FORREST GUMP E JEAN SEBERG
La propaganda di Hollywood a beneficio dell'immagine USA
di John Kleeves
La seguente è la mia recensione del film Forrest Gump (1994), regia di Robert Zemeckis, con Tom Hanks (Forrest Gump) e Robin Wright (Jenny Curran). Il film è stato prodotto per la Paramount dai signori Steve Tisch, Steve Starkey e Wendy Finerman. Come si vede è di cinque anni fa ma è talmente " speciale " da meritare una rivisitazione.
Due premesse. La prima è la mia solita: io sostengo che la filmografia statunitense ("Hollywood") è una filmografia di Stato, controllata sin nei dettagli dalla United States Information Agency (USIA), un'Agenzia federale pubblica nell'esistenza ma segreta nell'operatività (come la CIA) istituita nel 1953 allo scopo di creare nel pubblico internazionale una precisa ancorché falsa immagine degli Stati Uniti. L'Agenzia, che non si occupa solo di Hollywood, ora conta sui 30.000 dipendenti ed ha sede al 301 IV South West Street di Washington; il direttore si chiama Joseph Duffey. Il fatto che i critici cinematografici di professione abbiano mancato di notare tale collegamento dipende dalla loro visuale limitata, e da una acquiescenza con la Grande Potenza che ha fatto loro reprimere - più o meno consciamente - quei sospetti sull'indipendenza di Hollywood che sicuramente spesso gli affioravano in mente (non si fa carriera nei media italiani dicendo verità sgradite agli Stati Uniti). Io dunque analizzo i film di Hollywood per mostrare al pubblico gli elementi di propaganda politica e culturale di cui sono stati caricati dall'USIA.
Mi pare la prima cosa che si debba dire di questi film. La seconda premessa è una rapida biografia di Jean Seberg, necessaria perché pochi ricordano questa attrice eppure grande diva degli anni Sessanta. La Seberg nacque il 13 novembre 1938 a Marshalltown (Iowa). Giovane bellissima e assai fine, che portava i capelli biondi tagliati un po' corti, debutt? nel 1957 con Saint Joan (Santa Giovanna) di O. Preminger e quindi lavor? regolarmente. Fra gli altri film ricordiamo Bonjour Tristesse (Idem, 1958) sempre di Preminger; The Mouse That Roared (Il ruggito del topo, 1958) di J. Arnold, con P. Sellers; A bout de souffle (Fino all'ultimo respiro, 1960) di J.L. Godard, con J.P. Belmondo; A Fine Madness (Una splendida canaglia, 1967) di I. Kershner, con S. Connery; Pendulum (Idem, 1969) di G. Schaefer, con G. Peppard. Per la fine dei Sessanta era una diva conclamata, al livello di Jane Fonda, e arriv? all'apice nel 1970, quando uscirono ben quattro film che la vedevano protagonista: il grande successo Airport (Idem) di G. Seaton, con B. Lancaster, D. Martin, V. Heflin, J. Bisset e G. Kennedy; Paint Your Wagon (La ballata della città senza nome) di J. Logan, con C. Eastwood e L. Marvin; Macho Callaghan (Idem) di B. Kowalski, con L.J. Cobb; e la produzione italiana Ondata di calore di Nelo Risi.
