L'Islam incompreso
di John Alden Williams*

 

 

 

Mi e' stato assegnato, quest'oggi, il tema del "Messaggio nella storia". Un messaggio e' qualcosa che e' consegnato in un'epoca ed in un luogo. Il nostro Creatore ci ha fatti giungere sino ad oggi, attraverso secoli di storia, affinché cominciassimo l'anno 2004 dell'Era Comune. Noi, i nostri successi ed i nostri fallimenti, siamo tutti  un messaggio vivente. Sarò breve: voglio parlare della più seria crisi religiosa dei nostri tempi. Si tratta della frattura che alcuni fondamentalisti - cristiani, ebrei e musulmani - stanno cercando di aprire tra Cristianesimo ed Islam, le due più grandi religioni al mondo. Il genere di disinformazione che viene propagato tra i cristiani e gli ebrei e' allarmante e doloroso. Gran parte di essa e' assolutamente falsa.

Ad esempio, una delle cose che vengono più spesso ripetute e' che i musulmani non prestino culto a Dio, ma a qualcos'altro chiamato Allah. Allah e' semplicemente la parola araba per "Dio". E' strettamente affine al termine aramaico Al-aha, il linguaggio parlato da Gesù e dai suoi discepoli e che, ancora oggi, viene parlato in alcune aree del Medio Oriente. Se sei un cristiano arabo, o un ebreo di lingua araba, pregherai Allah. Sarebbe come dire che i francesi non prestano culto a Dio ma a qualcos'altro, chiamato "dieu". I musulmani adorano il Dio di Abramo, Mosè e Gesù, e chiunque apra una traduzione inglese del Corano potrà rendersene conto.

Jerry Vines, ex presidente della Convenzione Battista del sud, ha descritto l'amato profeta dell'Islam, Mohammad, come un "pedofilo ossessionato dal demonio". Franklin Graham, figlio di Billy Graham, colui che fece le invocazioni nella cerimonia d'inaugurazione della presidenza Bush, descrive l'Islam come "una religione cattiva e falsa". Jon Hanna, ministro evangelista dell'Ohio, editore del giornale Connection in quello stato, descrive l'Islam allo stesso modo. Cita a tal proposito la I° Lettera di San Giovanni (2:21): "Colui che nega che Gesù sia il Cristo, e' un bugiardo. E' lui l'Anticristo". Hanna dunque deduce: "La religione musulmana e' la religione dell'Anticristo".

Si tratta di una bugia sfacciata. Il Corano, o "Recitazione" dell'arcangelo Gabriele al profeta Mohammad, libro sacro dell'Islam, si riferisce sempre a Gesù come "Messia". Christos, o Cristo, e' solo la traduzione greca del termine aramaico "Messiah". Il Corano definisce Gesù come la parola di Dio e lo spirito proveniente da Lui, nato da una vergine, Maria, "la più pura tra tutte le donne", e' dà a Maria più spazio di quanto non faccia il Nuovo Testamento. Ci sono molti musulmani che onorano "la nostra signora Mariam" e molti sacrari in Medio Oriente sono dedicati a lei. Non ho mai sentito, né sentirò mai, un musulmano insultare il nome di Gesù. Sarebbe come rigettare ciò che il Corano gli ha insegnato, e cioè che lui era il messia promesso, che e' asceso al Paradiso e che tornerà ancora prima della fine dei tempi.

Un'altra sciocchezza che sentite spesso e' che l'Islam inciti all'odio, alla violenza ed alla lotta religiosa. Vorrei un po' di tempo in più per confutare questa diffusa misinterpretazione. Agli ebrei viene insegnato: occhio per occhio, dente per dente. Ai cristiani viene insegnato a porgere l'altra guancia, se colpiti - anche se, devo dire, ho incontrato pochissime persone che lo fanno. Nella loro rivelazione, ai  musulmani viene insegnato a resistere all'oppressione, anche a costo di grande sacrificio personale, poiché soggiacere all'oppressione significa assistere l'oppressore e "Dio odia gli oppressori". Questo e' il fondamento dell'etica islamica e questo dobbiamo imparare a comprendere.
Una questione collegata - e molto incompresa - e' la nozione del jihad nell'Islam. Jihad significa "sforzo virtuoso" ed e' una dottrina su cui l'insegnamento coranico pone molta enfasi. "Credete di poter entrare in Paradiso senza che Dio sappia chi tra voi si e' sforzato ed e' stato paziente?" (Corano, 3:147).
Vivere una vita basata sui principi islamici, pregare cinque volte al giorno, sopportare le privazioni durante il mese di digiuno, sottoporsi alle fatiche del pellegrinaggio nei luoghi santi, donare ai poveri con generosità, crescere i propri figli nel timor di Dio, tutto questo e' jihad.

