DOPO JENIN
di Yitzhak Laor, poeta e scrittore israeliano
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Cosa
e' stata la guerra tra noi ed i palestinesi? E' stato l'ennesimo tentativo israeliano di dividere quello che resta della Palestina in quattro cantoni, costruendo "strade di separazione", nuovi insediamenti e checkpoints. Il resto e' stato assassinii, terrore, coprifuoco, demolizioni di case e propaganda. I bambini palestinesi vivono nella paura e nella disperazione, i loro genitori vengono costantemente umiliati di fronte a loro. La societa' palestinese viene smantellata pezzo dopo pezzo, e la pubblica opinione, in occidente, incolpa le vittime - e questa e' sempre stata la via piu' semplice per confrontarsi con l'orrore. Lo so perche' mio padre era unevbreo tedesco. |
Disastrosamente, l'esercito israeliano e' l'immagine del paese. Per molti israeliani, ha un'immagine pura, inossidabile; peggio ancora, viene visto come al di sopra di ogni interesse politico. Invece, come ogni altro esercito, vuole la guerra, almeno ogni tanto. Ma, mentre in altri paesi il potere militare e' bilanciato dalle istituzioni della societa' civile, o da settori dello stesso stato (industrie, banche, partiti politici), in Israele non esiste tale bilanciamento. Neanche il terrorismo: non voglio morire mentre accompagno mio figlio lungo il viale. Infatti non lo accompagno piu'. Non prendo pullman e mi preoccupo per i miei familiari ma so che loro - cioe' i nostri generali - accettano gli attacchi terroristici come un "ragionevole prezzo da pagare" per raggiungere una soluzione. Ma qual'e' la loro soluzione? La pace - cos'altro? La pace tra gli israeliani vittoriosi ed i palestinesi sconfitti.
| La crudelta' dell'esercito israeliano andrebbe letta attraverso l'esperienza della sua sconfitta in Libano, quando fu respinto dopo aver combattuto per anni una sporca guerra. Il Libano del sud fu bruciato e distrutto dall'artiglieria e da un' aviazione contro cui nessun gruppo "terroristico" avrebbe potuto combattere. Eppure 300 partigiani libanesi - o dovrei chiamarli "terroristi"? - ci buttarono fuori due volte. La prima volta nel 1985, e cacciarono l'esercito in quella che il nostro esercito ed i media chiamavano "zona di sicurezza"; poi, due anni fa, lo cacciarono fuori dalla stessa "zona di sicurezza". I generali risorsero poi dalla cenere. Ecco perche' amiamo i films che ci raccontano come vittime, come Shoah di Claude Lanzmann e La Lista di Schindler: perche', per mezzo di essi, potremo compiere poi, indisturbati, tutte le atrocita' che stiamo commettendo. Come ha scritto la mia amica Tanya Reinhart, "sembra che cio' che abbiamo interiorizzato come memoria dell'olocausto sia solo il fatto che tutto cio' che puo' avvenire dopo di esso ci sembra accettabile". | ![]() |
Ma questo "male del passato" ha la peculiarita' di influenzare il nostro presente. Il 25 gennaio, tre mesi prima che l'esercito israeliano invadesse la West Bank, Amir Oren, un anziano commentatore militare di Ha'aretz ha scritto, citando le parole di un ufficiale: Per preparare adeguatamente la prossima campagna, non molto tempo fa un militare israeliano nei territori ha affermato che e' essenziale imparare da ogni possibile fonte. Se la missione e' invadere un campo profughi densamente abitato o la kasbah di Nablus, bisogna imparare anche, per quanto brutto possa sembrare, da come l'esercito tedesco combatte' nel ghetto di Varsavia.
L'ufficiale
e' riuscito senz'altro a sorprendere molti , anche perche' non e'
il solo a formulare questo tipo di approccio. Molti suoi colleghi
ritengono che, per contenere le perdite nell'esercito, sia
necessario utilizzare anche i manuali della guerra condotta dai
tedeschi contro i loro correligionari.
Israele puo' non avere un passato coloniale, ma sicuramente ha
memoria. Questo spiega il perche' dei numeri fatti stampare sulle
braccia dei palestinesi dall'esercito? O spiega il perche',
durante il giorno della commemorazione dell'olocausto, la nostra
TV ha fatto il ridicolo paragone tra quelli tra noi che venivano
assediati nel ghetto di Varsavia e quelli tra noi che
circondavano l'assediato campo profughi di Jenin?
La soddisfazione per la "vittoria" a Jenin e' solo una parte di questa menzogna costante. Circa 20 soldati sono morti in quella che doveva essere una campagna a "casualita' (israeliane)zero" , ma i combattenti che difendevano il campo erano armati solo di fucile ed esplosivo. Da parte israeliana, al solito, vi erano unita' speciali, che si muovevano da un viottolo all'altro, ma a Betlemme essi hanno assediato 200 giovani palestinesi per piu' di tre settimane, lasciando vedere a tutto il mondo quanto testarda ed insensata fosse la loro crudelta'. Voi potrete chiedere: come puo' una nazione disobbediente come Israele seguire cosi' scioccamente un "alto comando"?
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Ecco l'inizio di una risposta. Mentre i cadaveri giacevano smembrati a Jenin, e i bambini palestinesi correvano avanti e indietro cercando i genitori scomparsi o del cibo, e i feriti ancora sanguinavano a morte, poiche' l'esercito impediva ai mezzi di soccorso l'ingresso al campo (cosa avevano da nascondere?), il ministro dell'educazione emano' un comunicato in cui si invitavano tutti i bambini delle scuole a portare qualcosa da inviare ai soldati. "La cosa piu' importante", disse l'insegnante a mio figlio di sette anni, "e' una lettera per i soldati". Centinaia di migliaia di bambini scrissero lettere ai soldati nel momento in cui la guerra contro la popolazione civile palestinese aveva raggiunto il culmine. Non vi meravigliate di cio': io credo fermamente che l'unica cosa che possa veramente distruggere il consenso all'interno di Israele e' la pressione da parte dell'Europa occidentale, da cui l'elite israeliana dipende in molti modi. |
traduzione a cura di www.arabcomint.com