Erano per? gli anni del movimento per i diritti civili dei neri e delle Pantere Nere. L'FBI era stato incaricato dal Congresso di eliminare tali movimenti, usando i mezzi repressivi consueti per il regime statunitense: false accuse giudiziarie; persecuzioni dell'IRS (Internal Revenue Service, il fisco americano) e della DEA (Drug Enforcement Agency, l'antinarcotici); licenziamenti da parte dei datori di lavoro; diffamazioni; omicidi anonimi per strada compiuti da agenti travestiti. Il programma preparato dall'FBI in merito era stato chiamato COINTELPRO, e in base ad esso erano stati fatti assassinare Malcom X nel 1965 e Martin Luther King nel 1968, mentre entro i primi anni Settanta tutti gli elementi trainanti - per un totale di alcune decine - venivano soppressi con agguati in strada (Huey Newton sfugg? sino al 1983, quando fu ucciso a Los Angeles; Abbie Hofmann ripar? all'estero ma nel 1989 torn? e fu ucciso con una iniezione che provoca un arresto cardiaco senza lasciare tracce; Bobby Seale fu incarcerato sino al 1997; Ira Einhorn, latitante all'estero dal 1979 perché accusato di aver ucciso la sua ragazza Holly Maddox, uccisa invece si sa da chi, è stato fermato in Francia nel gennaio del 1999 e attende l'esame della richiesta di estradizione degli Stati Uniti). La tecnica della diffamazione veniva usata con larghezza. Nel 1967 il produttore Robert Maheu fabbric? per conto dell'FBI, di cui era informatore abituale, uno spezzone porno apparentemente ripreso da una telecamera nascosta, dove protagonista era un sosia di King. Si era trattato di una operazione del tutto analoga a quella compiuta nel 1957 nei confronti del presidente dell'Indonesia Sukarno, sempre realizzata tramite Maheu. Anche la cantante Eartha Kitt sub? trattamenti del genere nell'ambito di COINTELPRO.
La Seberg in privato era sempre stata simpatizzante del movimento dei neri e raggiunta la grande notorietà nel 1970 pens? di usarla per pubblicizzare la causa. L'FBI la inser? nelle liste di COINTELPRO, e poco dopo venne da sé una occasione di diffamazione: la Seberg era incinta e al momento adatto l'FBI concert? una campagna di stampa insinuando che il padre era un leader delle Pantere Nere. Appresa la notizia la Seberg entr? nelle doglie e diede alla luce un bambino prematuro che mor? tre giorni dopo, l'8 settembre 1970. La donna, sgomenta per tanta malvagità, non riusc? mai a superare il trauma; tent? subito il suicidio, e di l? in poi avrebbe ripetuto il rito ad ogni anniversario della morte del piccolo.
Intanto tutti in America l'avevano abbandonata; nessun produttore poteva offrirle parti, nessuno dei colleghi di ieri - Eastwood, Lancaster, Marvin, Peppard, Connery, Sellers e cos? via - si azzard? ad offrirle sostegno, anche solo morale. La Seberg fu portata in Europa, dove alcuni cercarono di aiutarla facendola lavorare. Gir? cos? l'italiano Questa specie d'amore (1971) di A. Bevilacqua, con U. Tognazzi e F. Rey; il francese Kill (1971) di R. Gary, con J. Mason e S. Boyd; lo spagnolo L'altra casa ai margini del bosco (1973) di J.A. Bardem; il francese L'attentato (1973) di Y. Boisset, con J.L. Trintignant, M. Piccoli, P. Noiret, G.M. Volontè; il nominalmente anglo-americano Il gatto e il topo (1974) di D. Petrie, prodotto per la TV dall'amica Aida Young; il francese Prossima apertura casa di piacere (1974) di D. Berry. Il suo ultimo film, il trentesimo della carriera, fu Bianchi cavalli d'agosto (1975) di R. Del Balzo. L'8 settembre 1979, a Parigi, il suo decimo tentativo riusciva e moriva suicida. Da allora l'USIA ostacol? la riprogrammazione dei suoi film ovunque potè, certo in Italia, perché la gente non doveva focalizzare sulla donna e la sua vicenda. Ecco perché pochi ora ricordano Jean Seberg. Si pu? anche notare che Paolo Limiti, un adoratore di Hollywood e delle sue bionde star del passato, nella sua trasmissione su Rete 2 " Ci vediamo in TV " non nomina mai questa attrice.
