La Nigeria e' un paese di
storia amara, vaste risorse naturali, invasioni
straniere e leadership corrotta. Sebbene molte
culture abbiano avuto origine in quella parte
d'Africa a partire dal 700 avanti Cristo, non si
citano culture piu' avanzate se non a partire dal
12-14esimo secolo, quando il paese comincio' ad
essere fortemente influenzato dalla presenza
islamica a nord. Ma l'espansione naturale di
queste culture fu soppressa, nel momento in cui i
mercanti di schiavi portoghesi e britannici
trovarono nel paese un tesoro nascosto, intorno
al 15esimo secolo. Milioni di persone vennero
catturate e vendute, per un indefinito numero di
anni.
L'aggressione
straniera muto' tattica allorche' la Gran
Bretagna decise che era tempo di appropriarsi del
paese tutt'intero, occupando Lagos nel 1861 ed
avanzando da nord a sud, in tutto il paese.
Decenni dopo,
nel 1960, i nigeriani celebrarono l'indipendenza,
una festa di breve durata, dal momento che,
immediatamente dopo, la regione orientale del
paese scelse la secessione, dando vita, nel 1967,
ad una repubblica autonoma e aprendo una fase
cruenta di guerra civile che lascio' sul campo
oltre un milione di morti. Gran parte di questi,
morirono di fame, mentre il mondo assisteva
impassibile allo stesso modo in cui assiste ad
altri bagni di sangue, in altre latitudini. IL
paese fu riunito, certo, ma il bagno di sangue
non e' mai terminato.
Gli schiavi
della Nigeria non vengono piu' venduti: lo e' il
suo petrolio. Negli anni '70, la gigantesca
nazione africana fu riconosciuta come uno dei
maggiori produttori di petrolio al mondo. I
cacciatori di teste tornarono, questa volta con
la scusa politica di "investire" nella
ricchezza appena scoperta nel paese. La Nigeria,
formalmente indipendente, si sviluppo' nella
classica triade africana: risorse naturali,
leaders corrotti e corporazioni multinazionali
senza scrupoli. L'equazione era completa per
lotte di potere e colpi di stato militari,
nonostante che il flusso di petrolio rimaneva
stabile e, anzi, si accresceva. I nigeriani,
invece, restavano poverissimi. La fame balenava
sempre all'orizzonte.
I confini e la
struttura politica della Nigeria non furono
costruiti rispettando le delimitazioni etniche,
tribali e culturali che governano la maggior
parte dei paesi africani. La sensibilita'
culturale non era certo la caratteristica
principale di coloro i quali vedevano nella
Nigeria una fonte infinita di schiavi, in
passato, o di petrolio attualmente. I leaders
corrotti non erano altro che mediatori tra gli
investitori stranieri e le riserve petrolifere,
mentre la maggior parte della popolazione non
partecipava alle ricchezze accumulate ne'
beneficiava del benessere che avrebbe dovuto
essere usato per migliorare la sua condizione: al
contrario vedeva il suo futuro e la sua
indipendenza venduti a prezzo salato ai migliori
offerenti.
Nel frattempo
cresceva l'intolleranza religiosa, non solo a
causa della poverta' e della mancanza di
istruzione, ma anche perche' la mancanza di una
leadership capace e sensibile aveva accresciuto
il divario tra le differenti comunita', sette e
religioni. La stessa religione non era altro che
un giocattolo da manipolare, che ogni golpista
vittorioso usava per incitare la folla.
I poveri si
nutrono di speranza e simboli. In Nigeria
divennero religiosamente appassionati. Dio era
diventato l'ultima risorsa di speranza in un
contesto di fallimenti. Molti migeriani,
musulmani e cristiani, sono poverissimi,
fervidamente religiosi e protettivi verso il loro
proprio patrimonio e retaggio etnico-culturale.
Tali passioni possono degenerare in atti cruenti
in un paese cosi' difficile e pressato, in cui
ogni comunita' si sente minacciata e messa in
pericolo dall'altra.
Solo due anni
fa, nella stessa citta' di Kaduna, circa 3000
persone, poverissime, restarono uccise in scontri
religiosi tra cristiani e musulmani. Lo stesso
episodio sanguinoso si verifico' in altre parti
del paese e, ogni volta, il governo riusci' a
reprimerlo con la forza, senza fare alcun passo
per promuovere conoscenza e tolleranza religiosa
e combattere con cognizione le radici dell'odio.
In questa
atmosfera politica estremamente sensibile,
pervasa da delicatissimi equilibri culturali, nel
mese piu' santo dell'anno per i musulmani, il
governo nigeriano ha deciso che, aprendo le porte
del paese al concorso di Miss Mondo, avrebbe
riesumato la fiducia degli investitori stranieri.
La decisione non e' stata solo irresponsabile, ma
anche patetica, poiche' nessuna "parata di
nudita' ", come definita da alcuni nigeriani
la manifestazione, avrebbe risolto i profondi
disastri del paese.
Un articolo,
pubblicato dal quotidiano ThisDay, ha dato fuoco
al risentimento, a causa di un commento
fuoriluogo ed inopportuuno, soprattutto
considerando il contesto generale: "Cosa
penserebbe (il profeta) Mohammad? In tutta
onesta', riteniamo che si sarebbe scelto una
moglie tra le concorrenti". Il sarcastico
commento era piu' di quanto necessario per
accendere la protesta di piazza, per radere al
suolo chiese e moschee e per il dietrofront del
governo, per salvare il concorso.
Le
organizzazioni per la difesa dei diritti umani
hanno affermato che la maggior parte dei 225
cadaveri rinvenuti, erano stati uccisi da colpi
d'arma da fuoco, usate esclusivamente dalle forze
governative. Shelu Sani, del Congresso per i
Diritti Civili di Kaduna, ha affermato che in un
singolo incidente, la polizia ha tirato fuori
dalle loro case 15 musulmani, li ha uccisi con un
colpo alla testa e ne ha gettato i cadaveri nel
fiume vicino. Il massacro nel paese diventera'
certamente piu' devastante. Molte famiglie
cercano ora la vendetta, il governo ha perso
qualsiasi fiducia da parte del popolo, la
violenza non ha altri canali in cui riversarsi se
non la piazza.
Sarebbe stato
molto piu' umano rispettare queste morti
cancellando la manifestazione. Ma, dal momento
che i 225 uccisi, i 1500 feriti ed i 9000
senzatetto, tutto in soli 4 giorni, sono solo
poverissimi individui di un paese allo sbando,
per molti la faccenda non sembra poi cosi' grave.
Dal momento che
la relazione tra il concorso di Miss Mondo e la
degradazione di tutte le donne non sembra piu'
essere un argomento pertinente di discussione,
non si puo' fare altro che aspettare il 9
dicembre per divertirsi alla manifestazione in un
ambiente amichevole. E, dal momento che Miss USA,
al momento del suo arrivo all'aeroporto di
Londra, ha confessato alla Reuters che "E'
meraviglioso essere qui", e dal momento che
le altre reginette si sono riprese dallo spavento
e sono con la testa alla competizione, non resta
che felicitarsi per il "lieto fine".
A Kaduna,
intanto, molte famiglie restano in attesa con
occhio vigile presso il fiume, sperando che
almeno le acque restituiscano i corpi dei loro
cari.
In verita',
questa tragedia ha poco a che fare con la scarsa
sensibilita' nigeriana verso la bellezza
femminile. In gioco vi e' il futuro di una
comunita' stuprata e demolita da secoli di
schiavismo, invasioni straniere, dittature e
globalizzazione. Pochi sembrano capirlo, anzi,
pochi vogliono capirlo.
|