COME TI INIZIO UNA RIVOLTA!

![]() |
Per prima cosa, creo grandi aspettative.
Strette di mano sui prati della Casa Bianca, retorica pacifista (Basta con
le guerre. Basta con gli spargimenti di sangue). Elezioni, una bandiera
tutta per loro. Poi incontri segreti, summit, cene, trattative, negoziati
di pace, accordi ad interim, promesse, allettanti miraggi da sventolare
dinanzi ai loro occhi affamati. E ancora strette di mano, ancora
"gesti".
Poi creo una struttura di pace che mi garantisca la superiorita' nei negoziati. Al bando la legge internazionale, gli accordi sui diritti umani, le risoluzioni dell'ONU, arruolo come "mediatore" il mio alleato strategico, la maggiore potenza mondiale, quella che mi rifornisce di armi. |
Poi, mentre parlo di pace a Oslo, Washington, Parigi, Cairo, Wye Plantation, Stoccolma, Amman, Camp David, Sharm al Sheikh, creo "fatti" sul terreno che mi garantiscono il controllo della situazione e che pregiudicano I negoziati stessi.
Dopodiché sfrutto I sette anni trascorsi dalla firma del trattato di Oslo per:
Smembrare la Cisgiordania nelle "aree A, B, C", dando all'Autorita' palestinese il controllo sul 18% del territorio, mentre il conservo il controllo sul restante 61%; dividere la piccola Striscia di Gaza in "aree gialla, bianca, blu e verde", dando a 6000 coloni il controllo del 40% del territorio e pressando 1.000.000 di palestinesi nel restante 60% e separando completamente Gerusalemme est dalla societa' palestinese;Espropriare 200 kilometri quadrati di territorio adibito a coltivazione e foraggio dai suoi proprietari palestinesi a favore dei miei insediamenti, autostrade ed infrastrutture;
Sradicare 80.000 alberi d'olivo e da frutta che ostacolano I miei progetti di costruzione, impoverendo cosi' I loro proprietari, costretti a diventare forza salariale per il mio mercato del lavoro - purche' abbiano accesso a tale mercato;
Aggiungere 30 nuovi insediamenti, incluse le intere citta' di Kiryat Sefer e Tel Zion, alle dozzine di insediamenti che gia' esistono nei Territori occupati, sui quali conduciamo I negoziati, e costruire 90.000 nuove unita' abitative a Gerusalemme est esclusivamente a vantaggio e per il mio popolo;
Demolire piu' di 1200 case della gente con cui sto negoziando la pace;
Raddoppiare la popolazione dei coloni nelle frontiere del 1967 fino a raggiungere la cifra di 400.000, il 90% dei quali ho gia' deciso che restera' sotto la mia sovranita', nonostante il loro status non sia stato ancora negoziato;
Iniziare la costruzione di 480 km di imponenti autostrade e "by-pass roads" le quali, mentre servono I miei insediamenti, spezzettano il futuro stato dei miei partner di pace in piccoli isolotti discontinui, prevenendo la possibilita' di una economia competitiva da parte loro;
Imporre una "chiusura" permanente in modo da limitare l'ingresso di coloro I quali, dopo che ho preso le loro terre, erano stati impiegati nella mia economia, poiche' ho scoperto che I rumeni e I tailandesi forniscono manodopera piu' a buon mercato e piu' "docile". E, a questo punto, e' anche piu' facile proibire loro di entrare a Gerusalemme, dove sono I loro luoghi sacri;
Sfruttare le loro risorse naturali, prendendo, unilateralmente ed illegalmente, ad esempio, il 25% dell'acqua che serve ai miei cittadini dalle loro falde acquifere, lasciandoli a secco per mesi interi;
Vandalizzare il loro territorio ed ambiente, seppellendo la loro storia sotto I massicci insediamenti e le autostrade, e trasformandoli in deposito per I miei rifiuti urbani ed industriali.
Dopo di cio', basta aspettare che la mia occupazione sia divenuta irreversibile ed avviluppante, finche' non abbia integrato le due economie sotto il mio controllo, la rete elettrica, le autostrade e le infrastrutture urbane, finche' non abbia completamente assorbito l'economia e la societa' del mio "partner" nelle mie.
Allora annuncio che il mio concetto di pace e' "separazione", chiudo I miei vicini nei loro pochi, piccoli isolotti, portando loro via ogni residua speranza in un futuro migliore, in una loro patria ed in una identita'.
Continuo a rafforzare il controllo, a restringere il loro spazio vitale, ad umiliarli e tormentarli - fino a che, alla fine, vera ciliegina sulla torta, invio un criminale di guerra come Ariel Sharon, il nostro bravo e prode Arik, a sbeffeggiare I palestinesi passeggiando nella "loro" Gerusalemme est, nei "loro" luoghi sacri, e resto in attesa. La loro "rivolta" non tardera'.
E, allora, raccontero' al mondo la mia storia: come ho cercato di negoziare, come sono stato "generoso", quanto desideravo la pace, e quanto sono deluso dal loro comportamento. E come "essi" mi hanno ringraziato tirandomi pietre, poiche' non sono partner di pace, e non sono "ancora pronti" per la pace.
Quindi, poiche' essi non smettono la violenza contro di me e non ritornano al quel tavolo di trattative che mi ha accordato cosi' tanti privilegi, io faccio ricorso alla forza - forza difensiva, ovviamente, poiche' "essi" sono gli aggressori. E uso tutto cio' che possiedo, le piu' innovative armi americane, I missili, la chiusura dei territori fino alla fame, la distruzione di migliaia di acri di terreno agricolo, la demolizione di centinaia di abitazioni … fino a che "essi" afferrano il messaggio. Firmato: I GOVERNI D'ISRAELE (Quelli di destra o di sinistra, non cambia. Tanto, sono tutti uguali).
