I "fratelli" arabi
di Eric Margolis
Ogni leader arabo sa che gli USA schiacceranno l'Iraq, ma nessuno di essi gli dara' una mano, rischiando cosi' di finire sulla lista nera di Washington. Allo scopo di deflettere la furia dei loro popoli provocata dalla prossima invasione dell'Iraq, i governanti arabi hanno ordinato ai loro media obbedienti di lanciare una campagna tesa ad indicare in Saddam il responsabile della guerra. La disunita' araba non e' mai stata cosi' pateticamente alla ribalta. I leaders arabi sono profondamente
consapevoli della strategia dell'attacco USA all'Iraq,
iniziata nel 1988 con una campagna di propaganda - la piu'
massiccia dalla II Guerra Mondiale - ispirata dai neo-conservatori
americani, supporters del Likud israeliano. All'inizio di questo mese, il Washington
Post ha pubblicato un rimarchevole articolo che rivela
come un gruppo di falchi neo-conservatori dell'amministrazione
Bush abbiano pianificato segretamente una guerra contro l'Iraq. Traduzione: la guerra contro l'Iraq e' stata pianificata per assicurare ad Israele una posizione di dominio incontestabile in Medioriente, mettere fine alla resistenza palestinese, esigere la vendetta sugli hezbollah, garantire la sottomissione ad Israele dei regimi arabi e controllare il flusso del petrolio iracheno e saudita. Ben sapendo, dunque, che Israele sta pressando l'amministrazione Bush ad una guerra contro uno dei loro "fratelli", una guerra il cui obiettivo dichiarato e' "ridisegnare la mappa del Medioriente", rovesciandone alcuni regimi, probabilmente anche quello dell'Arabia Saudita, e rubare il petrolio iracheno, i governi ed i potentati arabi restano paralizzati come cervi alla luce dei fari posteriori di un carroarmato. Mai come adesso i regimi arabi hanno mostrato una piu' assoluta mancanza di legittimita'. Essi sono feroci nella repressione interna, ma deboli ed inetti quando devono fronteggiare minacce esterne. Contrariamente ad Israele, che e' organizzato e determinato, i governanti arabi sembrano un gruppo di agitati e timorosi ometti intenti a tormentarsi le mani, ed i cui interessi raramente trascendono la ricchezza personale ed il potere. Cosa potrebbero fare gli arabi per evitare una guerra di aggressione contro l'Iraq che assomiglia sempre piu' ad una crociata medievale? Formino un fronte diplomatico unito che chieda che le ispezioni continuino. Organizzino un boicottaggio petrolifero totale agli USA se l'Iraq dovesse essere attaccato. Inviino in Iraq 250.000 civili da tutto il mondo arabo a formare scudi umani attorno a Baghdad ed alle altre citta' minacciate. Boicottino Gran Bretagna, Turchia, Kuweit e stati del Golfo che si uniscano o favoriscano l'invasione USA dell'Iraq. Ritirino tutti i fondi a deposito sulle banche americane e britanniche. Accettino pagamenti per il petrolio solo in euro, non in dollari. Mandino in Iraq truppe scelte della Lega Araba, sicche' un attacco all'Iraq diventi un attacco a tutti loro. Cancellino commesse e contratti per l'acquisto d'armi americane e britanniche del valore di miliardi di dollari. Almeno avranno dato prova di possedere ormoni maschili ed orgoglio nazionale. Ma gli stati arabi non lo faranno. Diverranno piu' piccoli, temporeggeranno e poi si uniranno agli avvoltoi che si ciberanno della carcassa sanguinante dell'Iraq, nello sforzo di mostrarsi devoti servitori di Washington. Gli efficienti servizi di sicurezza
interni schiacceranno qualsiasi moto popolare di protesta
contro l'attacco all'Iraq, particolarmente in Egitto,
Marocco e Giordania. Continueranno a torturare e
giustiziare coloro che si oppongono alle loro politiche
fallimentari. I campioni auto-proclamatisi della causa
araba, Libia e Siria, staranno in silenzio.
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traduzione a cura di www.arabcomint.com