Siamo pronti per Forrest Gump. E' un film inquietante e pericolosissimo, perché non solo oltremodo carico di propaganda politica e culturale, ma anche costruito con tecniche subliminali sopraffine e atte a danneggiare. Racconta la singolare vita di un americano di nome Forrest Gump, semi ritardato e da bambino poliomielitico, cui capita di avere contatti pure fugaci con molti grandi personaggi e di partecipare agli eventi storici nodali del suo tempo. In pratica tramite Forrest si fa una carrellata di trenta anni di storia americana, diciamo dal 1955 al 1985, dandone senza farsi accorgere una valutazione precisa. Il film è del 1994 ed è anche stato trasmesso dalla televisione di Stato italiana, per cui non è necessario dilungarsi sulla trama. Ecco gli elementi di propaganda intenzionale che sono presenti nel film:
1 - Forrest è descritto come gli USA vorrebbero che il mondo credesse l'americano tipico: forse poco intelligente ma onesto e ben intenzionato, candido sino all'ingenuità; uno che se fa il male lo fa per stupidità o per eccesso di zelo. E' propaganda culturale, perché l'americano tipico è l'opposto; è astuto, cinico e mal intenzionato, e quando fa il male - pur ridendo, come in genere - sa di farlo. Serve perché gli americani amano fare gli sprovveduti per "non pagare il dazio", come si dice qui: dopo avere compiuto una nefandezza, mettiamo un colpo di Stato o una strage di civili, sono dispostissimi ad attribuirla al loro "zelo anticomunista" forse eccessivo, a "informazioni incomplete o sbagliate", a "bombe intelligenti" che con falsa ritrosia ammettono qualche volta difettose, anche a pura e semplice dabbenaggine. Tutto pur di non dire: Abbiamo sovvertito e abbiamo ucciso perché cos? avevamo programmato per la nostra convenienza. Non dico che non esistano americani come il Forrest del film. Esistono in verità, e si possono anche prendere a modello per un film. Frank Capra lo ha fatto molte volte. Ma averne inserito uno come protagonista di un film come questo non pu? che essere una scelta precisa e maliziosa.
2 - Attraverso l'abile
montaggio di filmati d'epoca vediamo Forrest in contatto con i
presidenti Kennedy, Johnson e Nixon. Ci sono più strati di
falsità. Sono presentati come incontri di un uomo comune con il
Potere incarnato e cos? si dice implicitamente che i presidenti
americani comandano. I
presidenti americani invece non contano proprio niente. Il Potere
negli Stati Uniti è detenuto dall'establishment
imprenditoriale, in particolare dalle Multinazionali, e il
presidente è solo un impiegato incaricato di fare i loro precisi
interessi nel mondo, il che è la definizione di sempre della
politica estera americana. Gli Stati Uniti in effetti non sono
una repubblica presidenziale; sono una dittatura
dell'imprenditoriato. Dire o suggerire che i
presidenti americani comandano è propaganda.
Quindi si presentano i tre presidenti secondo i soliti cliché:
Kennedy idealista, democratico, ben intenzionato; Johnson
populista, democratico, ben intenzionato; Nixon, disonesto, poco
democratico, male intenzionato (e perci? sarebbe stato
allontanato dalla carica, e cioè licenziato). Tutto falso: erano
dei presidenti americani
e perci? erano tutti uguali, tutti dediti a fare gli interessi
all'estero dell'establishment,
con i soliti metodi spietati. Kennedy fece uccidere Ngo Din Diem;
tent? di fare altrettanto con Castro (per 20 volte secondo
quest'ultimo); diede impulso alla sovversione in Indocina; fece
preparare l'orrendo programma quadro di manipolazione psicologica
di massa che fu chiamato in suo onore CAMELOT (come i media
americani chiamavano Kennedy, perché era " nobile " e
" senza macchia " come un cavaliere della Tavola
Rotonda; il programma The Quartered Man
che fu usato dalla CIA per il colpo di Stato in Cile del 1973
faceva parte di CAMELOT). Johnson fece mettere in scena
l'incidente del Golfo del Tonchino e poi inizi? quei
bombardamenti di civili in Indocina che alla fine, tirate le
somme, avrebbero provocato 6 milioni di morti. Nixon era come
loro, giusto meno simpatico, e fu licenziato solo perché aveva
sancito la sconfitta nella Guerra del Vietnam.
