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Danny il bianco-azzurro
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Per la mia generazione, il nome di Danny il Rosso, o Daniel Cohn-Bendit, e' collegato indissolubilmente a Parigi ed alla gloriosa rivoluzione del 1968, a La Cinese di Godard e a Zabrisky Point di Antonioni, ai graffiti "e' proibito proibire" nelle università agli hippies dai capelli lunghi, alla marijuana, alle barricate di Parigi e Berkeley ed al dolce vento di libertà che spazzò il continente. Come il suo grande predecessore, la Primavera delle Nazioni del 1848, la rivolta del 1968 fallì, ma trasformò l'Europa e gli USA. Danny il Rosso fu un agitatore della rivoluzione e grande fonte di ispirazione per coloro tra noi che ricercavano libertà ed uguaglianza.
| Sono passati molti anni, e Cohn-Bendit, ora un rispettabile euro-parlamentare del Partito Verde tedesco, e' in visita a Gerusalemme. I tempi sono cambiati ed e' cambiato anche lui (e non certo a causa del suo girovita). Dichiara di non essere né sionista né anti-sionista. Gli ebrei possono vivere anche in Europa: non devono necessariamente trasferirsi in Israele. Supporta la creazione di uno stato palestinese, dice, ed e' contro l'occupazione. Ritiene che anche Sharon sia contro l'occupazione - probabilmente vuole un Israele un po' più grande, ma non tanto grande. Il Muro, seppure disumano, e' una prova delle intenzioni di Sharon di limitare l'espansionismo israeliano. | ![]() |
Racconta dei suoi incontri con i "ragazzi" - i suoi nuovi amici, il partito della Guerra di Washington. Dice che Perle e Wolfowitz gli hanno esposto la loro visione del Medio Oriente. Vogliono dare l'Iraq ad un sovrano hashemita e spingere i palestinesi in Giordania per creare lì uno stato palestinese. A quel punto, Israele otterrà l'intera Palestina. Sono Bolscevichi, dice. "Bolscevichi" e' una bestemmia per il nuovo Danny. Lui ha un piano molto, molto migliore: dare uno stato ai palestinesi e far entrare Israele nella NATO e nell'Unione Europea. Fare in modo che la Russia, la Cina, in pratica tutti, proclamino il loro supporto per lo stato ebraico, la massima ed unica democrazia del Medio Oriente. Se gli americani fossero d'accordo, spiega, lui potrebbe ottenere il supporto europeo per l'occupazione dell'Iraq. Persino coloro che lo ospitano, i sionisti liberali di Peace Now, rabbrividiscono con disagio.
Cohn-Bendit sente di potercela fare. Ha molti successi, alle spalle. Ha promosso lo smembramento della Yugoslavia. Ha supportato i bombardamenti NATO sulla Serbia per ottenerne la sottomissione. Ma la causa d'Israele occupa i suoi maggiori sforzi e tempo. Lui e' fiero che la Germania rifornisca Israele di sottomarini nucleari a spese dei contribuenti tedeschi. "Questo dono e' in espiazione dell'Olocausto", dice l'euro-parlamentare tedesco. Perché l'espiazione più desiderabile dovrebbe essere un milione di potenziali vittime (molto probabilmente arabe)? Non e' preoccupato del fatto che la Siria o l'Iran potrebbero diventare l'obiettivo delle testate nucleari di questi sottomarini? - gli chiedo. No, non si preoccupa. Ma i maniaci omicidi che governano oggi la Terra Santa prendono in considerazione anche l'ipotesi di "portare tutto il mondo all'inferno con loro", secondo le parole di Martin van Creveld, dell'Univesità Ebraica. Incalzo: anche il suo paese potrebbe soffrirne. "Quale paese?", chiede innocentemente Danny. Nato in Francia, ha servito a Bruxelles ed a Strasburgo, ama Israele ed ha dimenticato che rappresenta la Germania. Un ebreo non può amare il suo paese? Sì, se sapesse quale.
Però lui non crede che Israele abbia sempre ragione. A certe condizioni, si può anche criticare Israele. Solo che queste condizioni sono quasi impossibili da realizzare. A marzo dell'anno scorso, un immigrato siriano e membro dell'assemblea di stato della Germania - dello stesso partito di Cohn-Bendit - Jamal Karsli, aveva chiesto che la Germania smettesse di fornire ad Israele armi di distruzione di massa ed aveva parlato della "forte influenza ebraica sui media tedeschi". Cohn-Bendit ed il suo Parteigenossen praticamente linciarono Karsli, accusandolo di anti-semitismo. Il loro attacco fu supportato da Michael Friedman, il "più eloquente portavoce di Israele in Germania" - ciò prima che questo cliente regolare delle prostitute bielorusse fosse arrestato mentre spacciava cocaina.
