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E li chiamano "terroristi"... |
Cosi': all'Aja! |
| I palestinesi non hanno piu' nulla da perdere, tranne il sogno di ritornare a casa. Un sogno che non sara' mai soppresso. |
Fin da quando, molti decenni fa, i palestinesi furono imbarcati in un viaggio sanguinoso, potevano essere intravisti paralleli tra le sofferenze loro inflitte da Israele e le pratiche naziste della prima meta' del 20esimo secolo, che resero vittime milioni di individui. Ci fu assassinio, pulizia etnica, distruzione su vasta scala, e dichiarazioni continue da parte di leaders sionisti e militari israeliani, l'una che descriveva i palestinesi come "animali a due zampe", l'altra che li comparava a "scarafaggi", la terza che negava la loro esistenza e molte altre che reclamavano il loro annientamento. L' "esodo" dei palestinesi dura da allora, e non ha ancora avuto fine. Nel 1948, quasi un milione di palestinesi furono costretti a lasciare le loro case, o le rovine delle loro case. Dietro le colonne di profughi in marcia, vi erano migliaia di uccisi, donne, bambini, combattenti che lottarono sino alla fine con i pochi mezzi che avevano e 418 villaggi rasi al suolo. Vi furono massacri e deportazioni dei
sopravvissuti per il semplice motivo che la loro stessa
presenza era un ostacolo alla creazione di una nuova
nazione, formata da bande di combattenti stranieri, di
varie enie, linguaggi e backgrounds. I campi profughi palestinesi, luoghi di
indicibile sofferenza, divennero patria della resistenza;
una generazione dopo l'altra ingaggio' una lotta amara
contro l'invasore, una lotta che costo' cara ai rifugiati,
che combattevano con mezzi inferiori e coraggio superiore. In questi decenni di sofferenza, il popolo
palestinese ha rifiutato tutti i tentativi di "pace"
che negassero la sua umanita' ed i suoi diritti. Il popolo palestinese ha dato prova di
straordinaria tenacia rifiutandosi di affogare nell'oblio
cui Israele lo aveva condannato; ha lottato con pietre e
fionde; ha cucito in segreto le sue bandiere e con
coraggio le ha sventolate dinanzi al muso dell'occupante;
ha insegnato ai suoi figli cos'e' la Palestina nonostante
i coprifuoco e gli assedi; ha dimostrato, nel tempo, di
possedere un sogno che nessuno puo' far svanire. E quando si sono ribellati, li hanno chiamati terroristi; e quando l'intifada ha infiammato le loro vite, li hanno assediati; e quando hanno combattuto, li hanno abbattuti ed assassinati; e quando hanno protestato, gli hanno tatuato i numeri sugli avambracci, li hanno chiusi in campi di concentramento, spogliati, bendati ed affamati. Mentre gli israeliani paventavano che "una soluzione militare e' possibile", le case palestinesi venivano demolite con i bulldozers e franavano sui loro abitanti, seppellendoli come a Jenin e Balata; e quando gli israeliani si pavoneggiavano di essere "l'unica democrazia del Medioriente", i palestinesi venivano assassinati, torturati a morte nel buio delle carceri a Ramallah e Gaza; e quando gli Stati Uniti si precipitavano a soccorrere Israele ed a sanare le sue finanze al collasso, i palestinesi imploravano il mondo affinche' i morti in decomposizione di Jenin potessero avere degna sepoltura. I palestinesi correvano, mentre le telecamere di un mondo apatico stavano a guardare, da una casa distrutta all'altra, alla ricerca di morti e scomparsi; non vi era giustizia a cui appellarsi, ne' umanita' a cui rivolgere preghiere; la "comunita' internazionale" era un fantasma, la "legge internazionale" puro inchiostro su carta. La vittima si fece saltare in aria ed i media occidentali cominciarono di nuovo: "terroristi", "radicali", "estremisti", "militanti", "nemici della pace", e molto altro ancora. I leaders del "mondo libero",
dunque, giurano di "combattere il terrorismo" e
sradicarlo dai campi profughi; e quando Israele riesce ad
assassinare il padre di un bambino ucciso dall'esercito o
il fratello di un uomo lasciato sanguinare a morte, i
media lo definiscono: "assassinio mirato di
militanti palestinesi". La lunga storia dolorosa del popolo
palestinese continua a dipingere paralleli tra sionisti e
nazisti. Ma molti stanno ponderando la possibilita' di
includere "l'antisemitismo" in questi paralleli. |