DI' LA VERITA', SHIMON

Lettera aperta di Gideon Levy a Shimon Peres, Ha'aretz, gennaio 2002

 

Nei 24 anni della nostra conoscenza, quattro dei quali trascorsi a lavorare come tuo aiuto, questa e' la terza volta che ti scrivo una lettera aperta. Nel 1989, quando eri ministro delle Finanze nel governo Shamir e stava per scoppiare la prima intifada, usai queste pagine per scrivere "Una lettera all' ex - boss". In quel tempo, ti scrissi che "per la prima volta nella vita, non avevi nulla da perdere - eccetto la prospettiva di svanire nell'aria sottile". Questo dopo il tuo silenzio di fronte al modo in cui l'esercito israeliano represse l'intifada, di fronte alla continuazione dell'occupazione e all'ostinato rifiuto di Israele di considerare l'OLP come rappresentante dei palestinesi.

A quel tempo, credevo che tu la pensassi in maniera differente rispetto a Yitzak Shamir e Yitzak Rabin (meglio conosciuti come "gli spezzatori di ossa"), ma che non fossi abbastanza forte da reagire. Undici anni dopo, nel 2000, ti ho scritto un'altra lettera aperta. Fu dopo Oslo e l'assassinio di Rabin, e dopo che tu avevi perso un'altra elezione - questa volta per presidente. Allora, ti dissi: "Molti israeliani ti vedono in maniera diversa, ora. Per essi, rappresenti la speranza in qualcos'altro". E ora, mentre ti scrivo di nuovo, devo dirti: non rappresenti piu' alcuna speranza per alcuno.

Il governo di cui sei un importante membro, il ministro degli esteri, non e' altro che il governo dell'ultima spiaggia nella nostra storia di governi dell'ultima spiaggia; questo governo e' un governo di criminali. E tu sei partner di questi crimini. Non e' piu' possibile assolverti, darti credito a causa di Oslo, credere che stai soffrendo per quello che accade e che bolli di rabbia per quello che sta accadendo, ma ti trattieni dal parlare, dall'urlare, dall'agire a causa di considerazioni tattiche che tu comprendi meglio di chiunque altro. NO! Il tuo silenzio e la tua inazione non possono essere piu' giustificati da alcuna scusa: Shimon, sei anche tu un criminale.

Il fatto che tu lo possa comprendere, dentro di te, e, di tanto in tanto, possa pronunciare flebili parole di condanna, il fatto che non sei tu il primo ministro e che l'America sta dando carta bianca, il fatto che molti la pensano diversamente e che "lasciare tutto" a causa di un giornalista di Ha'aretz sarebbe inutile, tutte queste scuse non fanno alcuna differenza. Tu continui a servire un governo con le mani sporche di sangue, il cui braccio serve solo ad uccidere, arrestare, umiliare, e sei complice di tutte queste azioni. Come il ministro degli esteri Taleban e' parte di quel governo, tu sei parte del regime Sharon. La tua responsabilita' non e' minore di quella del primo ministro, e' uguale a quella del ministro della difesa e del capo di Stato Maggiore, le cui azioni hai spesso criticato privatamente. Sempre e solo privatamente.

Dici che hai avuto notizia dell'assassinio di Ra'ed el-Karmi, dopo tre settimane di tregua da parte palestinese, alla radio. Dal tuo punto di vista, questo basta per assolverti e per esentarti dalla responsabilita' di quell'omicidio e dall'esprimere una critica su cio'. Mentre l'esercito israeliano rioccupava Tulkarem, tu eri con Bill Clinton. Quando ti fu chiesto di fare un'osservazione, mugugnasti qualcosa di incoerente. Dopo le demolizioni delle case di Rafah, ti mordesti le labbra e stesti in silenzio. Si potrebbe ritenere che neanche l'esplosione della radio palestinese fosse la tua tazza di te'. Ma anche tu porti la terribile responsabilita' di queste azioni che non possono essere definite altrimenti che crimini di guerra.

Chiedi a tuo cognato, il Prof. Rafi Walden, capo della chirurgia dello Sheba Medical Center, che va spesso nei Territori come volontario con i Medici per i Diritti Umani, e lui ti dira' in cosa sei complice. Ti dira' delle donne in travaglio - non una o due, non delle eccezioni - che non riescono a raggiungere gli ospedali a causa della crudelta' di quell'esercito di cui eri cosi' fiero, ed i cui neonati muoiono subito dopo la nascita. Ti dira' dei malati di cancro a cui e' impedito di andarsi a curare in Giordania. No, essi non possono andare in Giordania per "ragioni di sicurezza". Ti dira' degli ospedali di Betlemme che sono stati bombardati dal nostro esercito. Ti dira' dei medici e degli infermieri che dormono in ospedale perche' non possono tornare a casa. Ti dira' dei pazienti in dialisi costretti a viaggiare per ore intere tre volte la settimana per raggiungere i macchinari da cui dipende la loro vita. Ti dira' dei pazienti a cui e' impedito il ricovero d'urgenza a causa degli assedi e delle ambulanze a cui e' impedito passare attraverso i checkpoints, anche quando i pazienti che trasportano sono in pericolo di vita. Ti dira' delle persone morte a quei checkpoints e di quelle morte a casa perche' non hanno osato sfidare i checkpoints - che sono costituiti da carriarmati minacciosamente fermi in strada, o da montagne di rifiuti e blocchi di cemento che nessuno puo' scavalcare.