3 - La sensazione della democraticità del sistema americano pervade tutto il film. Lo fa in maniera indiretta, dandola per talmente scontata da non meritare evidenziazioni. Come detto gli USA non sono affatto una democrazia. Sono un sistema totalitario, che si regge sull'esclusione dal voto di più della metà della popolazione e sulla repressione del dissenso. Sopra l'ho chiamata una dittatura dell'imprenditoriato, e dire o suggerire che sono una democrazia è propaganda.
4 - Durante una manifestazione di "hippies" e di neri a Washington un uomo un po' anziano e in divisa stacca goffamente la spina del megafono dell'oratore di turno. E' una inserzione di propaganda subliminale: suggerisce che eventuali boicottaggi alle manifestazioni progressiste degli anni Sessanta - dei pacifisti, dei figli dei fiori, dei neri - furono dovute ad iniziative estemporanee e personali di singoli benpensanti, sia pure magari appartenenti a qualche corpo statale o federale. Noi abbiamo invece avuto modo di vedere a proposito del movimento per i diritti civili dei neri che si tratt? di ben altro, che si tratt? di una repressione ufficiale, e violentissima benché surrettizia, ordinata dal Congresso.
5 - Nel film i movimenti degli hippies pacifisti e dei neri per i diritti civili sono potentemente diffamati. I loro happenings sono disordine, schiamazzi, ubriachezza, droga e intemperanze sessuali. Non è certo la parte "buona" dell'America. La parte buona è evidenziata da Forrest, che casualmente capita in una di queste manifestazioni vestito in alta uniforme (è in licenza dal Vietnam, dove faceva il suo dovere; mantiene la divisa perché - ci suggerisce la regia - ne è orgoglioso). E' proposto un party delle Pantere Nere, cui partecipa Jenny, l'amata di Forrest: alcool e droga e tutto il resto. Un giovane presentato come comunista, segretario della tal cellula, picchia senza apparente motivo Jenny; si sa come sono i comunisti. La salva Forrest, nella sua divisa. Non sono le opinioni del regista o dei produttori; è la propaganda dell'USIA.
6 - L'USIA ha stabilito
nel 1978 con molta precisione come Hollywood deve rappresentare
la guerra del Vietnam, sia dal punto di vista politico che
militare tecnico. Non posso dilungarmi e mi limito all'essenziale.
Politicamente va detto, o dato per sottinteso, che gli USA
intervennero per difendere il Sud dalla minaccia comunista. Dal
punto di vista militare non andavano assolutamente mostrati i
bombardamenti di civili e tutta la guerra andava ridotta a una
guerriglia nella foresta, con piccole pattuglie americane che si
difendevano da proditori attacchi di elementi non in divisa.
Panzane naturalmente, propaganda. Gli USA intervennero per
assicurare alle loro Multinazionali le risorse del paese e
dell'Indocina tutta; interessavano particolarmente le foreste di
alberi della gomma, buoni per fare i pneumatici. I bombardamenti
di civili erano quotidiani, e cos? per anni. E la guerra fu una
classica guerra moderna, risolta non dai guerriglieri Viet Cong
ma dalle artiglierie e dalle divisioni corazzate, meccanizzate e
di fanteria dell'esercito regolare del Vietnam del Nord. E'
importante invece fare credere che si sia trattato unicamente di
guerriglia: si giustifica in qualche modo l'esito del conflitto.
Invece ammettere una guerra "regolare" rivelerebbe una
verità che gli USA vogliono nascondere a ogni costo: la
congenita e stupefacente debolezza delle loro forze di terra, che
non sono in grado di battere nessun avversario, praticamente (nel
1968, l'anno dell'offensiva del Tet, quando i carri armati nord
vietnamiti giunsero a Saigon, 540.000 equipaggiatissimi soldati
americani appartenenti a 51 divisioni, appoggiati da una
potentissima aviazione e serviti da 850.000 ascari sud
vietnamiti, avevano a che fare con il seguente avversario: 87.400
regolari nord vietnamiti ripartiti in 10 divisioni, 56.000 Viet
Cong, altri 69.000 guerriglieri sciolti, e 50.800 elementi non
combattenti addetti a trasporti, sanità, propaganda e cos? via).
