BIR ZEIT, CAMPUS RIVOLUZIONARIO
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L' Universita' di Bir Zeit proclama con orgoglio la sua posizione di "prima istituzione di educazione superiore ad essere stata fondata in Palestina", e, nel corso dei martoriati anni della diaspora palestinese e della lotta di liberazione nazionale e' diventata uno dei simboli della resistenza palestinese.
C'e' dunque risentimento ed anche collera per il fatto che il campus universitario e' divenuto l'ultimo obiettivo del tentativo dell'esercito israeliano di strangolare i territori occupati.
Qualche tempo fa, durante la notte, I bulldozers israeliani hanno scavato due trincee sulla strada che collega l'Universita' alla citta' palestinese di Ramallah. Oltre alle trincee, le autorita' universitarie denunciano il taglio delle linee telefoniche e dei tubi che riforniscono d'acqua il campus. Questa, comunque, non e' la prima volta in cui l'istituzione diviene l'oggetto di misure repressive. Nella sua storia, Bir Zeit ha vissuto molti drammi e tragedie e questa va solo ad aggiungersi alle altre.
Come molte universita' nel mondo, Bir Zeit, che fu fondata come scuola elementare nel 1924, e' un focolaio di attivismo politico. Dopo l'occupazione militare israeliana seguita alla guerra del 1967, Bir Zeit e' stata chiusa per 15 volte nel corso di 25 anni. A causa di cio', gli studenti sono costretti a frequentare classi e corsi clandestini, dilatando fino a 10 anni I normali 4 anni di corso.
La chiusura piu' lunga si verifico' nel gennaio del 1988, al culmine della prima intifada palestinese, quando l'Universita' fu chiusa, con decreto militare, per 51 mesi, riaprendo nel tardo 1992.
Gli studenti di Bir Zeit, estremamente politicizzati, accolsero con scetticismo gli accordi di Oslo ed il cosiddetto "processo di pace" israelo-palestinese. Con gli accordi, infatti, l'Universita' restava comunque sotto il controllo degli occupanti israeliani e, per gli studenti ed I loro docenti, la vita continuava con difficolta'. Vivere sotto occupazione per gli studenti continuava a significare continui checkpoints israeliani lungo tutte le strade d'accesso all'Universita', occasionali intrusioni dell'esercito d'occupazione nel campus, limitazione della liberta' d'insegnamento da parte dei docenti e di frequenza da parte degli studenti. Molto spesso gli universitari di Gaza erano completamente tagliati fuori dall'area di Bir Zeit, a causa della chiusura dei territori e dei coprifuoco.
| Per molti dei suoi ammiratori, l'Universita' di Bir Zeit rappresenta la Palestina ideale ed agognata, diversa da cio' che oggi rappresentano i simboli dell'autorita' palestinese di Yasser Arafat. Il famoso accademico palestinese-americano Edward Said, in un articolo del 1988, ha scritto che il campus di Bir Zeit rappresenta il luogo ideale per lo scambio di idee, "cosa che semplicemente non esiste in altre parti del mondo arabo". Egli ritiene che l'istituzione sia "straordinariamente destinata" a favorire gli sforzi palestinesi di costruire una societa' civile e a "proteggerli dal tentativo americano ed israeliano di trasformare i palestinesi in pellerossa". |
L'albero d'olivo, simbolo della resistenza palestinese e simbolo dell'Universita' di Bir Zeit |
Questo ruolo guida richiede alti costi: le autorita' universitarie affermano che le dimostrazioni sono costate la vite ad almeno 15 studenti di Bir Zeit, uccisi dai militari israeliani durante la recente rivolta contro l'occupazione, mentre altre decine sono detenuti senza processo nelle carceri israeliane, e molti altri ancora sono stati illegalmente deportati dalla loro terra. Almeno cento studenti furono arrestati nel febbraio del 2000, alcuni mesi prima dello scoppio della seconda intifada, in seguito alla visita del primo ministro francese, Lionel Jospin, accolto turbolentamente dagli studenti che egli aveva definito "terroristi". Alcuni dei docenti di Bir Zeit furono rilasciati solo dopo l'inizio di uno sciopero della fame da parte dei loro colleghi. Bir Zeit ricorda il massacro di diversi studenti e il ferimento e l'arresto di centinaia di altri quando, alcuni decenni fa, le truppe d'occupazione sioniste, penetrate nel campus universitario, stroncarono nel sangue lo sciopero dei giovani contro l'occupazione militare della Palestina.
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Il campus e' stato costruito con le donazioni di ricchi palestinesi |
In tutta la West Bank operano cinque Universita'. Tra queste, l'Universita' di Betlemme, considerata uno dei massimi focolai di attivismo politico - in misura non minore di quello di Bir Zeit - e una delle fortezze del "Fronte Democratico per la liberazione della Palestina". A Betlemme, pero', a causa dell'appoggio del Vaticano, l'esercito d'occupazione si comporta con un po' piu' di "umanita'", almeno fino alla prima intifada dell' '87. Oggi, tutte le istituzioni scolastiche condividono lo stesso triste destino delle citta' e dei villaggi della Cisgiordania occupata: strangolamento economico da parte dell'esercito, repressione sanguinosa, violenza. Nel caso delle universita', chiusure a tempo indeterminato, detenzione amministrativa di presidi e docenti, censura sui testi di studio, deportazione degli studenti attivisti, negazione dei piu' elementari diritti dell'uomo. Questa e' oggi la situazione nella Palestina occupata. |