I VESTITI NUOVI DELL'IMPERATORE
di Uri Avnery
Un dodicenne si sarebbe vergognato di
presentare una composizione del genere al suo insegnante.
le dichiarazioni sono prive di base, l'immagine generale
e' quella di una caricatura, le conclusioni sono ridicole
ed una parte ne contraddice un'altra. La creazione di questo sistema ideale, ha detto Bush, e' la precondizione di qualsiasi negoziato di pace. In Europa, un sistema del genere fu raggiunto dopo lotte di centinaia di anni. Nel mondo arabo non esiste affatto. Arafat e' l'unico capo di "stato" eletto in libere elezioni, sotto la supervisione internazionale, controllate personalmente dall'ex presidente Jimmy Carter. Nello specchio ingannatore di Bush, il terrorismo e' precedente all'occupazione. Infatti, egli non menziona mai l'occupazione, per tutta la durata del discorso. Non c'e' nulla se non terrorismo. Nella sua limitata visione del mondo, il terrorismo e' la somma di tutto. In principio, Dio creo' la Guerra al Terrorismo, e tutto il mondo gli fu creato attorno. Il Terrorismo, come Satana, esiste dal momento della creazione, non deriva da nulla, e' esistente di per se'. E, cosi' come ad ogni devoto cristiano e' comandato di combattere Satana in ogni momento, cosi' ogni essere umano dovra' combattere il terrorismo per essere blandito dal divino giudice, Bush. E cos'e' il terrorismo? Il terrorismo e' tutto cio' che fanno i paesi nemici degli USA. Naturalmente, i paesi amici sono immuni dal commettere atti terroristici. In Turchia, ad esempio, i terroristi sono i Curdi, che pero' diventano "combattenti per la liberta' " nell'Iraq di Saddam Hussein, mentre l'esercito turco e' un'armata di crocerossine. L'amico Putin non commette terrorismo, e difatti le sue azioni a Grozny sono caritatevoli quasi quanto quelle di Sharon a Jenin. Arafat, invece, e' un terrorista. E' inoltre un corrotto, un dittatore. Non c'e' bisogno di prove. Lo dice Sharon e questo basta, dal momento che lui e' "un uomo di pace". Arafat deve essere eliminato, rimosso dal suo incarico, espulso, ucciso. (Naturalmente, Bush non ha parlato di ucciderlo, ma, se ricordo bene, qualche tempo fa e' stata eliminata la proibizione agli agenti segreti americani di assassinare leaders stranieri "scomodi" per gli USA. In realta', non c'e' neppure bisogno della CIA, in questo caso: basta un cenno e Sharon parte a razzo. E allora, cosa accadra' dopo la rimozione - espulsione - eliminazione di Arafat? Semplice, per Bush: arriveranno dei palestinesi "illuminati", si prendera' qualche professore palestinese di Harvard o di Oxford come presidente e si creera' la Svizzera palestinese. Bush, chiaramente, non immagina neppure
che potrebbe accadere qualcosa di diverso da cio'. Ad
esempio, il futuro leader dovra' dimostrare al suo popolo
di non essere il fantoccio del Mossad e della CIA. Quindi
fara' un'alleanza con Hamas: nelle prossime elezioni, il
candidato delle "Forze islamiche nazionalistiche",
vincera' sicuramente. Il buon Bush certamente non vuole questo, ma, dal momento che e' diventato il pappagallo di Sharon, il Sancho Panza americano del Don Chisciotte israeliano, capira' senz'altro che e' Don Chisciotte che decide. Dopo il discorso, incontrai un anziano diplomatico europeo. "Be', non sara' il discorso piu' brillante che abbia mai sentito", disse con un lieve sorrisetto ironico, "ma e' tutto cio' che abbiamo. Non sarebbe saggio inimicarsi Bush, diverrebbe solo piu' ostinato". E dunque, cosa fare? Il sorrisetto ironico non scomparve dalle sue labbra. "La diplomazia europea ha centinaia d'anni di esperienza. La cosa piu' intelligente da fare e' prendere dal discorso una frase positiva e costruirci su, dimenticando le parti negative". L'Europa, dunque, intende concentrarsi sulle elezioni. Queste devono essere libere, sotto stretta supervisione internazionale. Perche' le elezioni siano libere, e' necessario che i candidati siano liberi di muoversi. Affinche' i partiti possano formarsi e condurre una campagna elettorale, bisogna che ci sia liberta' di parola e di associazione. Tutto cio' e' impossibile sotto occupazione. Quindi, la prima cosa e' RIMUOVERE L'OCCUPAZIONE DAI TERRITORI PALESTINESI. Fino alle elezioni, le istituzioni elette esistenti, incluso il presidente dell'autorita', devono continuare a funzionare. L'Europa continuera' a trattare con esse. Arafat, naturalmente, come ogni altro cittadino, ha il diritto di presentare la sua candidatura - e, se verra' scelto in una libera elezione, il mondo dovra' riconoscerlo. |
traduzione a cura di www.arabcomint.com