GLI ASINI DELLA TERRA SANTA
di Minerva Wright
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Costretti a vivere in tende e chiusi in un ghetto, i palestinesi, e tra essi inserirei anche i 6 milioni di profughi sparsi altrove, lottano quotidianamente per sopravvivere e resistere alle crudeli leggi di apartheid israeliane senza perdere la loro dignita' umana. Secondo Amnesty International, le case palestinesi possono essere demolite a piacimento nello spazio di pochi minuti e senza alcun preavviso da parte dell'esercito occupante, e cio' causa perdite materiali e morali a migliaia di uomini, donne e bambini. Ma
gli asini israeliani! Oh, gli asini israeliani! |
Jonathan Pearce, direttore della WSPA, ha ringraziato Lucy Fensom, la fondatrice del sito, per la sua generosita' nel cercare di migliorare le condizioni di vita dei sofferenti asini israeliani. Un documento della WSPA stabilisce che "gli asini del santuario hanno alle spalle orribili storie di sofferenza e fatica, ma, con l'aiuto di Lucy, riusciranno a vivere in pace per il resto della loro vita".
Se soltanto i terrorizzati bambini di Palestina - condannati ad incubi eterni per aver visto le madri uccise a sangue freddo senza motivo, le case demolite dai bulldozers mentre i nonni e gli animaletti domestici restavano all'interno - potessero essere cosi' fortunati! Se solo la generazione di palestinesi non ancora nata potesse avere la sicurezza di vivere in pace!
Anche per
gli asini palestinesi non vi e' porto sicuro.
Rapporti degli ultimi sette anni mostrano che gli animali
palestinesi condividono la triste sorte dei loro proprietari.
Anch'essi sono, sempre piu', vittime dell'aggressione israeliana.
Il New York Times del 14 aprile 1995 riporto' che le truppe israeliane imposero il coprifuoco ad una citta' palestinese e, durante il coprifuoco, 90 cani del paese furono abbattuti perche' rei di abbaiare e dunque di allertare la popolazione locale durante le incursioni dell'esercito. Il ministro israeliano dell'ambiente defini' le uccisioni "inaccettabili", e fu rivelato che la maggior parte di quei cani erano pastori o animali domestici.
Gli animali palestinesi sono l'obiettivo della violenza dei coloni israeliani. Mediante siringhe avvelenate, i coloni di Itamar, costruita su terra dell'omonimo villaggio confiscata ai proprietari palestinesi, nell'agosto del 2001 hanno sistematicamente ucciso interi greggi nella valle di Yanun, situata a 3.5 km di distanza dal villaggio di Aqraba. Il villaggio conta circa 10.000 abitanti, il cui impiego principale e' nell'agricoltura, specie di alberi d'olivo, e nel pascolo. Da quando fu insediata la colonia israeliana, i contadini e gli allevatori palestinesi sono stati le vittime principali degli atti vandalici dei coloni.
Nell'agosto 2001, la giornalista Kathryn Kingsbury del Capital Times, Madison, Wisconsin, in un articolo sul movimento pacifista palestinese distrutto dalla perdurante occupazione militare nei territori, ammoni' che "con il nostro silenzio, stiamo in realta' approvando le atrocita' commesse da Israele contro i palestinesi".
Solo due settimane prima che ella visitasse una comunita' desertica di pastori risiedenti in 75 abitazioni ottenute da caverne millenarie presso la citta' palestinese di Yatta, l'esercito israeliano aveva distrutto con i bulldozers ciascuna di quelle antiche caverne, seppellendo, sotto tonnellate di roccia, abiti, automobili e pecore. Quando la Croce Rosse Internazionale forni' delle tende alle famiglie dell'antica comunita', gli israeliani ritornarono con le loro macchine di distruzione e seppellirono anche quelle. Il governo israeliano giustifico' la demolizione delle caverne dicendo che "erano state costruite senza il necessario permesso".
"BAMBI" DI PALESTINA Lo scorso aprile, due bambini palestinesi cavalcavano i loro cavalli quando, senza alcun preavviso, i soldati israeliani iniziarono a sparare contro di loro da una base militare sulla collina nelle vicinanze. I due ragazzini, insieme ad altri bambini dell'area, scapparono per salvarsi la vita, ma entrambi i cavalli rimasero uccisi dal fuoco israeliano. Uno dei cavalli, una femmina, era incinta e, quando il "Bambi" palestinese orfano fu fatto nascere, i testimoni affermarono che il cavallino, non sapendo cos'e' un assassinio, cercava di nutrirsi dal corpo insanguinato della madre. Il valore di mercato dei cavalli e' di circa 5.000 dollari, una cifra considerevole per un contadino palestinese. |
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Un rapporto sponsorizzato dall'Unione Europea preparatodall'Applied Research Institute Jerusalem (ARIJ) e dall'Arab Studies Society Land Research Center (LRC) ha dichiarato che i contadini palestinesi, dall'inizio dell'Intifada dell'Aqsa, l'ultima lotta per mettere fine all'occupazione israeliana della Palestina, hanno perso i loro greggi in un numero sempre piu' elevato. Cio' vuol dire che vi e' una continua e grossa perdita economica, che si protrae nel tempo, poiche' ciascun animale, che ha un effettivo valore in se', produce un valore cumulativo risultante dalla prole.
"Questi attacchi agli animali", afferma il rapporto, "non sono motivati da necessita' militari ma sono il mezzo con cui Israele punisce il popolo palestinese, distrugge il suo ambiente vitale, instilla l'incertezza e la paura nella sua vita quotidiana".
Durante le manifestazioni del 15 maggio 2001, che commemoravano la Nakba (la Catastrofe palestinese), il Bambi palestinese, il cavallino orfano, vi partecipo' insieme ai bambini - simbolo di speranza e sopravvivenza nonostante la crudelta' dell'occupazione di gente ed animali di Palestina, i quali non sono fortunati come gli asini israeliani, salvi nel loro porto che gli consente di vivere una vita in pace.
traduzione a cura di www.arabcomint.com