Hai imprigionato un intero popolo per piu' di un anno con un grado di crudelta' mai raggiunto prima nella storia dell'occupazione israeliana. Il tuo governo sta calpestando tre milioni di persone, negandogli persino la parvenza di una vita normale. Non possono andare al mercato, ne' lavorare, ne' andare a scuola, ne' visitare uno zio ammalato. Nulla. Non possono andare in nessun luogo, non possono tornare da nessun luogo. Ne' di giorno ne' di notte. Una intera nazione che stendeva la mano per la pace - tu lo sai bene. Una nazione che ha avuto il suo pieno di sofferenza, dalla Nakba del 1948, all'occupazione del 1967 fino all'assedio del 2002 e che vuole per se' esattamente le stesse cose che ciunque chiede: sicurezza, tranquillita' ed una goccia di orgoglio nazionale.

Questo intero popolo ora si sveglia ogni giorno affogato in un abisso di disperazione, disoccupazione e privazioni e con i carriarmati all'imboccatura di ogni strada.

Tu sei stato sempre perdonato per tutto cio': adesso non piu'. Un uomo che e' complice di un governo che cerca di sabotare tutti gli sforzi palestinesi per raggiungere una tregua, che umilia subdolamente i suoi leaders, per cui la vendetta e' la sola forza forza trainante, che abusa cinicamente della cecita' e dell'ottusita' del mondo post-11 settembre per fare tutto cio' che vuole, non puo' piu' essere perdonato. Tu ci sei dentro, sei un accessorio, come in ogni altro crimine.

Qualchevolta ti osservo mentre rispondi alle domande di qualche giornalista circa le azioni deprecabili di questo governo. L'aspetto del tuo viso (e ti assicuro che, dopo tanti anni, mi e' familiare) suggerisce disagio mentre dai una delle tue risposte evasive, nascoste, mai dirette. Come e' avvenuto questa settimana, quando, tu eri seduto vicino a Clinton, ti fu chiesto dell'occupazione di Tulkarem e tu non dicesti nulla - nulla - e aspettasti che la domanda finisse per poter tornare a parlare di pace e visioni.

Quando ti viene chiesto degli assassinii, delle demolizioni, dell'umiliazione di Arafat e del suo scandaloso arresto, della distruzione dell'aeroporto di Gaza o del festival delle munizioni recitato ad Eilat, aggrotti le sopracciglia e dai la tua mezza risposta. Non basta piu'.

E' l'ora che tu dia una risposta leale, onesta e veritiera - o che stia zitto. E' l'ora di dire che l'occupazione di Tulkarem e' stata una sciocchezza, che l'assassinio di Raed Karmi e' stato fatto apposta per rimettere in ciclo la violenza e che la demolizione delle case a Rafah e' un crimine di guerra - o per essere Ariel Sharon. Non e' piu' il tempo dei significati nascosti, per i velati criticismi privati - perche' qui vi e' un disastro terribile che si avvicina. Ti faro' un esempio. Pochi giorni fa hai detto (privatamente, s'intende) che non potevi criticare il governo dal momento che neanche gli Stati Uniti lo facevano. Che genere di patetica scusa e' mai questa? Cosa ha a che vedere con le tue idee il fatto che negli USA c'e' un'amministrazione predatoria che non e' bilanciata da alcun altro potere al mondo, e che, percio', fa quello che le pare e permette ad Israele di fare cio' che gli pare? Cosa ha a che vedere tutto cio' con il bene di Israele? Cosa ha a che vedere tutto cio' con la giustizia e la moralita'?

Forse dovresti prenderti una vacanza e visitare i Territori occupati. Hai visto, almeno una volta, il checkpoint di Qalandiya? Hai visto cosa accade, li'? Credi di poter fare il tuo lavoro senza aver visto il checkpoint di Qalandiya? Capisci che sei responsabile di cio' che avviene li'?

Poi dovresti andare al villaggio di Yamoun ed incontrare Heira Abu Hassan e Amiya Zakin, i cui bambini sono morti tre settimane fa, mentre esse partorivano al checkpoint e sanguinavano? Ascolta le loro terribili storie. E cosa dirai loro? Che ti dispiace? Che questo fa parte della "guerra al terrorismo"? Che la colpa e' di Shaul Mofaz e non la tua? E, cosa piu' importante, cosa dirai dei nostri soldati che si comportano in questo modo? Che e' a causa della sicurezza nazionale? Che la colpa e' dei palestinesi? O di Arafat? La verita' e', Shimon, che tu porti la responsabilita' anche di quei due bimbi morti. Perche' stai zitto. Perche' siedi in questo governo.

