CARO "PACIFISTA" ISRAELIANO
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Nel mio lavoro,
cerco di ricordarmi costantemente di "mantenere la
calma", di non prendere le cose in maniera personale
e di fare in modo che le emozioni personali non
interferiscano troppo con cio' che scrivo. Cerco di
seguire sempre queste linee guida, ma spesso non riesco.
Gli eventi che si succedono nella mia terra, la Palestina,
sono troppo personali per poter essere descritti come
fossi un "outsider", troppo emotivi per poter
essere assorbiti con freddezza, troppo tragici perche'
non spezzino il cuore. Anche il tuo messaggio segue la
stessa linea, per cui chiedo scusa se "perdero' il
sangue freddo", ma non posso esimermi dal rispondere. Il messaggio inizia con un'asserzione che e' gia' stata abbondantemente ripetuta dall'establishment militare israeliano e cioe' che "il governo ha aperto un fronte militare contro le organizzazioni terroristiche palestinesi responsabili di gravi attacchi contro innocenti civili israeliani". |
Questa asserzione potrebbe essere fatta dal portavoce del Likud, non da un membro prominente del partito Meretz. Bisogna tuttavia correggere questa falsita', non importa da chi sia stata detta.
C'e' bisogno di ricordare che il "fronte militare" che descrivi e' stato, in realta', una guerra contro una popolazione civile? I palestinesi, come ogni altra nazione al mondo, devono difendersi dalle aggressioni straniere, combattere per le loro case, lottare con ogni mezzo necessario quando vedono le proprie abitazioni demolite dai bulldozers con i loro familiari all'interno.
E' sorprendente, per me, che un israeliano tutto sommato consapevole dell'illegalita' della devastante occupazione della terra palestinese, possa decidere quali siano i termini ed il livello di resistenza che i palestinesi debbano usare per non essere etichettati come "organizzazioni terroristiche".
"Lo stato d'Israele ha il diritto di proteggere i suoi cittadini e le sue frontiere dai terroristi e dalle loro azioni illegali", dici. Pensavo che il "movimento pacifista" israeliano fosse maturato abbastanza da non percepire localita' come Jenin, Tulkarem e Nablus come entita' situate entro i confini di Israele. Non c'e' bisogno di sottolineare, mio caro "pacifista", che commettere crimini di guerra e genocidio nei campi profughi non puo' essere considerato come "difesa dei propri civili".
| Che il Meretz
abbia deciso di adottare la filosofia di Sharon e' un
fatto che non mi coglie impreparato, poiche' ho imparato
ad aspettarmi ben poco sia dal Meretz che da qualsiasi
altro in Israele. Speravo solo che qualche israeliano
fosse coraggioso abbastanza da chiedersi: cosa abbiamo
fatto per spingere alla disperazione giovani uomini e
donne? Quanto orribile e' stata la nostra occupazione per
fare si' che una nazione esploda? Ma, ovviamente, 54 anni
dopo, siete ancora consumati dalla retorica: commettete
omicidi e vi aspettate che la vostra vittima esali il suo
ultimo respiro tranquillamente ed educatamente. Infine, il grande shock: "Non ho dubbi sul fatto che non vi sia stato alcun massacro a Genin", hai scritto. Non e' stato certo il modo in cui hai scritto "jenin" che mi ha infastidito, ma piuttosto, il tuo tentativo di nascondere un crimine di guerra confermato da centinaia di testimoni oculari, da dichiarazioni fatte da visitatori internazionali, membri dell'ONU ed attivisti per i diritti umani. |
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E, semmai avessi
dimenticato quello che hai scritto, te lo ricordero':
"La disciplina principale e' uno dei principi basilari dell'IDF
ed e' ben noto sia ai riservisti che a noi, ex-soldati. Secondo
tale disciplina, i soldati saranno meticolosi nell'ubbidire
soltanto ad ordini legali, mentre si asterranno dall'obbedire ad
ordini manifestamente illegali".
E continui: "Non credete che io sia un ingenuo. Non possiamo negare che ci sono stati casi in cui l'IDF ha colpito civili palestinesi, ma essi sanno che i loro atti sono illegali. E' chiaro che, tra un gruppo che obbedisce alla legge vi e' sempre qualche individuo che la viola. Ma state pur certi che, quando questi atti diventano noti, i colpevoli vengono severamente puniti".
Affermando
cio', ritieni certamente che i tuoi lettori siano degli
ingenui. E, inoltre, a
quali processi, a quali severe punizioni ti riferisci?
Credi che la multa di un cent comminata ad un soldato
israeliano per aver ucciso un bambino ad Hebron o l'imposizione
di un "servizio a favore della comunita'" ad un
colono che sfascio' il cranio del piccolo Hilmi Shusha
siano "severe punizioni"? |
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Ma temo, amico mio, che tu viva ancora, come la maggioranza degli israeliani, in quell'atmosfera di "negazione" che vi ha condotti a questo primo disastro.
Mentre conservi nella mente le asserzioni sulla "disciplina" dell'esercito israeliano a Jenin, per favore ricordati anche di queste affermazioni, fatte non da "gruppi terroristici", sicche' non e' tanto facile snobbarle.
L'inviato delle N.U.
Terjie Roed-Larsen, nel vedere le orribili distruzioni di massa a
Jenin, disse: "Questo e' un orrore al di la' di ogni
immaginazione". Descrisse l'evento come "una macchia
che restera' indelebile nella storia di Israele".
