Guerra ed armamenti nucleari:
la prospettiva dell'Islam

 

Se per violenza si intende l'uso di azioni terroristiche, la risposta e' un deciso NO. E' invece obbligatorio difendere l'Islam con la propria vita, anche se cio' significa vivere per esso, piu' che morire per esso.
L'uso della violenza e' lecito ai musulmani per difendere l'Islam? E' un obbligo sacro difendere l'Islam con la propria vita? Cosa ci dice l'Islam delle guerre di aggressione? E le armi di distruzione di massa in che ottica vengono considerate?

Prima di tutto, se per violenza si intende l'uso di azioni terroristiche, la risposta e' un deciso NO. E' invece obbligatorio difendere l'Islam con la propria vita, anche se cio' significa vivere per esso, piu' che morire per esso.
La stessa domanda puo' essere posta a qualsiasi essere umano: quanto siete preparati a difendere l'idea in cui credete?
Tutte le battaglie condotte nei secoli dagli esseri umani per la propria liberta', indipendenza ed autodifesa, sono state combattute da uomini che credevano in una causa e che mettevano questa davanti alla loro stessa esistenza individuale. Ferma restando l'obbligatorieta' della giustezza della causa per la quale si lotta, vediamo qual'e' la prospettiva islamica in proposito.

L'Islam rende lecita soltanto la guerra di autodifesa. Allorche' la propria nazione sia minacciata da una forza aliena che miri ad assoggettarla, e' dovere di tutti i cittadini, uomini e donne, difendersi con tutti i mezzi leciti a disposizione. Dal momento che l'Islam non contempla una massima come "Il fine giustifica i mezzi", il muslmano usera' solo mezzi eticamente accettabili per la sua autodifesa.
La storia della vita del Profeta e della prima comunita' dei credenti getta una luce su quella che deve essere l'attitudine dei musulmani: dopo anni di persecuzione e di oppressione da parte dei miscredenti di Mecca, essi presero le armi per difendersi dall'aggressione. I versetti del Corano sono, a questo riguardo, estremamente chiarficatori:

"Combattete per la causa di Dio contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Dio non ama coloro che eccedono. [...] scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. [...] Se per? cessano, allora Dio è perdonatore, misericordioso" (2:190-193)

Da questo e da altri versetti si deduce che la lotta del musulmano e' per riguadagnare un diritto violato, non per opprimere ne' per violare i diritti altrui. Il versetto sottolinea altrettanto chiaramente che, anche nei combattimenti, non deve mai venir meno il codice etico islamico, che impone la giustizia verso tutti gli esseri viventi e incita a non sorpassare i limiti fissati da Dio. "Anche nella guerra siete tenuti ad essere i piu' umani", disse il Profeta in un celebre hadith (detto): cio' vuol dire che anche coloro che ci aggrediscono hanno dei diritti insiti nella loro natura umana e che siamo tenuti a rispettare, non trasgredendo la legge umana e morale.
In particolare al musulmano e' proibito (sempre durante guerre conclamate di autodifesa):

  • Mutilare i cadaveri e vilipenderli
  • Rubare oggetti e beni dei prigionieri e dei morti
  • Uccidere donne, bambini, anziani e tutti coloro che non partecipano ai combattimenti
  • Uccidere religiosi e tutti coloro che si sono rifugiati nelle case di preghiera, anche nei pressi dei campi di battaglia
  • Colpire abitazioni civili, monasteri, chiese, sinagoghe
  • Bruciare coltivazioni e raccolti
  • Uccidere animali
  • Maltrattare i prigionieri di guerra
L"Islam e' una religione di giustizia, e su questa base andrebbero considerati i conflitti nel mondo che vedono i musulmani opporsi ai loro aggressori, dalla Palestina occupata alla Cecenia.
Non e' ovviamente lecito, per un musulmano, aggredire qualsiasi persona che, pur appartenendo ad un popolo che opprime il suo paese, non sia coinvolto personalmente nell'oppressione. Ad esempio, se l'America fa la guerra all'Iraq, non e' lecito per nessun musulmano attaccare un americano a meno che questi non sia un militare impegnato direttamente nel combattimento. E' ovviamente lecito ed anzi doveroso qualsiasi atto non cruento volto ad esprimere dissenso ed a colpire finanziariamente il "nemico", come ad esempio il boicottaggio economico.

In quest'ottica, appare chiaro ed evidente che l'Islam condanna con fermezza il possesso e l'uso di qualsiasi arma non convenzionale, volta a colpire indiscriminatamente uomini e territorio. L'Islam non ammette la distruzione di massa: anche la guerra deve sottostare ad un codice umano e morale, per quanto possibile.
Le armi di distruzione di massa, come quelle nucleari, chimiche e batteriologiche non possono essere usate perche' non e' umano farlo e perche' esse colpiscono indiscriminatamente gli innocenti e gli aggressori. E, dal momento che per l'Islam ogni vita e' sacra presso Dio, colui che colpisce anche un solo innocente dovra' rispondere a Dio del suo crimine.

Nel caso pero' in cui un aggressore usi delle armi nucleari contro un paese islamico, e' permesso ai musulmani difendersi usando lo stesso mezzo, se ne hanno la possibilita': la reciprocita' e' un principio noto a tutti i membri della comunita' internazionale, e l'Islam riconosce agli aggrediti il diritto a difendersi usando gli stessi mezzi dell'aggressore.
Ecco perche', recentemente e alla luce delle aggressioni senza precedenti che il mondo arabo sta subendo, alcuni scolari delle piu' celebri universita' islamiche hanno invitato i governi dei loro paesi ad armarsi come deterrente contro le invasioni e l'assoggettamento. L'Islam non riconosce la legittimita' del possesso di armi di distruzioni di massa e sarebbe doveroso che tutti i paesi rinunciassero a tale aberrazione ma, dal momento che forze oscure da anni minacciano l'integrita', la stabilita' e la liberta' dei paesi del mondo arabo e la vita, la salute ed i benessere dei loro cittadini per motivi economici ed espansionistici, i musulmani non hanno altra scelta se non quella di difendersi. Riconoscendo sempre e comunque il primato del dialogo sulla forza e dell'amicizia e cooperazione sull'inimicizia e l'ostilita', l'Islam rivendica il suo grande respiro di guida incomparabile per il trionfo della giustizia e dei valori umani anche in quest'epoca oscura, di decadenza morale, acquiescenza verso il male ed omerta' verso il potere.

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