Non hai qualche scrupolo, gli chiedo, ad evocare l'anti-semitismo come Bush ed Ashcroft, Friedman e Foxman? E' un'attitudine bolscevica, dice. "Si deve avere il coraggio di esprimere un'opinione anche quando questa viene espressa da gente spiacevole". Bravo Danny! Ma perché non ci ha pensato anche quando ha espulso Karsli dal Partito "per aver ripetuto la frottola nazista del controllo ebraico"? Perché questo brillante pensiero non gli ha impedito - né a lui né ad altri ebrei - di fare ricorso perennemente ai Protocolli di Sion come alla loro migliore difesa: se i Protocolli dicono che gli ebrei dovrebbero controllare i media, ipso facto a nessuno e' concesso di fare osservazioni sulla salda acquisizione di potere sui media da parte degli interessi ebraici? Perché non applicare anche in questo caso la massima secondo cui "bisognerebbe avere il coraggio di esprimere un'opinione anche quando questa viene espressa da gente spiacevole"?
La ragione e' che, di norma, gli ebrei sono incapaci di rendere l'imperativo categorico di Kant una regola universale. Una definizione di ebreo potrebbe essere: "persona incapace di formulare giudizi morali obiettivi" perché in essi non possono essere applicati i vecchi criteri religiosi o etnici. Il suo giudizio sarà sempre differente su ciò che e' buono per gli ebrei e ciò che e' cattivo per gli ebrei. Le armi di distruzioni di massa sono cattive se sono in mano dei Gentili, ma buone se sono in mani ebraiche. Il nazionalismo di un goy e' cattivo, la devozione alla causa d'Israele e' buona. L'uguaglianza di diritti tra ebrei e non ebrei in Europa e' buona, ma e' cattiva in Palestina. Karsli non era buono per gli ebrei, ed ha dovuto sloggiare.
Espulso
dal Partito dei Verdi di Cohn-Bendit, Karsli entrò nel FDP di Juergen
Moellemann, un coraggioso politico tedesco che si opponeva al riarmo d'Israele e
denunciava il controllo dei media tedeschi. Dopo poco tempo, Juergen Moellemann
ebbe un incidente fatale: entrambi i suoi paracaduti non si aprirono.
(Praticamente nello stesso periodo, Anna Lindh, ministro degli Esteri svedese ed
instancabile sostenitrice della causa palestinese, fu assassinata a Stoccolma).
La carriera politica di Karsli fu troncata sul nascere.
Era solo l'inizio della campagna di Cohn-Bendit contro gli immigrati arabi in
Europa. Recentemente, l'Unione Europea ha commissionato uno studio
sull'anti-semitismo in Europa. Un gruppo di ricercatori sionisti ha condotto il
lavoro ed ha prodotto un rapporto che accusa i veri semiti - cioè gli arabi -
di anti-semitismo.
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E' un risultato inverosimile. L'etnicamente e religiosamente vario Oriente non ha mai conosciuto il razzismo. Chiunque conosca anche solo limitatamente gli arabi sa che essi non hanno pregiudizi razziali contro gli ebrei in sé. Nel passato, come ha scritto recentemente David Shasha, un ricercatore ebreo siriano, "gli ebrei e le altre minoranze etniche hanno servito la politica islamica come membri riconosciuti di una società colta ed hanno partecipato in maniera intima all'evoluzione dello sviluppo di quella società". Attualmente, dozzine di ebrei che supportano la causa palestinese vivono in case palestinesi, da Rafah a Jenin. Se fosse per Norman Finkelstein o per Jennifer Loewenstein, essi non avrebbero mai sperimentato l'odio razziale. E, per quanto mi riguarda, mi sento sempre a casa quando sono con gli arabi, siano essi i magrebini di Marsiglia, i sauditi di Londra, gli egiziani del Cairo ed i palestinesi della mia città, Jaffa. |
Allo scopo di ottenere il risultato desiderato, i ricercatori hanno incluso nel loro studio anche le attività anti-israeliane e sono giunti alla conclusione: "Dietro l'anti-semitismo europeo vi sono i musulmani e gli attivisti filo-palestinesi". Giustamente, il Centro Europeo di Monitoraggio sul razzismo e la xenofobia (EUMC) ha accantonato la ricerca, dichiarando che essa e' "macchiata da pregiudizio anti-musulmano ed ha fatto uso di metodi inappropriati di ricerca". Invece di riconoscere i loro errori, i ricercatori hanno dichiarato al quotidiano israeliano Ha'aretz che gli europei hanno liquidato il loro rapporto "per eccessiva correttezza politica".
