IL SIGNIFICATO DEI RICAMI PALESTINESI

i costumi precedenti il 1948, citta' per citta'

 

PALESTINA DEL NORD

La Palestina del Nord era una delle regioni piu' varie dal punto di vista dei costumi, e gli stili tradizionali mutavano a seconda delle classi sociali, dell'appartenenza religiosa e delle varie citta' della Galilea del nord e del sud.

Il costume tradizionale della donna fellahin (contadina) di Galilea consisteva nell'abito, il thobe, dei pantaloni libas e di un lungo soprabito, chiamato jillayeh. Per la testa, vi era una cuffia decorata con monetine, chiamata smadeh. Originariamente, i costumi sia della Galilea del nord che di quella del sud erano ricamati a mano. Nel 1860, H.B. Tristram descrisse gli abiti dei villaggi di al-Bussah e di Isfiya come "splendidi, con applicazioni o ricami dalle forme fantastiche e grottesche". In Galilea erano utilizzati il piu' alto numero di punti di ricamo che in qualsiasi altra parte della Palestina. Tra di essi, possono essere ammirati , in costumi conservati ancora oggi, il punto satin, il punto satin diagonale, il punto erba, il punto ad incontro e, soprattutto, quello a croce.

Gli abiti del 19esimo secolo mostrano una mescolanza di tecniche. Erano di solito fatti con cotone tessuto a mano, con la sezione anteriore finemente decorato con ricami in seta o applicazioni di taffeta' (una tecnica conosciuta con il nome di heremezy) , mentre la sezione posteriore era ricamata ugualmente, ma con motivi geometrici simili a quelli usati per i tappeti. Gli abiti dei membri della setta dei Drusi della Galilea del Nord erano molto piu' tradizionalisti a causa delle rigide leggi religiose sulla modestia nel vestire. Gli elementi base erano comunque gli stessi.

La regione della Palestina che contiene le principali citta' di Nablus, Tulkarem e Jenin e' piu' sterile rispetto alla Galilea o alla Palestina centrale. A causa delle condizioni dell'agricoltura, le donne erano piu' impegnate nel lavoro dei campi ed avevano, dunque, meno tempo da dedicare allo sviluppo dei ricami tradizionali. In questo distretto vi e' un proverbio, secondo cui "ricamo significa mancanza di lavoro".

Il costume tradizionale di Nablus acquisiva il suo stile distintivo attraverso una vivace combinazione di colori e fabbricazione. Nablus era un importante centro commerciale, con un mercato fiorente. I beni disponibili nel 1882 includevano posate di Sheffield, cristalli di Boemia e pipe ed abiti turchi. Vi erano inoltre molte stoffe disponibili, dalle sete di Damasco ed Aleppo ai cotoni di Manchester.
Gli abiti, nello stile, erano simili a quelli della Galilea ma, di solito, sul
thobe veniva indossata una giacchetta di stile turco, lunga o corta. I thobe giornalieri erano fatti di cotone o lino.

 

PALESTINA CENTRALE

La regione collinare della Giudea costituiva la meta' orientale della Palestina centrale. Era una regione prospera, sede di quattro importanti citta': Gerusalemme, Hebron, Ramallah e Betlemme. Da questa regione provenivano tre distinti stili del costume palestinese, tutti costituiti dal ricamo come caratteristica principale. Ad eccezione della giacchetta corta di Betlemme, usata in occasioni speciali, l'influenza turca e' qui meno apparente.
La caratteristica piu' insolita del costume di Ramallah era il tessuto di lino bianco
roumi che veniva usato per gli abiti festivi e per i foulards. Il ricamo tipico di Ramallah era fatto a punto croce rosso, con fili di seta, e l'uso del rosso sul lino bianco rendeva gli abiti di Ramallah stilisticamente particolari.
Il ricamo era meno fitto in alcune regioni, ad esempio in quella di Hebron. Il pannello
qabbeh era di solito ricamato su un pezzo di stoffa separata, e poi cucito al vestito. In alcuni abiti, il qabbeh continuava fino alla schiena ed alle spalle. Il ricamo appariva anche sulle maniche ed in due bande verticali posteriormente ed anteriormente l'abito.

I ricami di Ramallah includevano le immagini di datteri di palma, sistemati in file orizzontali sul retro dell'abito. Il pannello pettorale prevedeva ricami nei colori dell'arcobaleno e, nelle colline della Giudea, i motivi tradizionali erano la stella nujum, e le fasi lunari qamar-ish. Motivi floreali ed uccelli hanno origini europee e mostrano influenze turche e greche.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il copricapo smadeh era simile a quello della Palestina del Nord, ed era composto di una piccola cuffia tonda, con una serie di monetine argentate o dorate che ricadevano sulla fronte. Sul retro, un leggero velo cadeva sulla schiena, di solito di seta, piu' raramente di tessuto ricamato.

I costumi ed i ricami di Betlemme erano rinomati in tutti i villaggi delle colline della Giudea e della pianura costiera. Cosi' rinomati, che le ricamatrici di Betlemme e dei vicini villaggi di Beit Jala e Beit Sahour lavoravano in maniera professionale per la produzione di abiti da sposa.

Gli abiti giornalieri di Betlemme erano generalmente di tessuto indaco, indossati con un soprabito bisht senza maniche, di lana tessuta localmente. Gli abiti per le occasioni speciali erano fatti di seta a righe, con un breve soprabito taqsireh, conosciuto in tutta la Palestina con il nome di "giacchetta di Betlemme". Questo era fatto di velluto densamente ricamato lungo i bordi. Le lunghe maniche a kimono dell'abito fuoriuscivano dal  breve soprabito smanicato.

