voce degli estremisti di Washington che invitavano gli USA a sequestrare i campi petroliferi sauditi ad ottenere questa passivita'?

Dunque i paesi arabi sono stati totalmente neutralizzati ed hanno capitolato all'occidente. Il potente Oz ha parlato, ma cosa accadra' quando l'Iraq sara' costretto alla resa totale, presumibilmente a marzo? E' chiaro che "la guerra al terrorismo", per funzionare, deve mantenere il pianeta in uno stato di pressione costante. Dopo l'Afghanistan, e' toccato all'Iraq. Chi sara' il prossimo? L'OPEC sara' demolito e, una volta che i giacimenti petroliferi iracheni saranno nelle mani "giuste", l'Arabia Saudita e l'Iran saranno i prossimi bocconi ambiti.

Si possono solo immaginare gli incontri clandestini tra il nostro governo filo-israeliano ed i suoi amici in Israele. Come gli infami accordi Sykes-Picot che tradirono gli arabi nel 1916, vi sono accordi segreti Bush-Sharon che ripeteranno l'infausta impresa nel 2003. C'e' da scommetterci.

Dunque, arabi, attenti! Una volta realizzato il progetto di assicurare la supremazia israeliana mediante la sconfitta dell'Iraq, il cavallo di Troia aprira' il suo ventre e riversera' un assalto volto a sconfiggere il resto dei suoi nemici. Quale sara', allora, il beneficio di tutte le promesse fatte?

Governo americano, eccoci!

traduzione a cura di www.arabcomint.com
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