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Sono
gli insediamenti, stupido!
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| Di Yusuf Agha, YellowTimes.org |
La Cisgiordania ha un'area totale di 2185,3 miglia quadrate. In quest'area, vi sono 400.000 coloni israeliani che vivono in 200 insediamenti. Approssimativamente, c'e' un insediamento ogni undici miglia. La mappa della Cisgiordania oggi, con tutti quegli insediamenti raffigurati, somiglia ad un colabrodo. E Camp David minacciava di corrompere quella mappa ancora di piu'. A Camp David, Barak e Clinton si accordarono segretamente per costringere Arafat al ruolo di protagonista di un film comico alla Laurel and Hardy. David Clark, consigliere speciale del Ministro degli esteri britannico dell'epoca, descrisse sulle pagine del Guardian i sotterfugi che circondarono la "trattativa". "Mentre
Barak si dondolava nella favola della "sovranita'
palestinese" perpetuando, in realta', la loro
soggiogazione", scrive Clark, "Clinton si
accorse che il tempo passava e si assottigliava la
speranza di passare alla storia per qualcosa di piu'
dignitoso che essersi abbassato i pantaloni nell'Ufficio
Ovale. Aveva bisogno di una trattativa rapida piu' che di
una trattativa giusta e scelse di tentare di costringere
Arafat ad accettare le proposte israeliane". La "generosa" offerta non terminava li'. "La perdita della migliore terra agricola della Cisgiordania aggiungeva insulto all'ingiuria. L'unico territorio realmente "offerto" ai negoziatori palestinesi consisteva in strisce di deserto adiacenti alla striscia di Gaza che Israele usa attualmente come discarica di rifiuti tossici". Un sito israeliano, Gush Shalom, ridicolizza la "generosa offerta" fatta da Barak a Camp David. "Non vi fu alcuna generosa offerta, ma solo una umiliante richiesta di resa totale. Questa proposta impossibile da accettare, l'attitudine arrogante di Barak, la costruzione sempre piu' massiccia di insediamenti colonici, anni di prese in giro israeliane e, infine, la provocazione di Sharon - tutto cio' causo' l'inevitabile esplosione". La creazione di colonie nei Territori occupati viola il cuore stesso della Quarta Convenzione di Ginevra, che proibisce alla forza occupante di trasferire la sua popolazione su un territorio occupato. Gli insediamenti non sono piu' avamposti pionieristici, ma si accrescono nel numero e nelle dimensioni fino a raggiungere, scrive il Boston Globe, quelle di "vere ed articolate citta', con belle case e prati, cliniche e scuole". Ancora una volta e' Sharon, il macellaio di Sabra e Shatila nel 1982 e di Jenin nel 2002, la forza dinamica che e' dietro alla crescita degli insediamenti. "Due volte", scrive Charles Radin, del Boston Globe, "il movimento dei coloni mostro' segni di cedimento, ed entrambe le volte Ariel Sharon gioco' un ruolo chiave nel rinvigorirlo". E difatti, da quando Sharon ha assunto il potere in Israele, ben 34 nuovi insediamenti colonici hanno visto la luce. La
politica israeliana, permeata in larga misura sullo
stabilimento di sempre nuove colonie, e' risultata essere
sempre meno credibile. Il dott. Ron Pundak, Direttore
Esecutivo della Economic Cooperation Foundation
di Israele, scrive della frustrazione e della sofferenza
dei palestinesi costretti a vivere all'ombra degli
insediamenti. Mentre essi devono affrontare "la
mancanza d'acqua nei mesi estivi contrapposta
all'abbondanza di rifornimenti idrici alle colonie, sono
testimoni della progressiva distruzione delle case
palestinesi, mentre negli insediamenti ne vengono
costruite di nuove". Egli sottolinea la rabbia e la
continua umiliazione di vedere "Israele costruire
sempre nuovi insediamenti sul territorio che viene loro
rubato e confiscato ed espandere quelli esistenti". Il Globe cita l'ex generale israeliano Shlomo Gazit, primo direttore delle attivita' governative nei territori palestinesi, il quale affermo' che gli insediamenti "sono diventati il chiaro messaggio alla popolazione locale che Israele trasformera' la loro terra nel Grande Israele, e che essi non vivranno mai da persone libere nel loro stato". I politici americani ed israeliani hanno cominciato a pensare alla Palestina in termini di Riserve dei Pellerossa. Il Grande Zoticone israeliano e speranzoso primo ministro venturo, Benyamin Netanyahu, parla dei territori palestinesi da trasformare progressivamente in campi di concentramento, circondati da barriere, fili elettrici e zone demilitarizzate. Il leader della maggioranza repubblicana al Congresso, Dick Armey, piu' fedele ad Israele dello stesso Sharon, gradirebbe dare ad Israele l'intero territorio e, nello show televisivo Hardball with Chris Matthews, auspico' virtualmente la pulizia etnica dei palestinesi nei Territori occupati. Armey affermo' che "i palestinesi dovrebbero andarsene". Chris Matthews, stupefatto, replico': "Beh, solo per ripeterlo, lei crede che i palestinesi che vivono in Cisgiordania dovrebbero andarsene?". Una sola risposta, secca: "Si'". "Tutta la politica di Sharon", scrive l'ex presidente Jimmy Carter, "e' stata orchestrata per portare a termine questo obiettivo: stabilire insediamenti israeliani in tutti i territori occupati e negare ai palestinesi una coesiva esistenza politica".
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traduzione a cura di www.arabcomint.com