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I palestinesi hanno il diritto di difendersi? |
| Ramzy Baroud si pone una domanda
apparentemente retorica. Apparentemente, considerando l'opera di disumanizzazione della lotta palestinese da parte dei media asserviti. |
Bisogna, tuttavia, tentare di chiarire la confusione generata dall'unicita' dell'attuale intifada e i proclami ed i controproclami fatti dalle parti coinvolte sulla legittimita' della resistenza palestinese, della sua legalita' alla luce della legge internazionale. Per molto tempo, la legge internazionale e' stata vaga circa il "diritto di un popolo a difendersi", poiche' essa garantiva tale diritto agli stati sovrani. L'uso della forza e' legittimo solo in due casi, secondo la Carta delle Nazioni Unite. Come specificato nell'articolo 51 della Carta, l'uso della forza deve essere limitato all'auto-difesa o, secondo il Capitolo VII, quando le stesse Nazioni Unite decidano di rinforzare un'azione dove vi sia una minaccia alla pace. Ci sono sempre state, nella legge internazionale, indicazioni che garantivano il diritto all'auto-difesa sia ad individui che a gruppi. Ad esempio, il preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (adottata e proclamata dalla Risoluzione 217 A (III) dell'Assemblea Generale, 10 dicembre 1948) afferma: "Dal momento che e' essenziale, se l'uomo non e' costretto come ultima risorsa a ribellarsi alla tirannia ed all'oppressione, che i diritti umani siano protetti con l'ausilio della legge". Fu comunque
nel 1965, con la 20esima sessione dell'Assemblea Generale,
che fu riconosciuta, per la prima volta, "la
legittimita' della lotta da parte dei popoli sotto
oppressione coloniale, per esercitare il loro diritto all'autodeterminazione
e all'indipendenza". Inoltre, l'Assemblea invitata
"tutti gli Stati a fornire assistenza morale e
materiale ai movimenti di liberazione nazionale nei
territori coloniali". Nel 1975, la Risoluzione 3375 dell'Assemblea Generale riconosceva all'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), un movimento di liberazione nazionale, il diritto a rappresentare il popolo palestinese e la sua aspirazione all'auto-determinazione, in accordo alla Risoluzione 3236. Chi ancora cerca scappatoie nella legge internazionale per negare il diritto a difendersi del popolo palestinese e' costretto a fare i conti con un'ulteriore risoluzione. Il Protocollo Addizionale I della Convenzione di Ginevra del 1949, passato nel 1977, dichiarava che la lotta armata poteva essere usata, come ultima risorsa, come mezzo per esercitare il diritto all'autodeterminazione. Difficilmente si puo' contestare il fatto che l'ultradecennale occupazione israeliana della terra palestinese, il regime di apartheid istituito nei Territori occupati, le gravi violazioni della Quarta Convenzione di Ginevra, il furto della terra, la distruzione della proprieta', e, piu' importante ancora, il rifiuto israeliano di rispettare le circa 70 risoluzioni ONU insieme all'assassinio giornaliero dei palestinesi, atti definiti dalle Convenzioni internazionali "crimini di guerra", qualifichi il popolo palestinese, come ha sempre fatto, a resistere e difendersi usando la lotta armata.
Si potrebbe
sostenere che il titolo di questo articolo "I
palestinesi hanno il diritto a difendersi" porti la
risposta gia' in se'. Considerando il processo di
disumanizzazione portato avanti da Israele con la
complicita' dei media americani, la questione e' meno
ridicola di quello che sembra. |
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traduzione a cura di www.arabcomint.com