Cari amati di Sabra e Shatila ...
Sono cresciuto portando quella memoria vicina al mio cuore. Sapevo che SAbra e Shatila non era il primo dei crimini commessi contro il mio popolo. Il tempo mi ha insegnato che non era neanche l'ultimo. Ma Sabra e Shatila resta il simbolo della disumanita' dei nostri tormentatori ed il simbolo della nostra dedizione alla terra che ci ha plasmato, simbolo di resistenza ed insistenza nel non voler svanire. Siete usciti dalle
rovine delle vostre case distrutte per essere testimoni
di quel momento di orrore, quel momento critico che
definisce chi voi siete fino ad oggi, e, insieme a voi,
definisce l'apatia di questo mondo ingiusto. Ma tutti sono restati inerti.
Mi angoscia pensare a quello che avete provato mentre sentivate i soldati passare da una casa all'altra. Avvicinarsi alle vostre. Puo' qualcuno, a parte coloro che hanno vissuto quell'incubo, immaginare la voce e le urla dei bambini mentre vengono massacrati? Per vent'anni, chiusi nei vostri campi profughi e nei vostri incubi, poveri e disperati, troppo vicini alle fosse comuni in cui furono interrati i vostri cari in tutta fretta, e troppo vicini a quella Palestina cui anelate, avete implorato giustizia. Sono passati vent'anni, fratelli miei, e liberta', giustizia e ritorno sono ancora parole scritte su carta. Abbiamo appena finito di commemorare il massacro che avete vissuto, e il nostro popolo in Cisgiordania e' sottoposto a mortali coprifuoco, e il nostro popolo a Gaza e' imprigionato, circondato da filo spinato e da soldati crudeli. Perche' vi ricordo come se il massacro fosse stato commesso ieri? E' perche' i vostri assassini sono ancora liberi, e conducono nuove guerre, nuovi massacri? O e' perche' e' la memoria che alimenta la nostra resistenza, che fa sopravvivere in noi la fiamma del nostro sacrosanto diritto al ritorno? Da quando ero bambino, ho commemorato l'anniversario del vostro massacro scrivendo piccoli poemi ed ora scrivo un articolo per convogliare ad altri il ricordo della vostra angoscia. Ho firmato ogni petizione per incriminare Sharon. Ho scritto alle Nazioni Unite, alla Casa Bianca, al governo belga, ai gruppi per la difesa dei diritti umani, a tutti coloro che, per un secondo, ho ritenuto in grado di poter difendere la vostra causa. Aspetto ancora di ricevere una risposta. Cosi', questa volta ho deciso di scrivere a voi, solo per dirvi: "Cari amati, non vi dimentichero' mai, perche', se lo facessi, avrei rinnegato me stesso e la mia umanita', avrei abbandonato il mio, ed il vostro, diritto al ritorno". |