ASSEDIO AL GHETTO DI GAZA
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UN DEPUTATO EBREO INGLESE DENUNCIA
di Pino Cabras - Megachip
L’aggettivo antisemita è il
grande silenziatore contro chi si oppone ai pericoli
scatenati dal bellicismo israeliano di oggi. Che impressione
vedere Gianfranco Fini e Maurizio Gasparri, gli eredi di
Salò, pontificare contro l’antisemitismo. O leggere il
resoconto di un quotidiano grondante di umori fascisti sulla
manifestazione nazionale a difesa dei palestinesi del 17
gennaio con il titolo cubitale «Dàgli agli ebrei». Ma dove
viviamo?
Vi propongo perciò la traduzione integrale del discorso
parlamentare pronunciato il 15 gennaio 2009 dal deputato
britannico Gerald Kaufman, durante un dibattito in cui
nessuno avrebbe mai potuto trovare argomenti da opporgli. È
una denuncia breve, durissima e lucidissima, della condotta
del governo israeliano, con argomenti di grande valore
politico e documentale, segnati da una inattaccabilità
biografica formidabile (cosa che non potremmo dire del
nostro attuale presidente della Camera).
Qualcuno recapiti questo testo anche a quei deputati del PD
sinora sdraiatisi sui comunicati dello Stato Maggiore
israeliano, per illustrare loro la possibilità di assumere
posizioni a schiena dritta.
Video su Youtube:
http://it.youtube.com/watch?v=qMGuYjt6CP8
Testo tradotto in italiano:
Gerald
Kaufman, deputato laburista. 15 gennaio
2009.
Sono stato cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista.
Su una mensola in cucina c’era una scatola di latta per il
Fondo nazionale ebraico,
dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a
costruire una presenza ebraica in Palestina.
Sono andato la prima volta in Israele nel 1961 e v i sono
stato innumerevoli volte. Ho avuto familiari in Israele e ho
amici in Israele. Uno di essi ha combattuto nelle guerre del
1956, 1967 e 1973 ed è stato ferito in due di esse. Il
distintivo che indosso viene da una decorazione sul campo a
lui insignita, che mi ha regalato.
Ho conosciuto la maggior parte dei primi ministri di
Israele, a partire dal Primo ministro fondatore David
Ben-Gurion. Golda Meir era mia amica, così come lo è stato
Yigal Allon, vice primo ministro, che, da generale,
conquistò il Negev per Israele nella guerra del 1948 per
l’indipendenza.
I miei genitori vennero in Gran Bretagna come rifugiati
provenienti dalla Polonia. La maggior parte dei loro
familiari sono stati in seguito uccisi dai nazisti
nell’olocausto. Mia nonna era a letto malata, quando i
nazisti giunsero alla sua città natale, Staszow. Un soldato
tedesco la uccise sparandole nel suo letto.
Mia nonna non è morta per fornire la copertura ai soldati
israeliani che ammazzano le nonne palestinesi a Gaza.
L'attuale governo israeliano sfrutta spietatamente e
cinicamente il continuo senso di colpa tra i gentili per la
strage degli ebrei nell’olocausto per giustificare la sua
uccisione di palestinesi. L'implicazione è che la vita degli
ebrei sia preziosa, ma la vita dei palestinesi non conti.
Su Sky News pochi giorni fa, al portavoce dell'esercito
israeliano, il Maggiore Leibovich, è stato chiesto in merito
all’uccisione da parte israeliana di, in quel momento, 800
palestinesi (il totale è ora di 1000). Ha risposto
all’istante che «500 di questi erano militanti».
Questa era la risposta di un nazista. Suppongo che gli ebrei
che lottavano per la loro vita nel ghetto di Varsavia
avrebbero potuto essere denigrati in quanto militanti.
Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, afferma
che il suo governo non avrà rapporti con Hamas, perché sono
terroristi. Il padre di Tzipi Livni era Eitan Livni, il capo
delle operazioni dell’organizzazione terroristica
Irgun Zvai Leumi,
che ha organizzato l’attentato esplosivo dell’Hotel King
David di Gerusalemme, in cui perirono 91 vittime, di cui
quattro ebrei.
Israele è stato partorito dal terrorismo ebraico. Terroristi
ebraici impiccarono due sergenti britannici e fecero
esplodere i loro cadaveri. Irgun, insieme con la banda
terrorista Stern, nel 1948 massacrò 254 palestinesi nel
villaggio di
Deir Yassin.
Oggi, gli attuale governanti israeliani indicano che
sarebbero disposti, in circostanze per loro accettabili, a
negoziare con il presidente palestinese Abbas, di al-Fatah.
È troppo tardi per farlo. Essi avrebbero potuto negoziare
con il precedente leader di al-Fatah, Yasser Arafat, che era
un mio amico. Invece, lo assediarono in un bunker a Ramallah,
dove lo visitai. A causa dei fallimenti di al-Fatah, a
partire dalla morte di Arafat, Hamas ha vinto le elezioni
palestinesi nel 2006. Hamas è una organizzazione
sgradevolissima, ma è stata democraticamente eletta, ed è
quel che passa il convento. Il boicottaggio di Hamas, anche
da parte del nostro governo, è stato un errore colpevole,
dal quale sono derivate terribili conseguenze.
