I LANCIATORI DI PIETRE

In mezzo ai giovani dell'intifada, tra resistenza, patriottismo, repressione ed eroismo, nei Territori occupati da Israele.  

 

La vita sotto l'occupazione determina la presa di coscienza politica dei giovani palestinesi di Cisgiordania e Gaza, come dimostra il ruolo centrale da essi svolto nell'intifada. Anche i giovani palestinesi che abitano in altre parti del mondo arabo e quelli dei campi profughi vi diranno il nome del loro villaggio di provenienza, anche se e' stato distrutto al momento della costituzione dello stato d'Israele. Spesso i bambini palestinesi imparano il nome dei dirigenti dell'OLP prima di saper leggere e scrivere o sanno spiegare la differenza tra sionismo e giudaismo. I bambini nati nei campi profughi e nei territori occupati bevono il latte materno mentre il loro campo e' sottoposto a coprifuoco; si svegliano nel cuore della notte al sibilo delle pallottole e al trambusto per un eventuale attacco delle squadre di coloni. Crescendo, imparano presto la lezione politica dell'occupazione. Soldati, manganelli, gas lacrimogeni, pallottole, arresti, torture, coprifuoco, chiusura degli ingressi dei campi, arresti domiciliari e detenzioni amministrative fanno parte del vocabolario quotidiano della vita del rifugiato. Ma il vocabolario dei giovani palestinesi non e' fornito soltanto dalla repressione. Presto imparano anche il linguaggio della resistenza e gli emblemi nazionali palestinesi decorano le pareti della maggior parte delle case.

I muri non intonacati delle abitazioni dei campi sono tappezzati di fotografie di dirigenti palestinesi, per lo piu' ritagliate da giornali e riviste. Tra le tante, molto popolare e' il volto di donna di Dalal al Mughrabi, martire del Fronte Popolare. Manifesti di artisti palestinesi come "Jabal al-Mahamil" di Suleiman Mansur - il facchino che porta sulle spalle Gerusalemme - sono frequentemente incorniciati e appesi nelle stanze di soggiorno accanto ai diplomi di licenza liceale e ai ritratti di familiari che vivono all'estero. Calendari stampati dai comitati di base femminili o da movimenti giovanili sono anch'essi messi in mostra con orgoglio nelle case di molti rifugiati. Generalmente si ispirano a motivi nazionali palestinesi: la bandiera e I suoi colori, la kufiya a scacchi bianca e nera o uno schizzo approssimativo della mappa della Palestina. Tuttavia, la resistenza non e' semplicemente una parola d'ordine politica o un calendario nazionale, bensi' l'impegno a prestare un giorno di lavoro volontario per costruire un muro di contenimento o per pavimentare una strada. Attivita' che vengono svolte cantando canzoni patriottiche e in quest'atmosfera si genera entusiasmo tra i giovani. Anche i matrimoni possono servire a rafforzare il sentimento nazionale. In molti casi le canzoni cantate menzionano alcuni dirigenti palestinesi ad indicare  l'organizzazione per la quale la coppia simpatizza.

A scuola, dimostrazioni e lanci di pietre fanno parte della tradizione di mobilitazione. I bambini in eta' scolare conoscono gli eventi politici piu' recenti o gli anniversari nazionali. Li celebrano giocando in massa una specie di hockey nell'intervallo, scagliando sassi contro i veicoli israeliani di passaggio. Scagliare una pietra significa essere "un tipo"; centrare il bersaglio significa diventare "un eroe". Essere arrestato e non confessare atti compiuti equivale ad essere "un uomo".

Il lancio di pietre, usualmente, e' parte integrante delle grandi dimostrazioni che rappresentano la risposta a particolari azioni israeliane: arresti, provocazioni, chiusura dell'entrata del campo, ferimenti ai residenti dei campi, ecc.  Soltanto di rado il lancio di pietre e' un atto isolato. Talvolta lo effettuano piccoli gruppi bene esercitati; piu' di frequente interessano gruppi di uomini e donne che, a mo' d'esempio, si mobilitano in azioni di protesta contro gli attacchi delle squadre di coloni che assalgono gli abitanti dei campi.

Sebbene le scuole rappresentino tradizionalmente il punto focale per l'avvio di una dimostrazione - per via della massa giovanile radunata - l'attuale sollevazione, una volta innescata, non si e' spenta nonostante le scuole e le universita' siano state chiuse con ordinanza militare dagli israeliani, rendendo possibile la sua propagazione oltre il perimetro dei campi.

Nei villaggi e nelle citta', i punti strategicamente piu' adatti, o le aree adiacenti le moschee sono diventati le zone da cui partono i lanci di pietre e molte dimostrazioni. Intere comunita' sono state coinvolte in atti di resistenza e la rete di viuzze costiuiscono un vantaggio per i giovani, che conoscono ogni angolo e ogni via e usano i tetti per spostarsi di casa in casa sfuggendo ai soldati che li cercano all'interno delle abitazioni.

La situazione e' virtualmente identica nei quartieri vecchi della maggior parte delle citta', ove la presenza di costruzioni elevate consente ai palestinesi di investire, con lancio d'oggetti, gli israeliani. Nei villaggi, i dimostranti trovano un punto di riferimento sugli alberi e i pendii rocciosi delle colline. Spesso agiscono in piccoli gruppi per impedire ai soldati e ai coloni di avvicinarsi troppo al villaggio.

Alcuni giovani dimostranti, intervistati a Nablus, hanno spiegato che al suono dell'allarme I ragazzi del quartiere si dividono in tre gruppi. Il primo, composto di vedette, poste sui tetti, ha il compito di segnalare i movimenti delle truppe israeliane. Il gruppo spesso include donne che utilizzano la propria casa come punto d'osservazione. Il secondo gruppo svolge un'azione puramente difensiva: coprire il gruppo d'attacco impegnato in un'azione importante.

Il gruppo offensivo e' composto dai ragazzi piu' veloci e coraggiosi, I quali, dopo essere arrivati in prossimita' delle postazioni israeliane e aver scagliato le pietre, sono coperti, nella ritirata, dall'intervento del gruppo difensivo pronto ad erigere, con una fitta sassaiola, una barriera per "rallentare" l'avanzata dei soldati e consentire agli attaccanti di mettersi al sicuro.

Coperti dalla kufiya e da sciarpe che ne celano l'identita' ai tele-obiettivi e alle camere televisive fisse e mobili, i giovani considerano riuscito l'attacco se riescono a tenere lontano l'esercito dal loro quartiere

 

www.arabcomint.com