Quand'e'
che Israele fa obiezioni contro la correttezza politica? Ogni volta che essa
interferisce con la sua politica di colpire i musulmani. I supervisori
antirazzisti europei hanno giudicato "pericoloso il focalizzarsi su
perpetratori musulmani o filo-palestinesi", perché potrebbe generare
"una guerra civile in Europa". Ma una guerra civile in Europa contro
milioni di arabi ed altri musulmani e' un obiettivo sionista, una parte
integrante della Guerra all'Islam condotta dagli USA. Ha riportato Ha'aretz:
"Daniel Cohn-Bendit, leader del partito dei Verdi tedesco nel parlamento
europeo ha fortemente denunciato l'EUMC per aver accantonato il rapporto. 'La
cosa completamente folle e' che essi hanno paura di offendere una certa opinione
musulmana in Europa', ha dichiarato alla radio israeliana. 'E' un approccio
completamente folle e sbagliato'. Cohn-Bendit, attualmente in visita in Israele,
ha detto che la decisione di accantonare lo studio era 'un grossissimo errore' e
che il suo partito promuoverà la questione al parlamento europeo alla prima
occasione".
E' ovvio che Cohn-Bendit non ha paura di urtare la sensibilità musulmana o di generare un conflitto in Europa. Del resto, a chi importerebbe? La propaganda anti-araba ed anti-musulmana gronda da tutti i media europei controllati dai sionisti. Mentre Cohn-Bendit parlava agli studenti dell'Università ebraica, all'altra parte della città, Ariel Sharon offriva l'opportunità di una foto al leader della destra italiana, Gianfranco Fini. Il messaggio era chiaro: destra o sinistra, verdi o reazionari, tutti sono i benvenuti nella coalizione filo-sionista contro l'Islam.
In Germania, dopo l'espulsione di Karsli e la prematura morte di Moellemann, i timorosi gruppi filo-palestinesi sono diventati ancora più timidi. Vengono costantemente attaccati dai partiti principali, sia di destra che di sinistra. Il malessere della psicologia nazionale tedesca e' espressa dalla nascita di una "sinistra" filo-israeliana ed anti-tedesca. Il suo eroe e' il bombardiere Harris, l'assassino di massa britannico che rase al suolo le città germaniche ed uccise milioni di civili tedeschi durante la II Guerra Mondiale. Il loro amore e' tutto per Israele. Una mia amica, l'attivista filo-palestinese Ingrid K. (gli amici tedeschi della Palestina hanno paura di comparire sui media), mi ha scritto:
"I cosiddetti anti-fascisti anti-tedeschi adorano il bombardiere Harris. Sono un gruppo disastroso, la loro professione principale e' agire da iper-sionisti ed attaccare gli altri. Sono riusciti a smembrare la piccola sinistra tedesca con le loro continue accuse di "anti-semitismo". (E' come se noi tedeschi smettessimo di pensare, quando si arriva all'antisemitismo). La sinistra e' arrivata ad un miserabile punto di impotenza e disorientamento. Stare dalla parte dei palestinesi e' una sorta di prova del coraggio, poiché si rischia di essere definiti anti-semiti".
La Germania e' un membro indispensabile dell'Europa. Insieme alla Francia, potrebbe costituire uno scoglio per i sionisti ed i neo-cons. Il supporto europeo e' necessario ai palestinesi ed agli iracheni. Ma questo grande paese, patria di Hegel e Marx, Beethoven e Goethe, e' malato se arriva ad essere rappresentato da un uomo come Cohn-Bendit, un uomo che promuove il conflitto tra i nativi tedeschi e la comunità musulmana del paese, fornisce ad Israele armi di distruzione di massa con cui ricattare in futuro la Germania, e' amico dei nemici americani ed israeliani della legge internazionale e che riduce al silenzio le voci pro-palestinesi in Germania con calunniose accuse di anti-semitismo - in breve, un uomo che ha preferito la causa d'Israele alla causa che supportava una volta, quella della libertà e dell'uguaglianza.
traduzione
a cura di www.arabcomint.com
da www.israelshamir.net