DISPERAZIONE: L'ULTIMA ARMA DI ISRAELE

 

"Un accordo globale e' fuori discussione, ora. Infatti soltanto dopo che gli arabi avranno raggiunto la disperazione totale, disperazione che non derivera' solo dal fallimento dei disordini e dal tentativo di ribellione, ma anche come diretta conseguenza della nostra crescita nella regione, essi potranno accettare la Eretz Israel ebraica"

DAVIDE BEN GURION, 1936

 

La spinta finale di Israele per spezzare I Palestinesi e' appena cominciata. Questo e' il motivo per cui Sharon e' stato eletto; questo e' cio' che egli aspettava da 53 anni e piu'.

Un solo ostacolo frenava il Governo d'unita' nazionale d'Israele, che comprende il "premio Nobel per la pace" Shimon Peres nelle vesti di Ministro degli esteri e l'ebreo-sovietico campione dei diritti umani, Nathan Sharansky, come vice-primo ministro. Esso aveva bisogno della benedizione del presidente Bush.

Sharon e' stato il primo leader del Medio Oriente a visitare la Casa Bianca dopo le elezioni statunitensi (ed il suo primo ordine e' stato quello di fare in modo che Bush non invitasse Arafat). Sharon ha sciorinato la sua agenda al nuovo governo: sicurezza per gli israeliani; repressione del "terrorismo"palestinese; infine, poiche' lui ritiene che la pace sia impossibile, accordi negoziati "ad interim" con i palestinesi.

Tutto cio' e' programmato per due priorita' essenziali. Primo, spezzare la resistenza palestinese in modo definitivo, costringendoli ad accettare un mini-stato sulla meta' dei Territori Occupati. Il mini-stato e' necessario per evitare ad Israele di dover garantire la cittadinanza a quasi tre milioni di abitanti dei Territori, ma esso non avra' piena sovranita' neanche lontanamente. Non avra' contiguita' territoriale, essendo stretto tra insediamenti ebraici, autostrade by-pass, check-point militari ed altre agevolazioni per Israele. Non avra' frontiere, essendo completamente accerchiato da Israele, ne' controlli per l'attraversamento dei suoi confini. Non potra' sviluppare un'economia accettabile, poiche' I suoi cittadini resteranno per sempre lavoratori occasionali dipendenti dall'economia israeliana. Nella migliore delle ipotesi la sua sovranita' sara' limitata.

Secondo, ricorrere alla tattica usuale del rinvio dei negoziati in modo da poter creare "ulteriori fatti sul terreno", pregiudicando, in tale modo, lo stesso processo negoziale. Il nocciolo della questione e' fare in modo che i palestinesi accettino questa "realta'": o occupazione consensuale o soppressione totale.

Quello di cui Sharon aveva bisogno, quindi, era il permesso da parte di Bush di sopprimere spietatamente qualsiasi resistenza palestinese all'occupazione militare. E cio' ha ottenuto, con una sola clausola: evitare qualsiasi azione che potesse causare "imbarazzo" all'amministrazione USA. Quindi si' al bombardamento di Hebron, ma senza usare gli elicotteri Apaches come nei bombardamenti di Beit Jalla e Gaza, please. Allo stesso scopo si possono usare mezzi alternativi: una piu' estensiva campagna di assassinii di leaders palestinesi ed attivisti comuni; operazioni "chirurgiche" per "punire" il popolo e per "ripulire" I terreni agricoli e i dintorni urbani (cio' che oggi sta avvenendo sulla collina di Abu Sneineh ad Hebron); ricorso a metodi "burocratici", come, ad esempio, alla demolizione delle case e alle espropriazioni delle terre; massiccia espansione degli insediamenti e delle strade di collegamento; sanzioni spaventose all'AP ed altro.  

