IL MITO DI MASADA E' STATO SEPPELLITO A JENIN

di Juliano Mer-Khamis, ebreo israeliano

Nella battaglia di Jenin il popolo palestinese ha eretto la Montagna di Masada. Il mito ebraico dell'eroismo e del sacrificio e' stato seppellito sotto la montagna di corpi di Combattenti per la liberta' palestinesi, uccisi dai soldati israeliani nei vicoli del campo profughi di Jenin. Generazioni scaleranno questa montagna in cima al campo onorando la memoria dei Combattenti.

"... essi (i soldati israeliani) entrarono nel palazzo, e incontrarono la moltitudine degli uccisi, ma non provarono piacere di cio', anche se era stato fatto ai loro nemici. Non poterono fare altro che meravigliarsi del coraggio della loro risolutezza, e dello sprezzo della morte di cui tanti di essi avevano dato prova, quando essi guardarono a quell'azione quale essa era".

Anche se tutta la Cisgiordania si arrendesse, il valore di Jenin non sara' mai dimenticato. L'urlo di picere degli israeliani fermi al cancello del campo li raggiunse. Un piccolo varco, piccolo come la cruna di un ago, si apri' per i combattenti della liberta' affinche' combattessero sulle tombe aperte l'allegro nemico, mentre udivano i lamenti del loro popolo con spirito di martiri.

"... moriamo prima di diventare schiavi del nostro nemico, ed usciamo fuori, nel mondo, con i nostri figli e le nostre mogli, come uomini liberi. Questo e' cio' che la nostra legge ci comanda di fare, mentre i romani vogliono il contrario, ed hanno paura che moriamo tutti prima che realizzino il loro sogno di prenderci. Ma noi saremo per loro un esempio che causera' loro stupore ed ammirazione ".

L'esercito israeliano e tutto il mondo, come Flavio Silva che guidava l'armata romana, sono stati testimoni attoniti di atti eroici. I bambini palestinesi, emozionati da questo grande esempio di eroismo, onoreranno i nobili combattenti. Centinaia di generazioni porteranno alta la torcia della rivolta deflagrata a Jenin. Il sangue di un pugno di combattenti assediati scardinera' il ricordo di 30 anni di occupazione. Gli alberi di olivo estirpati verranno ripiantati con semi d'odio, in memoria di quei combattenti. La Terra apre la sua bocca e li abbraccia in una comune tomba.

"... ma prima distruggiamo col fuoco il denaro e la fortezza: poiche' sappiamo bene che cio' causera' gran dolore ai romani, cosi' che non potranno perquisire i nostri corpi morti, ed a cui negheremo anche la nostra ricchezza; e non risparmiamo nulla fuorche' le nostre provviste; cosicche' esse saranno la testimonianza che non siamo morti per la mancanza del necessario, ma che, secondo la nostra originaria risolutezza, abbiamo preferito la morte alla schiavitu'".

E qui noi diciamo: Onore ai combattenti, perche' sono morti lottando per la liberta', non per venderla.

traduzione a cura di www.arabcomint.com