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Intervista a George
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L'8 giugno scorso, il corrispondente dell'Arab Media Watch, Victor Kattan, intervistò il MP britannico George Galloway, che ha concorso alle elezioni europee del 10 giugno per il partito Respect - The Unity Coalition
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Se lei venisse eletto al Parlamento Europeo, userebbe quest'opportunità per difendere i diritti dei palestinesi? Sì, lei sa che io non fingo che il Parlamento Europeo sia un luogo molto importante, ma le elezioni al Parlamento Europeo possono essere davvero molto importanti perché possono funzionare come una sorta di referendum sulla guerra e l'occupazione voluta da Bush e Blair. Intendo mantenere il mio posto nel parlamento nazionale. Si può fare entrambe le cose, percependo un solo stipendio. Userei il Parlamento Europeo come ho sempre usato quello di Westminster: come piattaforma per portare avanti le cause connesse direttamente al mondo arabo ed islamico.
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Vede con favore un embargo sulle armi ad Israele?
Sì. Non solo lo vedo con favore, ma sono colui che ha esposto i fatti che contraddicono le assicurazioni fatte da Blair, e contraddicono le assicurazioni fatte a quest'ultimo da Ariel Sharon. Le armi britanniche vengono usate nei territori occupati, e quest'informazione mi e' stata data da testimoni che hanno fotografato i tanks che usano pezzi britannici, e che sanno che gli aerei che attaccano i campi profughi palestinesi sono esportati dalla British Aerospace. La cosiddetta politica estera etica del signor Blair sembra non tener conto del Generale Sharon. Blair non e' contro le dittature - dipende solo se la dittatura obbedisce agli ordini.
Crede che l'accordo di Associazione tra Israele e l'UE debba essere sospeso?
Sì, certo. E' assurdo che uno stato gangster, uno stato canaglia, debba avere lo status di nazione ultrafavorita nel commercio con l'UE. Questi prodotti che vendono all'UE sono beni spesso acquistati da terre rubate, quasi sempre prodotti con acqua rubata, ed in ogni caso sono esportazioni di un regime che ha violato più risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che tutti gli altri paesi del mondo messi assieme. Questo e' un regime che dovrebbe essere evitato, come il regime del Sudafrica dell'apartheid, non ricompensato. L'unica sanzione applicata mai all'Israele di Sharon e' quella di costringerlo a partecipare ad un concorso musicale in Eurovisione ed a ridisegnare la mappa d'Europa affinché esso possa partecipare ai tornei calcistici europei. E' l'ora di trattare con serietà con il regime sionista e, in Europa, intendo pressare questo caso.
Cosa ne dice delle osservazioni sulla sua campagna fatte dal quotidiano Observer on Sunday?
Che sono davvero disgustose. Sa, il razzismo anti-islamico - perché si tratta di questo - e' l'ultimo razzismo "rispettabile" o accettabile al mondo. I lettori dell'Observer, che non si sognerebbero di fare commenti simili sui neri o sugli ebrei o sui cattolici, li fanno con assoluta libertà quando si tratti dei musulmani. Per essi, ogni musulmano e' un fondamentalista, ed ogni fondamentalista e' un terrorista e questa e' un'equazione che respingiamo assolutamente, poiché e' velenosa per gli effetti che ha sulle relazioni reciproche nel paese e sulla mentalità media del britannico quando esso viene invitato a supportare la guerra contro i musulmani all'estero. Noi diciamo che la guerra contro i musulmani all'estero sia un lato della medaglia, mentre l'altro lato e' la guerra ai musulmani in patria e Cohen, che in quanto ebreo dovrebbe saperlo bene, non dovrebbe gettare fango in quel modo su un'intera comunità. Abbiamo, credo, il supporto della grande maggioranza dei votanti musulmani e virtualmente nessuno di essi e' un fondamentalista e virtualmente nessuno di essi supporta il terrorismo. Lungi dall'essere un'alleanza con i fondamentalisti, la nostra e' un'alleanza con i musulmani.
Quale contributo positivo darebbe, come parlamentare europeo, per arginare la crescita dell'islamofobia in Europa?