Forrest va alla guerra in Vietnam e le sue vicende concordano con
la versione USIA, come per tutti gli altri film di Hollywood è
ovvio. Non si parla dei motivi della guerra, ma se ci fosse stato
qualcosa di losco l'intelligente e democratico tenente Dan lo
avrebbe detto, no? Quindi il combattimento cui partecipa Forrest
è tipico di quanto prescritto dall'USIA: la sua pattuglia cade
in una imboscata di guerriglieri. Di carri armati nord vietnamiti
che avanzano in file serrate e di carri armati americani
abbandonati dagli equipaggi in fuga non c'è traccia.
7 - A parte come un cammeo va trattata una scena di Forrest in Vietnam. In una sequenza di pochi secondi si vede la pattuglia di Forrest avanzare in perlustrazione col fucile spianato in una risaia, fra i contadini sud vietnamiti che rimangono chini a lavorare sulle loro piantine tranquilli, come se niente fosse. E' una scena di propaganda subliminale. Sembra innocua e invece trasmette un messaggio preciso: che i contadini sud vietnamiti - e i sud vietnamiti in generale - si fidavano degli americani, li consideravano alleati e amici. Una falsità: i sud vietnamiti, e i contadini in particolare, erano terrorizzati dai soldati americani. Basti ricordare l'episodio di My Lai, una frazione del grosso villaggio sud vietnamita di Song My, dove nel novembre del 1968 la Compagnia "Charlie" dell'Americal Division stermin? tutti gli abitanti perché nei pressi erano attivi guerriglieri Viet Cong; le vittime furono 500, ed erano vecchi, donne e bambini perché gli uomini erano alla pesca. Esiste un filmato dell'operazione, girato da uno dei soldati americani. Da notare che Hollywood non ha mai tratto un film da tale episodio, che pure si presterebbe.
8 - Analoga la scena in cui il reduce tenente Dan presenta la nuova moglie a Forrest: nel doppiaggio italiano è definita una latino americana, ma ha tratti somatici indocinesi, addirittura vietnamiti (messaggio subliminale: i vietnamiti non ci tengono rancore, perché non abbiamo fatto loro nulla di male). Probabilmente, poi, nell'originale inglese la donna è proprio definita " vietnamita " e cos? è il doppiaggio nei paesi meno evoluti.
9 - Una sottile propaganda culturale è propinata da Forrest podista. Forrest corre a piedi per gli States senza mai dire nulla. La gente pensa che abbia un qualche messaggio da comunicare e diversi giovani cominciano a trotterellargli dietro in attesa. Dopo tre anni e due mesi Forrest finalmente si ferma ed i giovani pendono dalle sue labbra, ma lui dice: "Sono un po' stanchino. Penso che torner? a casa". E' una irrisione per coloro che attendono qualcosa dai pensatori, dagli ideologi, da tutti quelli che non ritengono soddisfacente il sistema americano e continuano a cercare. Per l'USIA il sistema americano è perfetto e chi spera di trovare alternative è un illuso. Occorre ricordare che un funzionario dell'USIA - uomini e donne culturalmente preparatissimi, veri intellettuali di regime - partecipa alla messa a punto finale della sceneggiatura di ogni film di Hollywood.