Questi sono tempi terribili, ma il peggio deve ancora venire. Il ciclo di violenza deve ancora raggiungere l'apice. Tutte le ingiustizie e le crudelta' perpetrate contro i palestinesi alla fine ci scoppieranno tutte in faccia. Un popolo abusato in questo modo da anni esplodera', un giorno, con furia terribile, peggiore di quanto mai visto sin'ora. E, nel frattempo, i nostri soldati che vanno alle stazioni radio, vi sistemano gli esplosivi e fanno esplodere tutto, senza neanche chiedersi il perche'.

I soldati che distruggono dozzine di case appartenenti a profughi senza un attimo di esitazione verso tali illegali ordini, non sono buoni soldati, neanche per il loro paese. I piloti che lanciano missili nel cuore di citta' popolate, operatori di carrarmato che puntano i cannoni verso una donna che vuole raggiungere l'ospedale per partorire ed i poliziotti di frontiera che abusano delle donne e dei ragazzini, tutti dimostrano la perdita di qualsiasi freno derivante da una totale mancanza di direzione.

Si, durante quest'anno, abbiamo perso la strada. Ti sei unito in forze ad un primo ministro che e' il piu' grande guerrafondaio di Israele e nessuno sa quali siano le tue vere intenzioni. E con un pubblico di cervelli lavati hai vita facile. Il mondo intero e' impegnato a combattere la "guerra contro il terrore", la stampa nasconde la sua faccia ed il pubblico non vuole udire, non vuole vedere e non vuole sapere. Vuole solo vendetta. E cosi' coperta da queste tenebre, l'occupazione e' diventata una macchina di crimini ed orrore.

Immagina cosa sarebbe accaduto se ti fossi dimesso da questo governo ed avessi urlato al mondo la tua posizione. Il Premio Nobel contro i crimini del governo Sharon. Immagina se fossi andato a Ramallah, da Yasser Arafat assediato, e vi foste incamminati insieme per strada, affrontando i tanks israeliani. Certo, il cielo non sarebbe caduto - l'occupazione non sarebbe terminata e l'assedio di Jenin non sarebbe stato alleggerito, ma sarebbe stato aperto uno squarcio nell'immunita' morale, politica ed internazionale di questo governo. Immagina se tu avessi detto: Si', uno stato che fa la lista degli uomini da assassinare non e' uno stato legale. Si', la demolizione delle case e' un crimine di guerra. Si', installare checkpoints che fanno morire la gente e' terrorismo. No, non sono i palestinesi a dover essere incolpati di quest'orgia di sangue. Si, abbiamo un capo di Stato Maggiore che e' un pericolo per la democrazia. Si', abbiamo un ministro della difesa, che e' anche capo del partito Laburista, che' e' complice degli assassinii e delle demolizioni. Si', abbiamo un primo ministro che vuole solo occupare, vendicarsi, uccidere, espellere, demolire e sradicare e che non ha altri piani in mente.
E' questo cio' che pensi? Se e' cosi' allora dillo, per amore di Dio. E se non e' cosi', allora il tuo posto e' davvero in questo governo, e coloro che credevano in te hanno preso un grossissimo abbaglio. Fin da Oslo, tu rappresentavi una speranza. E questa e' stata delusa.
Manca poco tempo, Shimon. Non per te, ma per tutti noi. Siamo sull'orlo del precipizio. Se aspetti finche' Benyamin Ben-Eliezer, Ephraim Sneh, Ra'anan Cohen, Dalia Itzik e loro simili si dimettano dal governo per scopi elettorali, potresti essere spinto da loro nell'oblio. Tu sai che questi non aspettano altro che liberarsi di te. E se anche adesso tu tornassi indietro, potrebbe essere troppo tardi. Molti potrebbero gia' essere delusi da te e potrebbe non esserci alcun modo di ricostruire la rovina che ha procurato Sharon.

Ma l'unico modo per aggiungere una nota positiva alla tua ricca biografia, sarebbe non gia' dimetterti da questo governo (potresti essere spinto a farlo in ogni momento e per qualsiasi motivo), ma dire forte e chiaro agli israeliani cosa pensi di cio' che sta accadendo, del male che stiamo perpetrando con le nostre mani. Una volta nella tua vita, cerca di costruire qualcosa di nuovo, non un reattore atomico o un'indusria aeronautica, di cui ne abbiamo abbastanza. Contro tutte queste sporcizie, cerca di costruire un campo della pace in Israele, cerca di fare qualcosa, piuttosto che nulla. E' troppo voler credere che tu la pensi diversamente rispetto ai tuoi colleghi di governo? Di' la verita', Shimon.

Il massacro di Qana, uno dei capolavori di Peres - Bush e' il piu' strenuo sostenitore di questo governo di criminali. Niente male per il nuovo paladino della "lotta al terrorismo".

 

traduzione a cura di www.arabcomint.com