Piu' che un concorso di bellezza, e' stato un massacro

 

 

Gli schiavi della Nigeria non vengono piu' venduti: lo e' il suo petrolio. Negli anni '70, la gigantesca nazione africana fu riconosciuta come uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo. I cacciatori di teste tornarono ...
Politici e media nigeriani ed esteri stanno lamentando la rilocazione del concorso di Miss Mondo da Abuja, capitale nigeriana, a Londra. La morte di centinaia di nigeriani, cristiani e musulmani, uccisi in massima parte dalle forze governative, causata dal controverso evento, ha suscitato poca empatia, risposta tipica alle tragedie umane che da secoli si verficano in quella travagliata parte di mondo.

La tragedia nella citta' di Kaduna, ed i sanguinosi scontri che dal nord si sono propagati fino alla capitale, non era una mera reazione irrazionale ad un gesto "offensivo", che mirava ad incorporare la Nigeria nel "mondo civilizzato". L'argomento e' molto piu' complicato, e, in un certo senso, molto piu' razionale.

La Nigeria e' un paese di storia amara, vaste risorse naturali, invasioni straniere e leadership corrotta. Sebbene molte culture abbiano avuto origine in quella parte d'Africa a partire dal 700 avanti Cristo, non si citano culture piu' avanzate se non a partire dal 12-14esimo secolo, quando il paese comincio' ad essere fortemente influenzato dalla presenza islamica a nord. Ma l'espansione naturale di queste culture fu soppressa, nel momento in cui i mercanti di schiavi portoghesi e britannici trovarono nel paese un tesoro nascosto, intorno al 15esimo secolo. Milioni di persone vennero catturate e vendute, per un indefinito numero di anni.

L'aggressione straniera muto' tattica allorche' la Gran Bretagna decise che era tempo di appropriarsi del paese tutt'intero, occupando Lagos nel 1861 ed avanzando da nord a sud, in tutto il paese.

Decenni dopo, nel 1960, i nigeriani celebrarono l'indipendenza, una festa di breve durata, dal momento che, immediatamente dopo, la regione orientale del paese scelse la secessione, dando vita, nel 1967, ad una repubblica autonoma e aprendo una fase cruenta di guerra civile che lascio' sul campo oltre un milione di morti. Gran parte di questi, morirono di fame, mentre il mondo assisteva impassibile allo stesso modo in cui assiste ad altri bagni di sangue, in altre latitudini. IL paese fu riunito, certo, ma il bagno di sangue non e' mai terminato.

Gli schiavi della Nigeria non vengono piu' venduti: lo e' il suo petrolio. Negli anni '70, la gigantesca nazione africana fu riconosciuta come uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo. I cacciatori di teste tornarono, questa volta con la scusa politica di "investire" nella ricchezza appena scoperta nel paese. La Nigeria, formalmente indipendente, si sviluppo' nella classica triade africana: risorse naturali, leaders corrotti e corporazioni multinazionali senza scrupoli. L'equazione era completa per lotte di potere e colpi di stato militari, nonostante che il flusso di petrolio rimaneva stabile e, anzi, si accresceva. I nigeriani, invece, restavano poverissimi. La fame balenava sempre all'orizzonte.

I confini e la struttura politica della Nigeria non furono costruiti rispettando le delimitazioni etniche, tribali e culturali che governano la maggior parte dei paesi africani. La sensibilita' culturale non era certo la caratteristica principale di coloro i quali vedevano nella Nigeria una fonte infinita di schiavi, in passato, o di petrolio attualmente. I leaders corrotti non erano altro che mediatori tra gli investitori stranieri e le riserve petrolifere, mentre la maggior parte della popolazione non partecipava alle ricchezze accumulate ne' beneficiava del benessere che avrebbe dovuto essere usato per migliorare la sua condizione: al contrario vedeva il suo futuro e la sua indipendenza venduti a prezzo salato ai migliori offerenti.

Nel frattempo cresceva l'intolleranza religiosa, non solo a causa della poverta' e della mancanza di istruzione, ma anche perche' la mancanza di una leadership capace e sensibile aveva accresciuto il divario tra le differenti comunita', sette e religioni. La stessa religione non era altro che un giocattolo da manipolare, che ogni golpista vittorioso usava per incitare la folla.

