Karima

di Armida Pratesi

Karima è stanca

ha vissuto tra pietre
abbarbicata
al suo amore per la vita

ha visto coni d'ombra
in agguato sui suoi passi

ha udito voci perentorie
pronunciare
il suo nome per esteso

ha sentito
i suoi piedi fermarsi,
diventare marmo.

Anche le pietre
parleranno un giorno
è stato detto
e chi diceva sapeva

dalle pietre
nascono figli ancora

Karima è stanca
di dar vita alla morte,
stanca di sorridere
ad occhi di bimbi
come ciottoli neri
stanca del suo ventre
traghetto di memorie
di dolore
fonte di nuove speranze
antiche già nel nascere.

Ha mangiato
pane rabbioso,
appassionato, disperato, sabotato

ha salutato ogni giorno
nel nome della Terra

ha ospitato
nel suo cuore
nei suoi occhi
distese di verdi ulivi,
voli di colombe,
girotondi di colori

ma è stanca
fra rocce sanguinanti
campane mute
onde di pianto
canti di fragili amori
colpi ripetuti sui suoi teneri fiori.

Karima è stanca,
ma vuole la sua Terra.

Riprende a camminare
con un sasso sul cuore
per dare vita alla morte
tra la gioia e il dolore.


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