10 - Nel film c'è un chiaro elogio del capitalismo americano. Dopo il Vietnam Forrest e il tenente Dan, uno semi ritardato e l'altro senza gambe, diventano miliardari con la Bubba Shrimp Company. Messaggio subliminale: sono due meritevoli e il sistema - che è giusto - immancabilmente li premia, sia pure dopo averli fatti penare un po'. Si fa di più. Si suggerisce infatti - sempre per via subliminale - che è Dio stesso a guidare tale sistema: provoca una tempesta che elimina la flotta peschereccia della concorrenza. E' l'idea fondamentale del Calvinismo, la religione americana: Dio fa arricchire i meritevoli, o gli insondabilmente prediletti, e manda a ramengo gli altri. Segue un po' di propaganda subliminale a favore della Apple Computers: Forrest e il tenente Dan arricchiscono ulteriormente investendo in azioni di questa Multinazionale, che diventa veicolo di positività e quindi positiva anch'essa. Diventati capitalisti consolidati i due fanno beneficenza: donano alla parrocchia Protestante locale, alla madre dell'amico nero Bubba morto in Vietnam, e fondano un ospedale a Bayoula, il paesino di pescatori di gamberi rovinati dalla tempesta divina. Nella vicenda è contenuta - di nuovo per via subliminale - una diffamazione dei neri: i pescatori di gamberi di Bayoula (paesino della Louisiana nel delta del Mississippi) sono tutti neri e sempre stati in miseria ma ecco, arrivano due bianchi a fare il loro mestiere e diventano miliardari.
11 - Come si vede il film fa grande uso delle tecniche subliminali per convogliare propaganda. Evidentemente un esperto in materia ha collaborato alla realizzazione dell'opera. Una tecnica subliminale sopraffina in effetti è anche usata per la "normale" costruzione della vicenda. Forrest ha una vita punteggiata da contatti personali, pure fugaci, con grandi personaggi pubblici: conosce Elvis Presley (cui addirittura ispira le caratteristiche movenze); incontra i presidenti John Kennedy, Lyndon Johnson e Richard Nixon (e ne innesca la caduta); partecipa casualmente ad una intervista televisiva di John Lennon; assiste all'attentato al governatore Wallace. Occorre in qualche modo rendere verosimile tale sequela di eventi pubblici e si ricorre ad altri collegamenti più sotterranei, che riguardano accettabili concatenazioni di eventi sul piano privato e predispongono ad accettare anche quelle a livello pubblico. Il filo conduttore sono gli arti inferiori del corpo umano. Forrest bambino guarisce dalla poliomielite e diventa valido maratoneta. In Vietnam il tenente Dan lo ammonisce come prima cosa a tenere i piedi asciutti (le risaie). Lo stesso tenente Dan perde proprio le gambe. Il collegamento con la sfera pubblica avviene col governatore Wallace, rimasto paralizzato nell'attentato, e su di una sedia a rotelle come il tenente Dan. Il tenente Dan alla fine cammina con delle protesi che richiamano gli apparecchi portati da Forrest bambino.
12 - E vengo al motivo per cui ho inserito nelle premesse una biografia di Jean Seberg. Perché la figura di Jenny Curran, l'amata di Forrest, è stata costruita in modo da evocare proprio lei. La vicenda di Jenny non è esattamente uguale a quella della Seberg, perché sarebbe troppo scoperto, e quindi inefficace se non controproducente (non sarebbe un'operazione subliminale...). I punti di contatto per? sono molti e qualificanti. Chi è la Jenny proposta nel film ? E' una giovane bionda e bella, sensibile e con propensioni artistiche, tendenzialmente una brava ragazza. Si mette per? con gli hippies e i contestatori, e in particolare frequenta le Pantere Nere. Finisce cos? nella promiscuità e nella droga, e contrae l'AIDS. L'idea del suicidio comincia a farsi strada nella sua mente (la passeggiata sul balcone del grattacielo). Partorisce da single un figlio, che è di Forrest. Dopo qualche anno sposa Forrest e quindi muore. I collegamenti sono: la collocazione temporale negli anni Sessanta/Settanta; il nome " Jenny " analogo a " Jean "; la somiglianza fisica di Jenny con la Seberg; le sue propensioni artistiche; la sua frequentazione delle Pantere Nere; il tema del suicidio; la gravidanza, e da single; la durata annosa di una angosciosa parabola conclusa con la morte. Questi collegamenti nel subconscio dello spettatore che in un angolo della memoria conserva qualche vaga nozione di Jean Seberg e della sua vicenda provocano con sicurezza l'identificazione, anche se a livello di coscienza non se ne accorge.
