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Esultiamo,
gente! Rallegriamoci… Dopo quasi sessant’anni
di parodia disneyana della storia… o, se
preferite, di favole, documenti ed immagini sulla
«supremazia delle regole del Diritto
internazionale»; sul «ripudio della guerra come
strumento di soluzione per le controversie tra
gli Stati»; sul «diritto dei Popoli a disporre
della propria libertà, indipendenza
autodeterminazione e sovranità»; sul «rifiuto
dell’ingerenza negli affari interni dei diversi
Paesi del mondo», si ritorna alla «Legge della
giungla»!
In altre parole, si ritorna alla «Legge del più
forte», del «più arrogante» e del «più
prepotente». Si ritorna alla “legge” dell’Amerika
di sempre: quella, per intenderci, degli spacconi
di Tucson o dei pistolero di Tombstone» dei
duelli all’Ok Corral, delle rapine alle banche,
delle imboscate alle diligenze, degli stermini di
Pellerossa, nonché delle angherie, dei soprusi e
delle prevaricazioni nei confronti dei più
deboli o della violenza per la violenza a scopo
di lucro… Il tutto, naturalmente, sotto l’occhio
vigile e “disinteressato” del proverbiale e
subornato sceriffo del West, con la celeberrima e
brillante stella a sei punte! |
L’opinione dell’Assemblea
generale e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU? Le
norme del Diritto internazionale? Le prese di posizione
del Vaticano, della Francia, della Germania, della Russia
e della Cina contro la guerra preventiva all’Iraq? La
volontà di milioni e milioni di persone che ogni giorno,
nel mondo, manifestano la loro opposizione all’ormai
imminente intervento armato americano e britannico contro
Baghdad? «Bazzecole», «banalità»… «Dettagli» che
non contano!
“Quando si tratta di garantire la nostra sicurezza –
ha ultimamente dichiarato il pagliaccio ipermediatizzato
di Washington - “non dobbiamo chiedere permessi a
nessuno”!
Per tutti gli «altri», pero' – quegli Stati, cioè,
che, per una ragione o per un’altra, non sono in
sintonia con le mire espansioniste ed imperialiste dell’attuale
Billy the Kid della Casa Bianca – il «permesso»,
resta d’obbligo! Magari, pure per respirare…
Primo tra tutti, l’Iraq… il cui solo «delitto», in
questo momento - pur non rappresentando nessuna minaccia
o provocazione per nessuno – sarebbe semplicemente
quello di non «volere disarmare» completamente, in una
situazione d’assedio e d’incombente invasione
militare voluta e perpetrata ai suoi danni dalla prima
Superpotenza nucleare, biologica, batteriologica e
chimica del mondo: gli Stati Uniti d’America.
Vigliacchi e maramaldi come sono - e sono sempre stati…
- gli obesi e buffoneschi «Warriors» d’oltre
Atlantico, per realizzare le loro tradizionali «liberazioni»,
preferiscono ogni volta attaccarsi (dopo gli immancabili
e terroristici bombardamenti a tappeto sulle città!)
agli eserciti disarmati ed alle popolazioni indifese,
piuttosto che dovere in qualche modo rischiare un
qualsiasi corpo a corpo virile con i loro avversari e, di
conseguenza, una qualunque goccia del loro sangue.
Il loro leggendario e sprezzante «eroismo» (escluso
quello dei film di Hollywood, proiettati in technicolor e
cinemascope…), lo abbiamo già visto – tra il 1942 ed
il 1945 - in Africa del Nord, in Europa, nel Pacifico, in
Giappone; negli anni successivi, in Corea, nel Viet-Nam,
in Cambogia, in Iran, a Grenada, a Panama, in Libia, in
Libano, in Somalia, in Iraq; e più recentemente, in
Bosnia, in Serbia, nel Kossovo ed in Afghanistan: quello,
cioè, dei delinquenti di professione!
Non dimentichiamo, infatti, che quei volgari e prezzolati
gangster, per soddisfare gli sporchi interessi dell’apparato
militar-industriale del loro Paese, sono capaci - senza
il benché minimo stato d’animo - di qualunque
nefandezza!
Inutile riparlare di Gorla, di Montecassino, di Roma, di
Genova, di Milano, di Torino, di Dresda, d’Amburgo, di
Hiroshima, di Nagasaki. Superfluo, rievocare le stragi d’innocenti
nel Nord-Corea, i milioni di morti del Viet-Nam e della
Cambogia, quelli dell’America Latina o dell’Africa.
Pleonastico, ricordare i colpi di Stato, le “covered
missions” e gli abominevoli massacri perpetuati dai
suddetti criminali nei diversi Paesi del mondo, negli
ultimi 200 anni.
Domani, purtroppo, in Iraq saremo ancora costretti ad
assistere al medesimo scenario…
Allora, una buona volta, vogliamo tentare o no di
fermarli, questi delinquenti?
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