I terroristi hanno
perso!
di Gabriel Ash
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Gli elettori spagnoli hanno dato una pedata decisiva all'anti-democratico ed estremista governo Aznar, che aveva spinto la Spagna dietro alla guerra di George Bush, nonostante la forte disapprovazione della schiacciante maggioranza della popolazione. Hanno anche fatto qualcosa di cui non si sente parlare spesso in quest'epoca reazionaria. Hanno fatto pagare ai loro politici ciò di cui essi sono responsabili. Wow!
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In
qualche modo, nei circoli USA della destra radicale, ciò e' stata
definita "una vittoria per i terroristi". Questa e' la logica
che essi adoperano: al-Qaida vuole che l'occidente esca fuori dal Medio
Oriente. Vuole stabilire un equilibrio del sangue per ciò che percepisce
come gli attacchi occidentali all'Islam, un prezzo da pagare per le scelte
politiche dell'occidente. Secondo questa logica, il prezzo della
partecipazione alla guerra e' stato oggi riscosso in Spagna. Rifiutandosi
di alzare la posta in gioco e di marciare dietro gli alleati di Bush, gli
elettori spagnoli avrebbero effettivamente capitolato. |
Ma i fans dell'impero USA sono confusi. Essi dichiarano anche che i terroristi sono "nichilisti" che non possono essere dissuasi e con cui non si può ragionare, e che gli spagnoli sono degli illusi se credono di potersi salvare dall'essere obiettivi del terrorismo attraverso le "concessioni". Al contrario, sostengono, il cambiamento di politica sotto pressione renderà ancora di più la Spagna un obiettivo.
Il problema e' che queste due descrizioni degli obiettivi di al-Qaida si contraddicono. O al-Qaida e' impegnata in una sorta di realpolitik, in cui cerca di dissuadere gli opponenti e di influenzare le loro decisione con il consueto (e talvolta crudele) metodo del bastone e della carota (che i realisti della politica apprezzano molto), o e' impegnata in una guerra nichilista senza fine, senza obiettivi precisi se non la generica "conquista del potere".
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Se gli obiettivi degli attacchi di Madrid erano quelli di sconfiggere Aznar, bisogna riconoscere loro una sorta di realpolitik in agenda, mirante a separare l'Europa dagli Stati Uniti. Il successo di tale agenda dipende da un certo livello di accordo con l'Europa, così come con ogni altro paese che voglia rimanere neutrale. Ovviamente, per poter convincere i paesi a non correre dietro George Bush, al-Qaida deve poter essere in grado di poter colpire coloro che hanno optato per il conflitto. In questo caso, le "concessioni", lungi dall'essere insensate e gratuite, sono una politica perfettamente sana. |
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Se, d'altra parte, i perpetratori non mirano a concessioni, ne consegue che il loro obiettivo non era affatto sconfiggere Aznar. Se i terroristi sono impegnati in una spietata "guerra di civiltà", per quale motivo dovrebbe a loro importare quale sia l'identità di chi governerà la Spagna? Non e' più plausibile che essi desidererebbero l'effetto opposto di quello ottenuto? E cioè che gli spagnoli reagissero come gli americani dopo l'11 settembre? Avrebbero senz'altro preferito che gli spagnoli si lanciassero in un'ondata di odio contro i musulmani.
In
verità, i piani di al-Qaida (o di chiunque si celi dietro questo nome) non sono
partoriti da una mente unica: in alcuni casi, come in quello di Madrid,
considerando la tempestività dell'attacco, sembra che la motivazione sia la
deterrenza. In altri casi, sembra che l'obiettivo sia quello di provocare
un'escalation e di incitare i governi ad una maggiore repressione anti-islamica.
Si tratta della classica mossa della resistenza clandestina. I gruppi del
radicalismo islamico possono crescere e divenire una forza reale solo grazie
alla violenza occidentale contro i musulmani ordinari, che vengono radicalizzati
dall'esperienza e convinti ad unirsi ai gruppi militanti.
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Vi e' tuttavia almeno una prova che l'obiettivo degli attentati a Madrid non fosse l'eliminazione di Aznar ma la repressione contro i musulmani spagnoli, specie degli immigranti dal Marocco, poveri ed illegali. Perché e' stata scelta una moschea del centro per deporre una cassetta di "al-Qaida" (e perché l'anonimo interlocutore ha descritto la località in cui sarebbe stata trovata la cassetta riferendosi proprio alla moschea)? Vi e' inoltre qualcosa di sospetto sulla facilità con cui e' stata coinvolta la comunità marocchina. Forse i terroristi erano davvero maldestri. O forse ciò che volevano suscitare era proprio un'aggressività popolare contro la minoranza musulmana. |
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Qualunque sia stato il loro obiettivo, "la guerra di civiltà", la dottrina dei terroristi globali che vanno dal Pentagono a Tora Bora, ha accusato un colpo, in Spagna. Per quei musulmani radicali spinti al terrorismo dalla percezione di essere sotto l'infinito attacco dell'occidente, e che cercano di mettere fine al dominio occidentale delle loro società e delle loro risorse, il migliore antidoto e' sicuramente mettere fine a questo dominio, ritirare i militari dalle loro terre, smettere di supportare Israele ed esigere, in cambio, mutuo rispetto. Per coloro i cui obiettivi sono incitare maggiore violenza per scatenare un conflitto totale tra occidente ed Islam, il migliore antidoto e' privarli del terreno di coltura, rifiutandosi di giocare al gioco dell'escalation e della vittimizzazione.
La reazione degli elettori spagnoli e' stata dunque saggia, persino soprannaturale. Richard Perle ed Osama staranno sibilando e ansimando.
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Traduzione a cura di www.arabcomint.com
da YellowTimes.org