I primi musulmani dovettero anche sforzarsi in guerra, contro gli attacchi sferratigli dai loro nemici. Il Corano stabilisce le circostanze per le quali lo stato islamico - o una comunità islamica minacciata - può ricorrere alla guerra. Esse sono:

1. Quando ci sia una grave ed improvvisa minaccia verso la religione. "...a coloro che senza colpa sono stati scacciati dalle loro case solo perché dicevano : "Allah è il nostro Signore". Se Allah non respingesse gli uni per mezzo degli altri, sarebbero ora distrutti monasteri e chiese, sinagoghe e moschee nei quali il Nome di Allah è spesso menzionato. Allah verrà in aiuto di coloro che sostengono [la Sua religione]. In verità Allah è forte e possente". (22:40)

2. Quando i musulmani siano soggetti all'oppressione. "Perché mai non combattete per la causa di Allah e dei più deboli tra gli uomini, le donne e i bambini che dicono: "Signore, facci uscire da questa città di oppressori; concedici da parte Tua un patrono, concedici da parte Tua un alleato"? (4:75).

3. Quando i musulmani siano scacciati dalla loro terra. "Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono. .... scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio" (2:190). "Allah certamente proteggerà chi risponda proporzionatamente all'offesa e ancora subisca rappresaglie, poiché in verità Allah è indulgente, perdonatore". 

4. Quando delle entità politiche deliberatamente violino trattati e patti. "E se dopo il patto mancano ai loro giuramenti e vi attaccano [a causa del]la vostra religione, combattete i capi della miscredenza. Non ci sono giuramenti [che essi ritengono validi] : forse così desisteranno. Non combatterete contro gente che ha violato i giuramenti e cercato di scacciare il Messaggero? Sono loro che vi hanno attaccato per primi. Li temerete? Allah ha ben più diritto di essere temuto, se siete credenti" (9:12)

E' dunque comprensibile che agli occhi dei musulmani, i palestinesi (ad esempio) sono nella posizione di dover resistere? Il suicidio e' proibito, nell'Islam, ed e' rarissimo nelle società islamiche, ma sacrificare la propria vita per aiutare gli oppressi (ed e' materia di interpretazione stabilire questo limite) e' considerato un atto eroico da molte religioni e sistemi etici non religiosi.

Il Corano insegna esplicitamente ai musulmani che qualsiasi atto di guerra deve cessare immediatamente se il nemico chiede la pace, promette di cessare le persecuzioni e l'oppressione e di aderire con sincerità agli accordi ed ai patti stipulati in precedenza. "Ma se desistono, allora di certo Dio e' il Perdonatore, il Clemente" (2:192). "E se inclinano alla pace, inclinate alla pace anche voi, e confidate in Dio. In verità, Egli e' l'Ascoltatore, il Sapiente" (8:61).

Nel Corano si fa anche riferimento alla questione della deterrenza. "Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete [raccogliere] e i cavalli addestrati per terrorizzare il nemico di Allah e il vostro e altri ancora che voi non conoscete, ma che Allah conosce". (8:60) Dunque ai musulmani viene chiesto di prepararsi alla guerra, non per cominciarla ma per potersi difendere da un nemico che intende disturbare la pace.

Per quello che concerne la guerra fatta per propagare la fede, tale ipotesi non viene menzionata neppure una volta nel Corano. E ciò potrebbe essere una rivelazione per coloro i quali credono che l'Islam richieda ai suoi seguaci di combattere per diffondere la religione.
Si tratta di qualcosa che noi ed i nostri governanti dovremmo imparare bene: oltre un miliardo di musulmani crede che gli e' stato divinamente ordinato di astenersi dall'aggressione, ma anche di resistere agli attacchi ed all'oppressione. L'Islam e' la religione in più rapida espansione al mondo. Se continueremo a massacrare e calunniare i musulmani, le conseguenze per tutte le società potrebbero essere molto gravi.

 *Professore dell'Umanità delle Religioni al College di William e Mary, Virginia
traduzione a cura di www.arabcomint.com