Il mai fatto
Il mai fatto
E non più macerie
se dentro di noi scaviamo
per uscire nuovi finalmente
alla vita
la parte dell’ombra sconfitta
da mani scongiuri che si stringono
come fosse la prima volta toccando
ogni cosa
ed inventando nomi con lo stupore
di un’infanzia che si apre al mondo
al vento spargendo i semi del sogno
per gettare le fondamenta di costruzioni
future
che smentiscano la gabbia che ci costringe
in calcoli lunghi
in orologi
sbriciolata sabbia
del tempo che c’è dato
dove ognuno guarda
obliquamente all’altro
e distruzione è la legge
frantume la ragione
e odio il risultato
Ecco il compito
che ci attende
Il
mai
fatto
Cio' che renderà
vero
quel che viviamo
vivo
cio' che speriamo
e il sasso resta
Con la sua bambola
lungo il fiume
la bimba cammina
sussurra una canzone
...bella da niente
che sarai regina
sarai luna
sarai stella
e il vento ti porterà
via
cucendoti un vestito
di rugiada e di viole
t’affidero' la mia ferita
perché sbocci come un fiore
con te saro' sovrana
dei regni dell’aurora
aquila danzante
alla periferia del sole
erba sottile
accarezzata dall’amore
farfalla taciturna
che s’incendia di colori
bella da niente
che sarai regina
perché il mondo m’accolga
in un riso di stupore...
Con la sua bambola
lungo il fiume
la bimba cammina
sussurra una canzone
E il sasso resta
ma l’acqua scorre