LA POLITICA DELL`ASSASSINIO

L'eliminazione di stampo mafioso, da parte di Israele, degli oppositori al SUO "processo di pace". Una pratica illegale e brutale, iniziata nel 1948 e mai terminata!

Israele, dal 1948 ad oggi, ha fatto largamente uso della politica "dell`assassinio mirato", cioe` dell`eliminazione fisica di tutti coloro che si oppongono al suo tentativo di stroncare definitivamente il popolo palestinese. Questa pratica e` ormai ampiamente consolidata e legittimata a livello internazionale. Chiunque sia sospettato di dare fastidio viene brutalmente liquidato, talvolta per mezzo di asettici agenti del Mossad, talvolta mediante bombardamento dell`obiettivo. In questo modo sono stati eliminati tutti i capi storici della resistenza palestinese, da Abu Jihad   ad oggi. Vittima di questa politica fu anche il primo inviato ONU in Medioriente, Conte Folke Bernadotte, svedese, eliminato con un suo collaboratore da un commando dell'Irgun, tra i cui membri figurava l'ex-primo ministro israeliano Yitzak Shamir. Dal 1948 ad oggi, praticamente tutti (o quasi) i leaders della resistenza sono stati eliminati allo stesso modo e, insieme ad essi, una larga fetta di giovani combattenti per la liberta', la potenziale elite palestinese.

Ecco nel 1962 il terrorismo ebraico scatenarsi in Egitto, Svizzera e Germania contro quegli scienziati tedeschi che hanno accettato di collaborare con Nasser. Il 4 gennaio 1978, Said Hamman, rappresentante dell'OLP in Gran Bretagna e' freddato nel suo ufficio londinese. Nello stesso anno vengono eliminati altri dirigenti palestinesi, il 15 giugno nel Kuwait e il 3 agosto a Parigi.

La politica dell`assassinio di stato miete vittime all'estero anche nel 1972, con l` "affare Lillehammer", allorche`, ad Oslo, agenti del Mossad uccidono per sbaglio un cameriere maghrebino invece della vittima palestinese designata.

Il 1979 vede altri leaders palestinesi cadere a Beirut, a Cannes ed ancora a Parigi.
Il 1 giugno 1981 Naim Khader e' falciato da una raffica di mitra nel centro di Bruxelles; il 10 aprile 1983 Issam Sartawi, consigliere politico di Arafat, e' assassinato in Portogallo. Nel 1986, il 10 giugno ed il 21 ottobre, e' Atene che vede insanguinate le sue strade. Il 14 febbraio 1988 saltano in aria a Cipro altri tre esponenti dell'OLP.
Ecco, nel giugno 1981, la distruzione "preventiva" della centrale nucleare irachena di Tamuz, compiuta da aerei "sconosciuti". Segue il raid terroristico dell'aeronautica ebraica contro la Tunisia. Il 16 aprile 1988, il territorio tunisino viene nuovamente violato, con l'assassinio di Abu Jihad, responsabile dell'OLP per i Territori occupati, nella sua casa, di notte, davanti a moglie e figli.

Abu Jihad, uno dei piu` amati leader della lotta di liberazione nazionale viene ucciso a Tunisi da un commando di agenti del Mossad armati di mitragliette con silenziatore, che penetrano nella sua casa e lo freddano con perizia e abilita'.   Odeh, un attivista per i diritti umani e  giornalista palestinese in esilio, e' fatto saltare in aria da bombe collocate dal servizio segreto israeliano nella sua macchina. Le bombe tranciano di netto le gambe di Odeh, che muore dissanguato.

Nel 1989 e' rapito a Beirut Abdul Karim Obeid, capo degli Hezbollah.

Il 16 febbraio 1992 elicotteri israeliani bombardano l`automobile di Abbas Musawi, leader palestinese in Libano, uccidendo lui, sua moglie ed il figlioletto. Hani Abed viene assassinato nel 1994.

Mahmud al Khawaja, attivista palestinese per i diritti civili, membro del Programma per i rifugiati dell`UNRWA, viene assassinato nel 1995, mentre si reca al lavoro, da due uomini armati di pistole con silenziatore.

Nel 1996, Yitzak Rabin ordina l`eliminazione del dottor Fathi Shikaki, a Malta. Shikaki, capo dell`Organizzazione Jihad Islamica, era stato deportato da Gaza a Damasco dove viveva dal 1991. L`assassinio di Khalid Mish`al, non riuscito per la tempestivitą` dei soccorsi, viene ordinato da Netahyahu a Danny Yatom, capo del Mossad, e ha luogo ad Amman, con l`ausilio di gas letali. L'assassinio di Yahya Ayyash, ordinato da Peres, costano a quest`ultimo le elezioni. La politica dell'omicidio continua con l'assassinio efferato di Shaker Hassona, avvenuto nel gennaio del 2001. Il giovane attivista viene brutalmente assassinato, ed il suo cadavere sottoposto a scempio, mentre i coloni israeliani si complimentano con gli assassini.(Vedi immagini)

Yahya Ayyash, l' "ingegnere". Ricordiamo il suo coraggio e l'amore per la patria!

Mas'ud Hussein Ayyad, leader di Fatah, viene centrato e ridotto in pezzi da missili sparati da elicotteri israeliani.
Durante quest'ultima intifada, sono quasi 100 i leaders politici ed attivisti palestinesi "eliminati" da Israele: tra essi, i piu' noti sono Abu Ali Mustafa, leader politico del FPLP, ucciso da due precisi missili israeliani mentre era seduto alla scrivania del suo ufficio di Ramallah, Abu Hnud e Ra'ed al-Karmi, tra i piu' amati leaders della resistenza, Jihad Jibril, figlio del leader palestinese Ahmad Jibril, assassinato da un'autobomba a Beirut. Jihad Jibril era il dirigente del FPLP nei Territori occupati.

Come si vede, l'assassinio degli oppositori politici resta l'arma preferita d'Israele, il suo asso nella manica per stroncare la legittima lotta dei palestinesi contro l'oppressione.

Non deve stupire, dunque, che il popolo palestinese, stanco di attendere un intervento dall'esterno che mettesse fine all'assassinio impunito dei civili e dei suoi leaders, all'esproprio, alle demolizioni, all'occupazione ed alla prepotenza, abbia deciso, con la forza disperata di chi non ha piu' nulla da perdere, di scavalcare, con l'intifada, le dirigenze ufficiali e di passare all'azione per tentare di rendere impossibile, sul proprio suolo, la vita dell'occupante.

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