Il grande ministro degli Esteri israeliano Abba Eban, con il
quale ho fatto campagna per la pace da molte tribune, ha
dichiarato: «Fate la pace se parlate con i vostri nemici.»
Per quanti palestinesi gli israeliani possano uccidere a
Gaza, non possono risolvere questo problema esistenziale con
mezzi militari. Quando e qualora i combattimenti finissero,
ci sarebbero ancora un milione e mezzo di palestinesi a Gaza
e altri due milioni e mezzo in Cisgiordania. Essi sono
trattati alla stregua di immondizia da parte degli
israeliani, con centinaia di blocchi stradali e con gli
orrendi abitatori degli insediamenti ebraici illegali che li
molestano. Verrà il momento, non molto lontano da ora, in
cui supereranno la popolazione ebraica in Israele.
È giunto il momento per il nostro governo di render chiaro
al governo israeliano che la sua condotta e la sua politica
sono inaccettabili, e di imporre un divieto totale di
esportare armi a Israele. È l’ora della pace, ma la pace
vera, non la soluzione attraverso il soggiogamento che è il
vero obiettivo degli israeliani, ma che è impossibile per
loro da raggiungere. Essi non sono semplicemente dei
criminali di guerra, sono stupidi.
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Appello degli ebrei Inglesi per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele
Il testo che segue è stato pubblicato come lettera sul
Guardian del 10 gennaio 2009 ed è visibile sul sito
della Monthly Review http://mrzine.monthlyreview.org/
Noi firmatari siamo tutti di origine ebraica. Quando abbiamo visto la morte e i corpi insanguinati dei bambini, il taglio dell'acqua, dell'elettricità e del cibo, ci è tornato in mente l'assedio del ghetto di Varsavia. Quando Dov Weisglass, consigliere del primo ministro israeliano Ehud Olmert, ha parlato di mettere gli abitanti di Gaza "a dieta" e il viceministro della Difesa, Matan Vilnai, ha detto che i Palestinesi avrebbero sperimentato "una Shoah più grande", ci hanno ricordato il governatore generale Hans Frank nella Polonia occupata dai nazisti, che parlava di "morte per fame".
La vera ragione
dell'attacco a Gaza è che la volontà di Israele è quella
di accordarsi solo con i quisling palestinesi.
Il maggior crimine di Hamas non è il terrorismo ma il
suo rifiuto di accettare di diventare una pedina nelle
mani del regime di occupazione israeliana in Palestina.
La decisione del mese scorso del Consiglio dell'Unione
Europea di incrementare le relazioni con Israele, senza
alcuna condizione specifica sui diritti umani, ha
ulteriormente incoraggiato l'aggressione israeliana. Il
tempo per pacificare Israele è passato da molto. Come
primo passo, la Gran Bretagna deve ritirare il suo
ambasciatore da Israele e, come con l'apartheid in Sud
Africa, impegnarsi in un programma di boicottaggio,
disinvestimento e sanzioni.
Ben Birnberg, Prof Haim Bresheeth, Deborah Fink, Bella
Freud, Tony Greenstein, Abe Hayeem, Prof Adah Kay,
Yehudit Keshet, Dr Les Levidow, Prof Yosefa Loshitzky,
Prof Moshe Machover, Miriam Margolyes, Prof Jonathan
Rosenhead, Seymour Alexander, Martin Birnstingl, Ruth
Clark, Judith Cravitz, Mike Cushman, Angela Dale, Merav
Devere, Greg Dropkin, Angela Eden, Sarah Ferner, Alf
Filer, Mark Findlay, Sylvia Finzi, Tessa van Gelderen,
Claire Glasman, Ruth Hall, Adrian Hart, Alain Hertzmann,
Rosamene Hayeem, Anna Hellmann, Selma James, Riva Joffe,
Yael Kahn, Michael Kalmanovitz, Ros Kane, Mark Krantz,
Bernice Laschinger, Pam Laurance, Beryl Maizels, Helen
Marks, Martine Miel, Diana Neslen, O Neumann, Susan
Pashkoff, Hon. Juliet Peston, Renate Prince, Roland
Rance, Sheila Robin, Ossi Ron, Manfred Ropschitz, John
Rose, Leon Rosselson, Michael Sackin, Ian Saville,
Amanda Sebestyen, Sam Semoff, Prof. Ludi Simpson, Viv
Stein, Inbar Tamari, Ruth Tenne, Norman Traub, Eve
Turner, Tirza Waisel, Karl Walinets, Renee Walinets,
Stanley Walinets, Philip Ward, Naomi Wimborne-Idrissi,
Ruth Williams, Jay Woolrich, Ben Young, Myk Zeitlin,
Androulla Zucker, John Zucker