I poveri si nutrono di speranza e simboli. In Nigeria divennero religiosamente appassionati. Dio era diventato l'ultima risorsa di speranza in un contesto di fallimenti. Molti migeriani, musulmani e cristiani, sono poverissimi, fervidamente religiosi e protettivi verso il loro proprio patrimonio e retaggio etnico-culturale. Tali passioni possono degenerare in atti cruenti in un paese cosi' difficile e pressato, in cui ogni comunita' si sente minacciata e messa in pericolo dall'altra.

Solo due anni fa, nella stessa citta' di Kaduna, circa 3000 persone, poverissime, restarono uccise in scontri religiosi tra cristiani e musulmani. Lo stesso episodio sanguinoso si verifico' in altre parti del paese e, ogni volta, il governo riusci' a reprimerlo con la forza, senza fare alcun passo per promuovere conoscenza e tolleranza religiosa e combattere con cognizione le radici dell'odio.

In questa atmosfera politica estremamente sensibile, pervasa da delicatissimi equilibri culturali, nel mese piu' santo dell'anno per i musulmani, il governo nigeriano ha deciso che, aprendo le porte del paese al concorso di Miss Mondo, avrebbe riesumato la fiducia degli investitori stranieri. La decisione non e' stata solo irresponsabile, ma anche patetica, poiche' nessuna "parata di nudita' ", come definita da alcuni nigeriani la manifestazione, avrebbe risolto i profondi disastri del paese.

Un articolo, pubblicato dal quotidiano ThisDay, ha dato fuoco al risentimento, a causa di un commento fuoriluogo ed inopportuuno, soprattutto considerando il contesto generale: "Cosa penserebbe (il profeta) Mohammad? In tutta onesta', riteniamo che si sarebbe scelto una moglie tra le concorrenti". Il sarcastico commento era piu' di quanto necessario per accendere la protesta di piazza, per radere al suolo chiese e moschee e per il dietrofront del governo, per salvare il concorso.

Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno affermato che la maggior parte dei 225 cadaveri rinvenuti, erano stati uccisi da colpi d'arma da fuoco, usate esclusivamente dalle forze governative. Shelu Sani, del Congresso per i Diritti Civili di Kaduna, ha affermato che in un singolo incidente, la polizia ha tirato fuori dalle loro case 15 musulmani, li ha uccisi con un colpo alla testa e ne ha gettato i cadaveri nel fiume vicino. Il massacro nel paese diventera' certamente piu' devastante. Molte famiglie cercano ora la vendetta, il governo ha perso qualsiasi fiducia da parte del popolo, la violenza non ha altri canali in cui riversarsi se non la piazza.

Sarebbe stato molto piu' umano rispettare queste morti cancellando la manifestazione. Ma, dal momento che i 225 uccisi, i 1500 feriti ed i 9000 senzatetto, tutto in soli 4 giorni, sono solo poverissimi individui di un paese allo sbando, per molti la faccenda non sembra poi cosi' grave.

Dal momento che la relazione tra il concorso di Miss Mondo e la degradazione di tutte le donne non sembra piu' essere un argomento pertinente di discussione, non si puo' fare altro che aspettare il 9 dicembre per divertirsi alla manifestazione in un ambiente amichevole. E, dal momento che Miss USA, al momento del suo arrivo all'aeroporto di Londra, ha confessato alla Reuters che "E' meraviglioso essere qui", e dal momento che le altre reginette si sono riprese dallo spavento e sono con la testa alla competizione, non resta che felicitarsi per il "lieto fine".

A Kaduna, intanto, molte famiglie restano in attesa con occhio vigile presso il fiume, sperando che almeno le acque restituiscano i corpi dei loro cari.

In verita', questa tragedia ha poco a che fare con la scarsa sensibilita' nigeriana verso la bellezza femminile. In gioco vi e' il futuro di una comunita' stuprata e demolita da secoli di schiavismo, invasioni straniere, dittature e globalizzazione. Pochi sembrano capirlo, anzi, pochi vogliono capirlo.

 

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