La caratteristica unica dei lavori di Betlemme era l'uso di filo dorato o argentato, solitamente di seta, che sulla lana, sul feltro o sulla seta dell' abito permetteva la creazione di ricami stilizzati floreali, con linee libere o arrotondate. Alcuni studiosi fanno risalire questa tecnica all'epoca bizantina, altri ai piu' formali costumi delle classi dominanti durante l'era ottomana. Il fatto che questa tecnica si sia sviluppata maggiormente a Betlemme e' probabilmente dovuto al fatto che Betlemme era una cittadina cristiana, e le donne dell'area erano maggiormente abituate alle ornate decorazioni dei paramenti ecclesiastici, con i loro pesanti ricami di broccato argenteo.

Questa tecnica era usata per gli abiti da sposa "reali" thobe malak, per il soprabito taqsireh e per il copricapo shatweh. Lo shatweh era indossato dalle donne sposate di Betlemme ed era fatto di lino trapuntato, ricamato sulla sommita' ed ai lati.

Hebron e' una delle piu' antiche citta' della Palestina e dai villaggi circostanti - Beit 'Ummar, Bani-Na'im, Beit Jibrin, Dhahriyyeh, Dura e Samula - provenivano i piu' begli esempi del ricamo palestinese.

Gli abiti dell'area di Hebron, di lino, cotone e seta indaco, erano tagliati alla maniera di Ramallah, ma molto piu' riccamente decorati. I ricami coprivano non solo la parte anteriore dell'abito, ma anche i lati ed  il retro, con lunghe bande verticali.

Il punto tradizionale era quello a croce. I costumi speciali, come ad esempio gli abiti nuziali, erano decorati con la tecnica heremezy, con toppe di seta triangolari o romboidali applicate, di significato augurale.

Gerusalemme, sebbene fosse il centro amministrativo e la capitale culturale, non sviluppo' mai uno stile indigeno nel costume.
I  contributi allo sviluppo del costume nell'area di Gerusalemme provengono maggiormente dalle aree circostanti, particolarmente da Ramallah e Betlemme. L'unico esempio originale puo' essere il popolare
thobe abu qutbeh, l'abito fatto di seta di Damasco o di velluto, costituito di lunghe toppe cucite assieme, sormontate da un qabbeh nello stile di Betlemme.

L'area ad ovest della Giudea, dalla base delle colline alla costa mediterranea, e' un'area ricca per l'agricoltura e conteneva le antiche citta' di Jaffa e di Majdel. Particolarmente a Majdel era molto sviluppata l'arte di decorare finemente gli abiti mediante lunghe strisce di seta color porpora, magenta o verde, con piccoli ricami elegantemente sistemati.

Una sposa di Betlemme, fine '800

In contrasto a cio', il villaggio di Beit Dajan, sei km a sudest di Jaffa, era un influente centro di ricami tradizionali fino al 1948. I costumi di questo villaggio erano stupefacenti per la varieta' delle tecniche impiegate, molte delle quali importate  ed adattate da altri stili regionali. I ricami erano densi e ricchi come quelli di Hebron, ma lo stile degli abiti ricalcava quello di Betlemme. Le decorazioni di lino bianco erano importate da Ramallah.

Uno dei motivi piu' popolari era il disegno al-nafnuf, disegno floreale sostanzialmente diverso dai piu' comuni motivi geometrici ed ispirato dagli alberi d'arancio che crescevano localmente.

PALESTINA DEL SUD

La regione di Gaza e' una delle regioni di piu' antica tradizione nel campo della filatura e tessitura. La "garza"- il tessuto trasparente di seta o cotone - ha avuto origine in quell'area e portata in Europa dai Crociati. I tessuti per gli abiti di Gaza erano fabbricati a Majdel, di cotone nero o blu, o a strisce. I tessuti di Majdel a righe rosa e indaco, continuarono ad essere fabbricati fino ai tardi anni '60 dai profughi dei villaggi della pianura costiera.

I thobe erano stretti, con maniche affusolate; il ricamo non era ricco come ad Hebron, sebbene i motivi fossero comuni. Molto popolari erano le forbici muqass e gli hijab triangolari sistemati in file regolari di cinque, sette e tre, essendo considerati i numeri dispari una sorta di portafortuna.
L'enfasi sui motivi triangolari e l'uso del disegno con significato scaramantico mostrano che devono esserci stati scambi e legami tra i contadini
fellahin della Palestina del Sud ed i nomadi della penisola egiziana del Sinai.

Il costume dei nomadi del Sinai, ad esempio, era lo stesso di quello indossato dai contadini della Palestina meridionale, con la differenza che le donne nomadi, di solito, vestivano un pesante velo che proteggeva il viso dai raggi del sole del deserto, il burqa. Anche il tessuto utilizzato era, di solito, un pesante cotone o satin di colore nero, piu' pratico per l'ambiente desertico. Le donne nomadi del Sinai e del Negev ricamavano i loro vestiti come le donne palestinesi, con vivaci ricami a punto croce colorati, ma, a differenza degli abiti delle citta' e dei villaggi della Palestina, in cui il pannello pettorale era di grande significato ed importanza, gli abiti delle donne del Negev erano ricamati sul retro, con motivi geometrici. El Arish, villaggio di "frontiera", puo' essere considerato l'area di transizione  tra i pesanti ricami del deserto e lo stile elegante e sofisticato del costume  dei villaggi e delle citta' della Palestina.

 

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