Il massacro

 

All'alba di venerdi 9 aprile 1948, commandos dell'Irgun, guidato da Menachem Begin, e della Banda Stern attaccarono Deir Yassin, un villaggio palestinese di circa 750 abitanti. Era qualche settimana prima della fine del Mandato Britannico in Palestina. Il villaggio era situato al di fuori dell'area che le Nazioni Unite raccomandarono di includere nel futuro stato ebraico. Deir Yassin aveva una reputazione pacifica ed un giornale ebraico rivelo' persino che il villaggio aveva rifiutato di fare entrare milizie arabe nel suo perimetro. Era collocato, pero', nel corridoio tra Tel Aviv e Gerusalemme ed un piano precedente agli eventi, tenuto segreto fino a molti anni dopo, prevedeva che dovesse essere distrutto ed i residenti evacuati, cosi' da creare un piccolo spazio per i rifornimenti dei residenti ebrei di Gerusalemme.

Per il mezzogiorno, centinaia di persone, la meta' delle quali donne e bambini, erano state sistematicamente assassinate. Quattro membri dei commandos furono uccisi dalla resistenza dei palestinesi, che usavano vecchi moschetti. Venticinque residenti maschi del villaggio furono issati su camion e portati in parata nel quartiere di Zakhron Yosef di Gerusalemme, poi furono allineati presso un masso della strada tra Givat Shaul e Deir Yassin ed uccisi con un colpo di pistola alla nuca. I residenti superstiti furono espulsi a Gerusalemme est.

Quella stessa sera, membri dell'Irgun e della Stern scortarono un gruppo di corrispondenti esteri ad una casa di Givat Shaul, un insediamento ebraico fondato agli inizi del 1900. Mangiando biscottini e te', essi amplificarono i dettagli dell'operazione e la giustificarono, affermando che Deir Yassin era diventato un punto di concentrazione di arabi, inclusi siriani ed iracheni, venuti a combattere ed attaccare i sobborghi occidentali di Gerusalemme. Affermarono che, precedentemente, un ebreo di lingua araba aveva avverito i residenti del prossimo attacco attraverso un altoparlante issato su un'autoblindo. Le giustificazioni furono tutte riportate dal New York Times del 10 aprile.

Il New York Times del 13 aprile riporto' una conta finale di 254 cadaveri ed il giorno dopo essi furono finalmente seppelliti. A quell'epoca, i leaders dell'Hagana si erano gia' dissociati dall'attacco ed avevano emanato un comunicato in cui si denunciavano "elementi dissidenti dell'Irgun e della Banda Stern", proprio come fecero dopo l'attentato al King David Hotel nel luglio 1946.
I leaders dell'Hagana ammisero che il massacro "disonorava il nome delle armate ebraiche e la bandiera", e minimizzarono il fatto che le loro stesse milizie avessero partecipato all'attacco terroristico, anche se si astennero dagli atti successivi di barbarie e saccheggi alle abitazioni del villaggio.
Essi minimizzarono anche il fatto che, secondo Begin, "Deir Yassin fu conquistata con la consapevolezza dell'Hagana e con l'approvazione dei suoi comandanti", come parte dell'antico piano di "creare uno spazio aereo".
Ben Gurion invio' persino una lettera di scuse a re Abdallah di Transgiordania. Il terribile atto, pero', servi' molto bene al futuro stato di Israele. Secondo Begin:

"Gli arabi del paese, spaventati dalle azioni dei "selvaggi macellai dell'Irgun", cominciarono a mettersi in salvo. L'esodo di massa produsse incredibili effetti politici ed economici".

Delle 144 case, 10 furono fatte saltare in aria con la dinamite. Il cimitero fu livellato con il bulldozer e, come centinaia di altri villaggi palestinesi in seguito, Deir Yassin fu spazzata via dalla mappa della Palestina. A settembre, ebrei ortodossi provenienti dalla Polonia, dalla Romania e dalla Slovacchia si insediarono nel villaggio nonostante le obiezioni sollevate da Martin Buber, Cecil Roth ed altri leaders ebraici, che ritenevano che il sito del massacro dovesse restare inabitato. Il centro del villaggio fu ribattezzato Givat Shaul Bet. Mentre Gerusalemme si espandeva, la terra di Deir Yassin fu inglobata dalla citta' ed e' oggi nota semplicemente come "area tra Givat Shaul e l'insediamento di Har Nof" sulle pendici occidentali della montagna.

Il massacro di Deir Yassin e' uno degli eventi piu' significativi della storia palestinese ed israeliana del 20esimo secolo non soltanto a causa della sua portata e brutalita', ma anche perche' fu il primo stadio di una calcolata pulizia etnica di oltre 400 villaggi e citta' palestinesi e dell'espulsione di oltre 700.000 residenti palestinesi per fare posto agli ebrei di tutto il mondo.

traduzione a cura di www.arabcomint.com
da
www.deiryassin.org