I Bambini delle Pietre
| Centinaia di bambini palestinesi al di sotto dei 12 anni sono stati sinora massacrati dall'esercito israeliano d'occupazione. Dal 1967, 2.500 bambini sono restati uccisi o mutilati dalle mine lasciate da Israele in Palestina. |
Ma chi comprende e sa, è consapevole che dietro ciascuna di quelle giovani vittime c’è una famiglia disperata, una madre che per notti non ha dormito, per giorni ha vissuto il tormento di non sapere se suo figlio tornerà a casa… Le madri, anch’esse militi ignoti, che cercano di calmare i bambini, che non riescono più a svolgere i compiti quotidiani, che dimagriscono e non riescono a dormire bene di notte, che hanno paura per mariti e figli… Il dolore si amplifica all’infinito e diventa un oceano di disperazione e impotenza, di pazzia. I disturbi nervosi sono aumentati vertiginosamente, in Palestina, e cosi' pure la vendita di tranquillanti ed ansiolitici: sono soprattutto le donne ad usufruirne. Anche gli aborti sono aumentati, causati dai gas lacrimogeni che l’esercito israeliano riversa sui territori con profusione, dimenticando lo slogan dei sopravvissuti ai campi di concentramento : MAI PIU’. Mai più anche per i palestinesi? Non userete più i gas nervini che intaccano il sistema nervoso, voi, sopravvissuti alle camere a gas? E’ una tragedia di cui nessuno sembra avere la percezione: i giovani caduti si contano a centinaia, ed a migliaia quelli che porteranno a vita, sul loro corpo, i segni di un’occupazione violenta e di una repressione brutale. Ferite nell’anima e ferite nel corpo, e chi puo' dire quali facciano più male? Se si chiederà a quei ragazzi che manifestano nelle strade cosa sia cio' che gli fa più male, nessuno risponderà : le pallottole, le umiliazioni, le botte dei coloni. Queste cose fanno parte dell’infinita tragedia della guerra, della colonizzazione, dell’occupazione. Ma tutti risponderanno: il silenzio e l’indifferenza del mondo. Perchè questa è la vera tragedia nella tragedia: la consapevolezza di essere soli di fronte ad un nemico troppo forte e troppo protetto, a cui nessuno dirà mai: ORA BASTA! Israele, prima di essere una potenza militare e nucleare, è, nell’immaginazione collettiva ci? che essa ha voluto rappresentare agli occhi del mondo. Ed in cio' sta la sua schizofrenia: davanti al mondo si presenta come la vittima assediata, lo stato che non riesce a vivere in pace, il popolo deportato, rinchiuso nei campi di concentramento e “gasato”, a cui la comunità internazionale deve solidarietà sempre e comunque; davanti ai palestinesi si presenta col polso di ferro, aggressivo, spavaldo, prevaricatore. Questa doppia anima di Israele fatica a venire allo scoperto e, per tutti, esso rappresenta i”poveri ebrei sterminati che hanno diritto ad una patria”, non importa quale drammatico prezzo abbiano pagato i palestinesi per realizzare cio'. Eppure, se realmente gli ebrei desiderassero vivere in pace come dichiarano, sarebbe cosi' facile mettere fine alla tragedia! Basterebbe che l’esercito di occupazione israeliano, che ha creato in Palestina uno stato di apartheid con violenze, minacce, persecuzioni, divieti, coprifuochi e tutte le miserie umane immaginabili, lasciasse i territori. Cosi' facile eppure cosi' difficile: Israele, in realtà, non vuole lasciare la terra occupata! Cio’ che vuole è mantenere lo status quo all’infinito fino ad annientare la resistenza palestinese. E chi potrà mai costringerla a rispettare le risoluzioni dell’ONU? Israele non è l’Iraq, nè i palestinesi hanno il petrolio, quindi vada pure al diavolo il diritto internazionale. Il figlio viziato (Israele) del riccone (Stati Uniti) sa che la farà franca sempre, comunque e dovunque, semplicemente agitando la bandiera dell’antisemitismo…come se i palestinesi non fossero semiti a loro volta! Dunque nei territori si continua a combattere e a morire, nonostante tutto. I bambini delle pietre, i giovani col futuro rubato continueranno a lanciare sassi contro i carrarmati, nuovi Davide, armati di fionde, contro Golia, armati di tutto punto. E non importa se saranno chiamati “sovvertitori dell’ordine pubblico” o “terroristi” dai mass-media mondiali governati da Israele, non importa se le madri palestinesi tremeranno ancora nell’attesa di veder tornare i propri figli, mentre nelle loro teste continuerà a rimbalzare l’ammissione : meglio la morte che continuare a vivere cosi'; quello che conta è che la lotta di liberazione nazionale vada avanti, con le lacrime, col sangue, col sacrificio e col coraggio, perchè mai , nella storia dell’uomo, un popolo ha smesso di sognare e di battersi per la libertà. |