Beh, cercherei di fare in modo che essa non penetri attraverso il Canale. La Francia non e' lontana, e lì e' stata appena introdotta una legge per strappare il foulard dalla testa delle ragazze a scuola, nei collegi, nelle Università e negli uffici pubblici. E' un passo razzista, nocivo, e dunque farei la mia parte per arginarlo. Incoraggerei gli amici della sinistra europea di fare delle alleanze con i musulmani dei loro paesi, che e' straordinariamente efficace. In Francia, ad esempio, la sinistra e' disperatamente sconsiderata, su questa questione, che ha portato tanti membri della sinistra a supportare la messa al bando dell'hijab in Francia. Dunque il nostro modello - di cui siamo stati pionieri nel movimento anti-guerra e che consiste nell'unire tutti coloro che sono contro l'imperialismo, il sionismo e la globalizzazione - e' il sentiero che altri dovrebbero studiare e seguire.
Se lei fosse primo ministro oggi, come ci caverebbe dai disastri in cui ci ha fatto piombare l'attuale primo ministro?
Beh, prima di tutto riconoscerei che siamo nel disastro, cosa che egli si rifiuta ostinatamente di fare. Lui e', secondo David Kay, il capo del think tank della destra americana dell'Iraq Survey Group, "semplicemente deludente". La Gran Bretagna ha creato la tragedia palestinese, poiché il signor Balfour, per conto di un popolo, promise ad un secondo popolo, la lobby sionista, la terra di un terzo popolo, i palestinesi. Noi abbiamo creato questa tragedia e noi ne siamo parte indispensabile. Noi siamo assolutamente implicati in tutte le sofferenze dei palestinesi, come qualsiasi vecchio palestinese, da qualunque luogo della Diaspora, vi dirà. Vi mostreranno documenti che conservano dai tempi del Mandato Britannico, e che testimoniano il ruolo giocato dagli inglesi nella tragedia palestinese. Dunque io comincerei col riconoscere tutto ciò. Chiederei scusa per la Dichiarazione Balfour e cercherei di far valere il mio peso per ottenere la giustizia per i palestinesi e poi userei la nostra posizione europea per aprire un secondo fronte, perché dobbiamo decidere se siamo un paese europeo o il 51esimo stato degli USA. L'Europa, dal canto suo, dovrà decidere se avere un peso politico commensurato al suo peso economico e culturale e, se lo farà, dovrà seguire una strada completamente separata e differente per ciò che riguarda il Medio Oriente.
Cosa ne farebbe, della Road-map?
La Road-map e' stata cancellata nel sangue, nel sangue dei martiri Ahmad Yassin e del dottor al-Rantissi e di tutti i martiri che sono caduti dall'invasione dell'Iraq. A quel tempo, descrissi la Road-map come sabbia gettata negli occhi degli arabi. Era un espediente temporaneo per tramortire o anestetizzare la piazza araba contro ogni reazione avversa all'invasione dell'Iraq. Non ha funzionato e, infine, e' stata abbandonata.
Respect correrà per le prossime elezioni?
Beh, dipende da un certo numero di fattori. Se andremo estremamente male in questa consultazione, allora e' improbabile. Se faremo così bene che i laburisti ribalteranno la loro leadership e prenderanno una direzione completamente differente, allo stesso modo non ve ne sarà bisogno. Ma se i risultati saranno a mezza strada tra i due estremi, allora sì, cercheremo di partecipare con attenzione alle prossime elezioni. Non ci sogneremmo mai di stare in questa circoscrizione [Finsbury Park] ad esempio contro Jeremy Corbyn, che e' un parlamentare molto capace. Ma sceglieremo quei 50 seggi in cui siamo molto molto forti ed in cui i membri del Parlamento hanno atrocemente tradito le aspettative dei loro elettori. Faremo in modo di produrre una matrice e laddove saremo forti ed il membro del Parlamento sia pro-guerra e pro-Israele, noi parteciperemo.
Molte grazie
Si figuri!
Victor Kattan può essere
contattato a: contactkattan@hotmail.com
traduzione a cura di www.arabcomint.com