Dov'e' Richard Perle?
di William Hughes

 

 

 

Richard Perle, la Madre di tutti i neocons d'America,
il superfalco dell'attacco all'Iraq per  la sicurezza
d'Israele e' sparito dai media su cui ha furoreggiato per mesi.
Probabilmente e' al sicuro a Tel Aviv, ospite del suo amico
"Bibi" Netanyahu, a ridere sulla pelle dei palestinesi e degli 
iracheni. L'America, pero', ha smesso di ridere e si interroga:
"A chi serviva veramente la distruzione dell'Iraq?"

Forse dovremmo fare una pausa nella ricerca di Saddam Hussein, Osama bin Laden, William "Slots" Bennett e persino di James J. "Whitey" Bulger. Per me, la questione chiave di oggi e': dov'e' Richard Perle?

Prima che gli USA lanciassero la Guerra all'Iraq numero 2, il 20 marzo 2003, Perle, lo Iago d'America, appariva regolarmente in TV e nei programmi via cavo, alla radio e sui giornali. Ripeteva, ad infinitum, perche' era cosi' assolutamente necessario che gli USA invadessero immediatamente l'Iraq.

L'America era "in pericolo", diceva, con quell'onnipresente ghigno sul muso. Non c'era un momento da perdere. "Saddam ha le armi di distruzione di massa", ci diceva, ed inoltre "odia l'America" e costituisce  "una minaccia alla nostra sicurezza".

L'ambiguo Perle, la Madre di tutti i neo-conservatori, aveva anche predetto, come l'ex dirigente del Dipartimento della Difesa Ken Adelman, che l'invasione USA dell'Iraq sarebbe stata una pacchia. Sarebbe stato "semplice", si vantava. Si trattava di "esportare la democrazia" al popolo iracheno, il quale "ci avrebbe accolti" a braccia aperte, come "liberatori". Ce lo ha ripetuto migliaia e migliaia di volte, con parole sempre nuove. Pacchia? Semplice? Esportare la democrazia? Liberatori? Certo!

Ora Perle e' tra i latitanti. L'uomo dal ghigno sinistro non si fa piu' vedere nei circuiti delle Talking Heads da quando l'occupazione USA dell'Iraq ha cominciato ad inasprirsi. Forse si nasconde nella sua amata Israele, in una casetta al sicuro fornitagli da Benyamin Netanyahu, il signor "Sottometti la verita' Yahoo"? O forse i falchi della guerra, il repubblicano Tom Lantos e Joseph Lieberman, gli hanno consigliato di tenere un profilo basso, mentre laora, al contempo, ad un film di Hollywood? Chi lo sa?

E' certo che l'idea di un "cambiamento di regime" a Baghdad e' stato complottato, innanzitutto, nell'Israele sionista. Un giornale del 1996, messo insieme da Perle, Douglas Feith e David Wurmser, chiamato: "A Clean Break, A New Strategy for Security the Realm", prospettava, tra l'altro, "la rimozione di Saddam Hussein e l'installazione di una monarchia hashemita in Iraq".

Il "regno" che Perle, Feith e Wurmser cercavano di rendere sicuro, tuttavia, non era l'America, ma Israele. Lo studio doveva essere il progetto guida per il prossimo  governo del Likud di Netanyahu. Feith ora lavora al "nostro" Dipartimento della Difesa, in un posto di alta politica, mentre Wurmser si e' installato al Dipartimento di Stato come "assistente speciale" ("Esame sul ruolo di Israele e dei suoi amici americani nel promuovere la guerra all'Iraq", Allan C. Brownfeld, WRMEA, Maggio 2003). 

Per un po' di tempo, Perle e' stato uno dei dirigenti della Defence Policy Board, consigliava Donald Rumsfeld e riferiva direttamente ad un'altra figura-ombra, il vice-segretario alla Difesa, Paul Wolfowitz; recentemente era stato costretto a dimettersi dall'alto incarico, ma era rimasto nel Board.

Perle e' notoriamente un supremazista israeliano. E' membro dello Jewish Institute of National Security Affairs (JINSA). E' inoltre ricercatore all'American Enterprise Institute, un "think-tank" dell'ultra-destra estremista, che ha individuato nell'Iran il prossimo obiettivo da colpire. Perle difende il principio della cosiddetta "Pax americana", un nuovo impero USA che promuovera' il dominio dell'America sul mondo. Caspita! Mi chiedo se anche  Israele beneficerà di tale schema.

Perle serve, inoltre, nel Comitato dei Consiglieri della Fondazione per la Difesa della Democrazia - un altro gruppo ultra-conservatore che e', naturalmente, fanaticamente pro-Israele. Bazzica di routine i super-falchi del calibro di Charles Krauthammer, William Kristol e Gary Bauer.
Perle e', in effetti, un maestro dell'inganno. I soldati americani stanno morendo in Iraq, nel numero di dozzine da quando, lo scorso 1 maggio, a bordo della USS Lincoln, il presidente Bush dichiaro' l'Iraq "missione compiuta". Mentre i sacchi con i nostri caduti ritornano a Dover, nella base Delaware dell'Air Force, le famiglie dei morti hanno tutto il diritto di scagliarsi contro Perle e consimili.

L'invasione dell'Iraq non e' stata una "pacchia", l'Iraq non ha armi di distruzione di massa, ne' ha alcun legame con i terroristi, come Perle strombazzo' ai quattro venti. E inoltre il popolo iracheno rifiuta amaramente l'invasione e l'occupazione anglo-americana del suo paese.
La distruzione immotivata ed immorale delle strutture irachene  idriche, elettriche e del gas da parte delle Forze della Coalizione, il bombardamento delle citta', l'inquinamento della terra e dei fiumi con residui velenosi di materiali chimici tossici e tonnellate di uranio impoverito, la morte ed il ferimento di migliaia e migliaia di civili innocenti ed il collasso quasi totale del sistema sociale, sanitario, culturale e monetario dell'Iraq sono stati una catastrofe umanitaria di prima grandezza. Un paese di 25.5 milioni di anime e' diventato un inferno vivente senza nessun dannato motivo. Gli oppositori della guerra non hanno nulla di cui pentirsi.

La democrazia, questo concetto che nelle labbra di Perle si trasforma nel suo contrario, non e', come la Coca-Cola, un prodotto da esportare. Le truppe americane (il braccio armato di Israele) sono in pericolo in ogni angolo dell'Iraq, mentre la situazione sul terreno comincia a ricordare le condizioni di guerriglia dell'Irlanda del Nord occupato dalla Gran Bretagna nei tardi anni '70. La guerra in Iraq finira' solo quando il popolo iracheno lo dira'. Il costo per i contribuenti americani potra' toccare 1,6 triliardi di dollari. E questa guerra totalmente ingiustificata ha creato ancora piu' nemici per l'America intorno al globo.

Una domanda conclusiva: il viscido Perle, lo Iago d'America, sara' mai costretto a rispondere al popolo delle sue incalcolabili illegalita'?

 

traduzione a cura di www.arabcomint.com
Palestine Chronicle