 

IL TERRORISMO DI STATO ISRAELIANO

Tutto cio', naturalmente, sara' propagandato come "adeguata risposta al terrorismo". Dopo tutto, Sharon e' stato eletto per fornire sicurezza agli israeliani. Ma, guarda caso, cio' si concilia cinicamente all'obiettivo principale del governo Sharon-Peres: creare tra i palestinesi una disperazione tale che li portera' infine ad accettare il diktat israeliano. E che tale politica non fosse una semplice reazione alle azioni palestinesi si e' potuto capirlo gia' da qualche tempo. Proprio questa settimana, il Municipio di Gerusalemme ha emanato dozzine di ordini di demolizione, e lo stesso ha fatto l'Amministrazione Civile israeliana nella West Bank e a Gaza. In questa stessa settimana il governo ha deciso l'ampliamento degli insediamenti, con la costruzione di 6000 unita' abitative ad Etzion Bloc. Centinaia di acri di terreno agricolo sono stati ripuliti per la costruzione di un'autostrada by-pass presso Turkumiyya, vicino Hebron. Tutto cio' che serviva era una scintilla che appiccasse il fuoco e che facesse iniziare la Campagna di Disperazione. Ancora una volta, Israele e' la vittima innocente, pronta a biasimare la "violenza" palestinese. Il terrorismo di stato usato nella maniera piu' massiva possibile sara' impiegato per stroncare definitivamente la resistenza palestinese e per condurre al collasso l'AP. Cio' che unisce Sharon e Peres e' la sicurezza che Israele vincera'. Gli Stati Uniti forniscono il loro appoggio incondizionato, l'Europa, piu' critica, non ha una politica indipendente da quella degli USA, le Nazioni Unite sono neutralizzate dai veti americani, I governi arabi appoggiano I palestinesi solo a parole: nulla al mondo puo' impedire ad Israele di creare il fatto e battere I palestinesi. In realta' la sola forza che si oppone a questa situazione oggi e' la piazza palestinese. Qui, gli assassinii e le punizioni (assedio fino alla fame, impedimenti a lavorare, demolizione delle case, espropriazioni, arresti di massa, tormenti continui ed uso estensivo di polizia in borghese per minare la solidarieta' sociale) fanno la loro parte.

 

IL "PIANO GUIDA" DI ANNESSIONE

Il sogno di Sharon e' realizzare definitivamente il progetto originario sionista, sconfiggendo i palestinesi e prendendo possesso dell'intera Palestina. In un famoso articolo intitolato "Il muro d'acciaio", pubblicato nel 1923, Ze'ev Jabotinsky, fondatore del sionismo revisionista, pone le basi dell'attuale governo di unita' nazionale scrivendo: "Ogni popolo autoctono si opporra' a colonizzatori stranieri finche' vedra' un barlume di speranza di potersi liberare di essi. Cosi' si comporteranno i palestinesi, e questo comportamento proseguira' fintanto che avranno la speranza di impedire che la Palestina si trasformi nella "terra d'Israele". L'unico modo per giungere ad un accordo, dunque, e' attraverso il muro d'acciaio, che significa l'istituzione in Palestina di una forza che non sia influenzata in alcun modo dalla pressione araba … Un accordo volontario non e' ottenibile … O sospendiamo i nostri tentativi di colonizzazione o li continuiamo senza prestare attenzione ai sentimenti dei nativi. In tale modo gli insediamenti potranno svilupparsi con la protezione di una forza indipendente dalla popolazione locale, dietro un muro d'acciaio che essi non potranno infrangere".

Dopo 34 anni d'occupazione militare, incluso I 24 anni trascorsi dal "Piano Guida" del 1977 di Sharon per l'annessione della West Bank, di Gerusalemme est e di Gaza, il muro di acciaio e' quasi completo. I "fatti" sono stati creati, il Piano Guida quasi terminato. L'unica cosa che rimane e' quel "barlume di speranza" che si possa costituire un piccolo ma possibile stato indipendente palestinese sul 22% del territorio della Palestina storica.

La conquista ed il consolidamento sono stati portati a termine; resta solo la disperazione che permettera' ad Israele di riuscire a chiudere i palestinesi in una bantustan. Il mondo ha visto la fine dell'apartheid? Le prossime settimane o mesi lo diranno. E tutto accadra' di fronte ai nostri occhi, se ancora riusciamo a cogliere una differenza tra "repressione" e "difesa o sicurezza nazionale".

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