"Credo di parlare a nome di tutta la delegazione delle
Nazioni Unite dicendo che siamo sconvolti. Sembra che ci sia
stato un terremoto, e dovunque vi e' odore di morte". Roed-Larsen
evidenzio' il fatto che certamente vi erano molti corpi in
decomposizione sotto le macerie.
Aggiunse inoltre: "Trovo
assolutamente e totalmente inaccettabile che una potenza
occupante mantenga il coprifuoco e infligga sofferenze quotidiane
alla popolazione civile".
Ovviamente, secondo te, e' possibile che quel terremoto di cui
parlava Roed-Larsen sia stato causato da "quei pochi casi di
soldati israeliani che colpiscono i civili palestinesi pur
sapendo di fare un atto illegale". Credi che Roed-Larsen
potra' cambiare testimonianza, quando si rendera' conto che la
demolizione di 800 case, le rovine, i corpi e l'odore di morte
erano parte della "disciplina principale del tuo esercito"?
Ne dubito.
Nel caso in cui, per
magia, Roed-Larsen finisse per essere considerato "anti-semita",
cosa dici dell'affermazione di Peter Hansen, capo dell'UNRWA, che
ha anche operato nei Balcani?
"Io ed i miei colleghi lavoriamo da anni in situazioni di
crisi, ma non abbiamo mai sperimentato una tale mancanza di
collaborazione come quella sperimentata in Israele. E' al di la'
di ogni umana decenza impedire l'accesso ai campi di cibo, acqua
ed autoambulanze, come accade qui".
Hansen ha affermato che i soldati hanno persino distrutto una
clinica dell'ONU nel campo. Insieme ad altro, sono state
distrutte tutte le dosi di vaccino contenute nei depositi.
Si e' detto scosso da cio' che ha visto: "Oggi ho visto
corpi in decomposizione spuntar fuori, qua e la'. Uno apparteneva
ad un bambino di 10 anni, a giudicare dalla grandezza del suo......".
Credo proprio che l'affermazione di Hansen non si riferisse ai pochi casi in cui soldati indisciplinati disobbediscono ad ordini altamente morali, ma piuttosto all'intero governo e all'intero esercito di Israele. Mentre pensi a come ribaltare l'affermazione di Hansen, credo ti ci vorra' ancora piu' tempo per rispondere ai numerosi rapporti di organizzazioni per i diritti umani, NGO, testimonianze oculari, internazionali, giornalisti e migliaia di foto che mostrano corpi straziati di civili innocenti, fatti a pezzi, insieme alle loro case, dai missili del tuo disciplinato esercito.
"Nessuna telecamera e' grande abbastanza da riprendere l'immensita' e l'orrore di cio' che e' accaduto nel campo profughi di Jenin. E' molto peggio di cio' che si puo' mostrare alla TV. I corpi sono devastati e la gente scava tra le macerie alla ricerca di pezzi con cui ricomporre i cadaveri dei propri familiari. Ma la maggior parte di essi giace nascosta sotto le macerie", e' stata la memorabile testimonianza di Rory MacMillian, avvocato scozzese e membro di un gruppo di volontari internazionali.
| Forse dirai che
gli uccisi erano "terroristi", ma cosa dici
della storia raccontata da Fatieh Shalabi, 67 anni? "Quando hanno cominciato a bombardare le case, volevamo andare dai nostri parenti. Dunque, andammo tutti a casa di mio fratello, qui accanto. Ci andammo tutti. Poi arrivarono i soldati con i bulldozers ed i carriarmati. Ci dissero di uscire. Mio figlio e' disabile, non sente e si muove sulla sedia a rotelle. Dissi loro che mio figlio era in casa. Mi dissero di gridargli qualcosa per farlo uscire. Gli dissi che era sordo. Cosi' loro cominciarono a demolire la casa con il bulldozer. Io piangevo, sentivo mio figlio urlare. Implorai di farlo uscire. Mi dissero che solo io potevo entrare. Ma io sono una vecchia, non posso prenderlo in braccio per farlo uscire, dissi. Non vollero sentire ragioni. Ho sentito mio figlio urlare ancora un po', poi piu' nulla". |
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Dopo tutto quello che dici, termini la lettera affermando che "non vi e' soluzione militare nel conflitto in atto" e che c'e' bisogno di "tornare al processo di pace".
Mio caro "pacifista"
israeliano. Una volta avrei battuto le mani sentendo queste
parole, ma mi pento di cio' che avrei potuto fare. Spero che le
tue parole non riflettino quelle di tutto il movimento "pacifista".
Se invece lo facessero, allora cosa potremmo mai aspettarci da
Sharon, quando dei presunti pacifisti giustificano crimini di
guerra contro civili innocenti?
Allora, se hai il coraggio di scrivere una tale lettera, quale
sara' la tua attitudine di fronte ad una madre o un padre di
Jenin, che scavano per recuperare ora una mano ora un piede dei
loro figli? Gli parlerai della "disciplina principale"
e dello "spirito" dell'IDF?
Se potessi, sceglierei di considerarti una persona ingenua. Perche', se non lo facessi, dovrei concludere che sei complice nel crimine. Credimi, caro "pacifista": nel tuo caso, l'ingenuita' non e' cosi' offensiva come puoi ritenere.
Ramzy Baroud
traduzione a cura di www.arabcomint.com