Caro
Ayatollah
di Gabriel Ash
Ad occidente, lei ha Israele, una potenza nucleare con ambizioni imperiali e pronta, con feroce nonchalance, a fare polpette di civili (non deve credermi sulla parola, basta chiedere ai suoi amici in Libano). La valigetta nucleare di Israele e' nelle mani di generali che soffrono di attacchi periodici di schizofrenia paranoide. I sintomi includono l'ossessione che Adolf Hitler si nasconda a Gaza travestito da ragazzino di dieci anni, la paura che il segretario di stato Colin Powell stia cercando di innestare delle microchips sul retro del loro collo, ed una fede incrollabile nel fatto che Dio sia un invisibile agente immobiliare che comunica con loro per telepatia. Come se il rifugio nucleare per pazzi creato in Palestina non fosse abbastanza, lei si e' appena guadagnato un nuovo vicino al di la' del deserto, gli Stati Uniti. Questo nuovo vicino di casa e' il solo paese ad aver utilizzato armi nucleari, vaporizzando due citta' giapponesi - Nagasaki ed Hiroshima - quando il Giappone aveva gia' comunicato la sua intenzione di arrendersi. Immagini cosa sarebbe capace di fare un paese del genere con le armi nucleari se la vittoria dipendesse dal loro uso. Solo per fare maggiore chiarezza, l'attuale amministrazione ha ufficialmente annunciato di essere pronta ad usare armi nucleari contro paesi non nucleari in una guerra convenzionale, ed il Congresso USA ha appena autorizzato lo sviluppo di piccoli ordigni nucleari "tattici". Un paio di bombe la proteggeranno da Paul Wolfowitz e Shaul Mofaz molto piu' di qualsiasi trattato di non proliferazione al mondo - i trattati sono buoni quanto la credibilita' di coloro che li firmano. Se ancora ha dei dubbi, si domandi chi sta meglio oggi, il disarmato Saddam, che fece cio' che le Nazioni Unite gli avevano chiesto di fare e smantello' il suo programma nucleare, o l'eccentrico relitto della Corea del Nord, che va a dormire ogni sera con un missile pronto sotto il cuscino. Spero che lei non condivida i sentimenti del suo poeticamente ispirato collega indiano sul fatto che le armi nucleari accrescano la virilita'. Credo che tali volgari esternazioni non facciano parte del suo bagaglio. Spero invece che, come me, anche lei ritenga che vivremmo tutti meglio in un mondo senza armi nucleari. Ma non vi e' scelta. Fino a che gli USA si terranno stretti i loro arsenali e continueranno a sviluppare armamenti sempre nuovi, qualche bomba in mano sua terra' alla larga l'asse del male Wolfowitz-Sharon. Ho tuttavia
dei consigli per lei: parli con accondiscendenza. Il botta e risposta da
lei ingaggiato con gli USA puo' farla sentire meglio, ma non la aiutera'. Cosa puo' farci? Gli USA sono una terrificante superpotenza. Nessun esercito puo' fermarli. Wolfowitz, Perle e Rumsfeld non hanno paura di lei, qualunque cosa lei faccia. La potenza nucleare puo' aiutare, e molto, ma la sola potenza che gli USA hanno imparato a temere e' il potere del popolo, un potere che i think tanks di Washington sono costituzionalmente incapaci di comprendere. E' questo il potere che ha sconfitto gli USA in Vietnam. E' questo il potere che fa strappare i capelli dalla frustrazione a George Bush per la Palestina. Il miglior deterrente dell'Iran contro gli USA e' l'unita' e la determinazione del popolo. Lei vuole che questo potere la segua, ma non sara' cosi' se gli iraniani non saranno convinti del fatto che gli USA sono gli spacconi. Il potere del popolo non puņ essere estorto. Dunque, metta da parte la retorica e lasci che il Pentagono mostri le sue zanne. Parlando del potere, c'e' qualcos'altro che vorrei dirle. Lei ha accusato gli USA di fomentare le dimostrazioni studentesche delle ultime settimane. Per quello che mi riguarda, mi oppongo con tutte le mie forze ai colpi di stato indotti dalla CIA, come quello che rovescio' Mossadeq nel 1953. Sono anche contro i "cambi di regime" provocati dai missili tomahawk. Ma credo che ritenere gli studenti manovrati dagli USA sia un attacco di paranoia da parte sua. Gli studenti di Teheran sono scesi in piazza a causa sua. Lei si definisce il leader dell'Iran, ma, insieme al Consiglio dei Guardiani, seguite il flusso del popolo iraniano, non lo determinate. Nel 1979, rovesciaste una tirannia che gli USA vi imposero per 23 anni e l'avete sostituita con un nuovo stato poliziesco. Cio' ha nutrito lo scontento popolare. Gli iraniani sono motivati dalla liberta'*, non dalla vuota retorica dell'imperatore Bush. Potra' credere che la liberta' sia un concetto americano, ed in cio' vi e' un punto di contatto tra lei e la Casa Bianca, ma, ovviamente, siete in errore entrambi, poiche' la liberta' non e' occidentale, ne' orientale, ne' settentrionale ne' meridionale; e' universale, e parte dall'interno di ciascuno di noi. Essa appartiene a qualsiasi religione, qualsiasi credenza e qualsiasi nazionalita'. Dunque gli USA non possono esportarla. Possono esportare roba come Coca Cola, la quale puo' falsamente essere pubblicizzata come simbolo di liberta' , mentre si tratta solo di una sciocca bibita al bicarbonato. Lei sa cos'e' la liberta'. E' non dover temere nulla e non dover prendere ordini. Ed e' cio' che gli studenti di Teheran vogliono. Gli USA hanno una visione per l'Iran. E' la visione di un vasto mercato da sfruttare, di risorse naturali da saccheggiare, di una posizione strategica che connette Europa, Russia, Medioriente ed Asia sud-orientale e garantisce il pieno movimento per le operazioni di egemonia americana, e di una popolazione che puo' essere facilmente ignorata o manovrata da uomini forti. Se questa visione le fa paura, faccia molta attenzione: la possibilita' che ha l'Iran di frustrare i piani americani di ridurre il suo paese ad una colonia USA dipende dal potere di questi studenti, dal potere del popolo iraniano. Se vuole aiutarli, gli venga incontro. Ostacolandoli, sara' lei a porre le basi per una nuova era coloniale degli USA in Iran. Crede che io sia matto? Guardi pure al suo confine occidentale. Qual'e' stato il contributo di quel grande nazionalista di Saddam Hussein alla causa della liberta' araba? Ma, se lei insiste nel battibecco sul supporto USA ai dissidenti, credo di conoscere la perfetta vendetta per lei. Anche in America vi sono dissidenti. Anch'essi vogliono liberta', democrazia, responsabilita', trasparenza, elezioni oneste, buttar giu' lo stato poliziesco eccetera. Essi sono una spina nel fianco della Casa Bianca proprio come le dimostrazioni studentesche sono una spina nel suo fianco. Perche' non ci aiuta?
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*In realta', le proteste studentesche sono iniziate contro un progetto di privatizzazione delle Universita' non condiviso da molti studenti, ndt
traduzione a cura di www.arabcomint.com