Perché è stata
compiuta tale operazione ? L'obiettivo propagandistico del film
è di proporre gli anni Sessanta/Settanta americani nel senso
voluto dal regime; di riabilitarli.
Se ci pensiamo sono gli anni peggiori per l'immagine americana
dell'intero Novecento: movimento dei diritti civili e sua
repressione; contestazione giovanile e sua repressione; Pantere
Nere e loro sterminio; guerra del Vietnam e relative bibliche
stragi di innocenti. La vicenda di Jean Seberg fu all'epoca un
avvenimento clamoroso, e negativo per il regime quasi come quelli
accennati: era opportuno, dato che si faceva un film per
riabilitare tutto il periodo, riabilitare anche gli aguzzini
della Seberg.
Il personaggio di Jenny infatti riabilita il regime tramite la
diffamazione che opera della Seberg. Il subconscio di quegli
spettatori in cui si è verificata l'identificazione ragiona con
la cieca meccanica che gli è propria: se Jenny è la Seberg
allora la Seberg fin? male perché con hippies
e Pantere Nere impar? la droga e la promiscuità e di l? la
disperazione e la gravidanza e il suicidio; non sapevo che avesse
anche l'AIDS ma s?, pu? darsi. La Seberg è diventata cos? un
personaggio negativo, e se ebbe degli aguzzini questi non furono
poi cos? inescusabili. Il lavorio del subconscio come si sa ha
effetti a livello della coscienza (è per questo che l'USIA
ricorre cos? spesso alla tecnica subliminale). Molti lettori
italiani potranno obiettare di non aver mai sentito parlare di
Jean Seberg. Pu? darsi, ma altri s?. Ci sono paesi poi dove la
vicenda della Seberg ebbe eco maggiore che in Italia, inducendo
strascichi più lunghi nella memoria. In Francia ad esempio, e
senz'altro negli Stati Uniti; non tutti i critici cinematografici
europei inoltre sono come quelli italiani, o come Paolo Limiti.
L'USIA quando manipola sceneggiature non pensa solo all'Italia;
pensa al mondo.
Povera Jean Seberg. Le diffamazioni dell'FBI l'uccisero. Ora anche le diffamazioni di Hollywood, sulla sua tomba.
Il personaggio di Jenny
in Forrest Gump
costituisce la prova provata, inoppugnabile, delle interferenze
del governo statunitense nei prodotti finiti di Hollywood. In
questo caso infatti è esclusa ogni altra ipotesi. Non pu?
essersi trattato delle opinioni personali del regista o dei
produttori: che interesse potevano avere Zemeckis, Tisch, Starkey
o Finerman a falsificare, e in tale modo subliminale e
premeditato - da specialisti della propaganda - la vicenda di
Jean Seberg? Solo l'USIA, per conto del governo statunitense,
poteva avere interesse in una tale operazione. E' la prima volta
nella storia di Hollywood che l'attività dell'USIA viene dimostrata.
Ci? è stato dovuto a un colpo di fortuna nostro: lo specialista
in tecniche subliminali dell'USIA che ha lavorato sul film era
troppo bravo ed ha ecceduto nei virtuosismi.
Lo stesso personaggio di Jenny in Forrest
Gump rappresenta anche la sentenza più
definitiva per i critici cinematografici non solo italiani, ma
anche europei: era un messaggio in codice diretto all'inconscio
degli spettatori e non l'hanno afferrato. Spero abbiano imparato
cosa sono davvero i film di Hollywood.
UN ESEMPIO TIPICO DELLA PROPAGANDA MADE IN
HOLLYWOOD: AMERICAN BEAUTY![]()