Baghdad cade.
Il presidente Bush invia un sentito ramo d'olivo all'orgogliosa popolazione irachena di eunuchi appena liberati, prossimamente cristiani e zeppi di petrolio.
Discorso radio del presidente al popolo iracheno

 

Buon giorno, popolo del Texraq. Vi parla il vostro superiore liberatore bianco. Per favore, interrompete la vostra anarchica orgia di saccheggi e incendi per qualche minuto e godetevi un lussurioso bagno sonico con la mia magnificenza monosillabe.

Oggi vi ho disinteressatamente liberati dal regime di Saddam Hussein e dal peso della gestione delle vostre ricchezze, sostituendolo con il mio vellutato pugno di ferro della liberta'. E, al tempo stesso, dovreste ringraziarmi per aver spedito migliaia dei vostri parenti ed amici a vedere che e' Gesu', non Allahammed, quello che spinge i pulsanti in Paradiso. Mi piacerebbe, dunque, ricevere qualche parola di gratitudine in piu' dalle vostre schiene piegate dall'umiliazione.

In primo luogo, vorrei ringraziarvi per aver accettato la realta'. Quell' "orgoglio" di cui avete dato prova nei primi giorni di questa crociata non e' stato solo momentaneamente imbarazzante per me, e' stato anche permanentemente fatale sia per voi che per le nonne dietro cui vi riparavate. In tutta onesta', non e' mai stata mia intenzione sterminarvi tutti - solo coloro che non avrebbero accettato le gioie della liberta'. Abbiamo bisogno che la maggior parte di voi resti viva. Voglio dire, chi portera' le tavole per tutti i prodighi pranzi societari USA che, presto, spunteranno in tutta Baghdad? Certo, potremmo trasportare li' qualche messicano - ma l'utilizzo della gente del luogo inietta un certo sapore regionale.

In secondo luogo, voglio ringraziare i deturpatori delle statue tra voi. Quando comporremo il PB&J della Liberta', ci ricorderemo del loro opportunistico lecchinaggio. Guardarvi alla TV ha reso Laura e me estremamente fieri di essere i neo-eletti Imperatore ed Imperatrice del Mondo Arabiaco. La maniera in cui siete riusciti a racimolare 500 persone in una citta' grande quanto Los Angeles, farle esultare cosi' telegenicamente mentre i miei marines tiravano giu' la statua di Saddam all'ombra dell'hotel in cui il Pentagono aveva piazzato tutti i reporters e tutte le telecamere e' stupefacente. Ben fatto. Perche' la gente, qui negli USA, ha completamente dimenticato che non abbiamo avuto ancora tempo di sistemare, e poi di "scoprire", nessuna di quelle vecchie armi di distruzione di massa che il mio papa' regalo' a Saddam.

Terzo, un grosso urra' a quelli tra voi che portavano fiori. La vostra foto scintillera' durante la mia campagna del 2004, e le teste di cuoio delle mie forze d'occupazione apprezzano il gesto. Vi raccomando pero' di non fare movimenti improvvisi o essi vi schiacceranno il cranio cosi' in fretta che il vostro cervello apparira' come una porzione di babaganush a pezzi.

Quarto, non dimentichero' la splendida coreografia di una bandiera americana, per la prima volta non bruciata, che sventola, e la folla di gente in lacrime; io ritenevo piangesse per isteria d'amore verso di me, ma, forse, pensava al suo futuro incerto, al suo caotico presente, al suo passato fatto di miserabili corpi sparpagliati.

Pensando al futuro, mentre voi festeggiate la vostra sanguinolenta liberta' brindando allegramente con acqua contaminata da feci, e' sottinteso che l'America sara' con voi nel lungo cammino. I nostri eserciti di missionari compassionevoli sono gia' in marcia, e non vedono l'ora di intrattenere sbilanciate relazioni finanziarie con i vostri popoli lieti di essere conquistati e impazienti di diventare cristiani.

Meritate di vivere vite libere e colonizzate, senza le minacce dei vostri vicini Siria ed Iran. E alle prossime elezioni del 2004, tra due anni, resta sottinteso che ci saremo gia' liberati di almeno uno di quei babbei. Chi diavolo governa la Siria, dite Condi al-Asad? Lasciate che la nostra gente della Fox News cominci a fare dei documentari giusti ed imparziali su quel pezzo di m*. Ma sto facendo una digressione.

Per concludere, voglio che voi irachizoidi sappiate che l'America rispettera' le vostre grandi risorse naturali sotterranee, la cui abbondanza ed infiammabilita' sono necessarie ai nostri futuri collegati. Installeremo un governo che sembri rappresentativo e che protegga i diritti e gli interessi dei contribuenti finanziari della mia campagna elettorale e che, tra un decennio, vi governera' senza darvi l'impressione di essere una sussidiaria della Arbusto Energy.

Presto tutti gli arabi potranno bere Budweiser e Jack Daniels, riempirsi la bocca di fette e fette di delizioso Wonder Bread supervitaminizzato e sognare il tempo in cui i loro figli ed i figli dei loro figli si trasformeranno felicemente negli obesi ed incontinenti automi del Nuovo Ordine Mondiale di Bush.

Grazie, e Dio benedica l'America.

traduzione a cura di www.arabcomint.com
da
www.whitehouse.org